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Per evitare le strumentalizzazioni e la troppa confusione intorno all’argomento, sarebbe bene innanzitutto ricordare il testo del Disegno di Legge :
DISEGNO DI LEGGE d’iniziativa dei deputati BUEMI, D’ELIA, VILLETTI, TURCI, BONINO, BOSELLI, CAPEZZONE, ANTINUCCI, BELTRANDI, CREMA, DI GIOIA, MANCINI, PIAZZA Angelo, PORETTI, SCHIETROMA, TURCO e MELLANO (V. Stampato Camera n. 525-bis) approvato dalla Camera dei deputati il 27 luglio 2006 Trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza il 27 luglio 2006 ———– Concessione di indulto
DISEGNO DI LEGGE
Art. 1.
1. È concesso indulto, per tutti i reati commessi fino a tutto il 2 maggio 2006, nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non superiore a 10.000 euro per quelle pecuniarie sole o congiunte a pene detentive. Non si applicano le esclusioni di cui all’ultimo comma dell’articolo 151 del codice penale.
2. L’indulto non si applica:
a) per i delitti previsti dai seguenti articoli del codice penale:
1) 270 (associazioni sovversive), primo comma;
2) 270-bis (associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico);
3) 270-quater (arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale);
4) 270-quinquies (addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale);
5) 280 (attentato per finalità terroristiche o di eversione);
6) 280-bis (atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi);
7) 285 (devastazione, saccheggio e strage);
8) 289-bis (sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione);
9) 306 (banda armata);
10) 416, sesto comma (associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di cui agli articoli 600, 601 e 602 del codice penale);
11) 416-bis (associazione di tipo mafioso);
12) 422 (strage);
13) 600 (riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù);
14) 600-bis (prostituzione minorile);
15) 600-ter (pornografia minorile), anche nell’ipotesi prevista dall’articolo 600-quater.1 del codice penale;
16) 600-quater (detenzione di materiale pornografico), anche nell’ipotesi prevista dall’articolo 600-quater.1 del codice penale, sempre che il delitto sia aggravato ai sensi del secondo comma del medesimo articolo 600-quater;
17) 600-quinquies (iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile);
18) 601 (tratta di persone);
19) 602 (acquisto e alienazione di schiavi);
20) 609-bis (violenza sessuale);
21) 609-quater (atti sessuali con minorenne);
22) 609-quinquies (corruzione di minorenne);
23) 609-octies (violenza sessuale di gruppo);
24) 630 (sequestro di persona a scopo di estorsione), commi primo, secondo e terzo;
25) 644 (usura);
26) 648-bis (riciclaggio), limitatamente all’ipotesi che la sostituzione riguardi denaro, beni o altre utilità provenienti dal delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione o dai delitti concernenti la produzione o il traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope;
b) per i delitti riguardanti la produzione, il traffico e la detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, di cui all’articolo 73 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, aggravati ai sensi dell’articolo 80, comma 1, lettera a), e comma 2, del medesimo testo unico, nonché per il delitto di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui all’articolo 74 del citato testo unico, in tutte le ipotesi previste dai commi 1, 4 e 5 del medesimo articolo 74;
c) per i reati per i quali ricorre la circostanza aggravante di cui all’articolo 1 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980, n. 15, e successive modificazioni;
d) per i reati per i quali ricorre la circostanza aggravante di cui all’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, e successive modificazioni;
e) per i reati per i quali ricorre la circostanza aggravante di cui all’articolo 3 del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205.
3. Il benefìcio dell’indulto è revocato di diritto se chi ne ha usufruito commette, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un delitto non colposo per il quale riporti condanna a pena detentiva non inferiore a due anni.
4. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La protesta dei tassisti prima e dei farmacisti poi (ma credo che altre ne verranno), mi danno il sapore della solita paura diffusa nei confronti dei cambiamenti. Ma per un professionista che non teme di mettersi alla prova, la concorrenza non dovrebbe far altro che stimolare il proprio impegno, puntando di meno sull’imprenditorialità (che è un altro lavoro) e di più sulla professionalità.
Una nuova campagna di sensibilizzazione della Provincia di Brescia propone da domani 29 Luglio, in via sperimentale, in tre discoteche sul Lago di Garda (Mazoom,Fura e Dehor) una nuova iniziativa con l’obiettivo di scongiurare sempre di più gli incidenti automobilistici al rientro dalle serate nei locali. L’iniziativa propone di individuare, all’uscita dei locali, un “guidatore designato” che, sottoposto alla prova dell’AlcolTest, risulti sobrio ed in grado di guidare riportando a casa in auto gli amici arrivati con lui. A titolo di premio per questo servizio, al “guidatore designato” verrà regalato un biglietto di ingresso gratis nella discoteca per la settimana successiva oltre ad altri gadgets come magliette, cappellini ecc. Anche se non credo che l’etilometro sia in grado di rilevare se il controllato abbia assunto altre sostanze non alcoliche ma egualmente limitanti dell’attenzione del guidatore, mi sembra comunque una buona idea, se servirà ad evitare anche un solo incidente. Ricordo che tempo fa, anche quando furono inasprite le sanzioni per la guida in stato di ebbrezza, ci fu una specie di “corsa all’astemio” da portarsi in discoteca per poi farlo guidare al ritorno, proverò a riproporre la cosa a Corrado, Enrico ed Alberto, chissà se in discoteca, a queste condizioni, ci tornerebbero ancora ?
Apre questa sera alle ore 21,00 all’ Auditorium Museo SantaGiulia (ingresso libero) la seconda edizione di “Valtrompia Musicart“, manifestazione di varie arti e culture diretta da Omar Pedrini. Sono previste partecipazioni molto importanti (da Gianna Nannini a Eugenio Finardi a Pacifico a Dj Ringo, tutti in veste insolita) sviluppate nel ricco programma che si concluderà l’ 8 Agosto.
Essere sempre altrove
in cerca di un’occasione
ogni anno tanti auguri
stare in cento e sentirsi soli
Gli amici da ritrovare
le crisi da superare
camminando in pieno inverno
trovarsi a un passo dall’inferno
E andare avanti
noi cuori infranti
e andare avanti
senza pensarci sù
E andare avanti
naviganti
poi sempre pronti
a non tornare più
E mettersi in discussione
non farsi mai un’illusione
uscire a vedere il mare
smettere ogni giorno di fumare
E poi vivere
se c’è da vivere
annoiarsi fare un urlo
trovarsi a un metro dall’assurdo
E andare avanti
noi naviganti
andare avanti
non preoccuparsi di quello che c’è
E andare avanti
come alianti
e stare alti
non avere niente sopra sé
In ogni angolo cercare il proprio posto
cambiare musica e città
chissà chissà chissà
se andrò lontano o no
se mi dovrò fermare
intanto oggi vado avanti
vado avanti
io vado avanti
non voglio niente davanti a me
E vado avanti
sempre avanti
si io vado avanti
non voglio niente davanti a me…
Gianni Togni e Guido Morra, 1982
La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La via è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è la vita, difendila.
Madre Teresa di Calcutta
Muere lentamente
quien se transforma en esclavo del hábito,
repitiendo todos los días los mismos trayectos,
quien no cambia de marca.
No arriesga vestir un color nuevo y no le habla a quien no conoce.
Muere lentamente
quien hace de la televisión su gurú.
Muere lentamente
quien evita una pasión,
quien prefiere el negro sobre blanco
y los puntos sobre las “íes” a un remolino de emociones,
justamente las que rescatan el brillo de los ojos,
sonrisas de los bostezos,
corazones a los tropiezos y sentimientos.
Muere lentamente
quien no voltea la mesa cuando está infeliz en el trabajo,
quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño,
quien no se permite por lo menos una vez en la vida,
huir de los consejos sensatos.
Muere lentamente
quien no viaja,
quien no lee,
quien no oye música,
quien no encuentra gracia en si mismo.
Muere lentamente
quien destruye su amor propio,
quien no se deja ayudar.
Muere lentamente,
quien pasa los días quejándose de su mala suerte
o de la lluvia incesante.
Muere lentamente,
quien abandona un proyecto antes de iniciarlo,
no preguntando de un asunto que desconoce o
no respondiendo cuando le indagan sobre algo que sabe.
Evitemos la muerte en suaves cuotas,
recordando siempre que estar vivo exige un esfuerzo mucho mayor
que el simple hecho de respirar.
Solamente la ardiente paciencia hará que conquistemos
una espléndida felicidad.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell`abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle `i`
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all`errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l`incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l`amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l`ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Martha Medeiros
Mi è particolarmente difficile, oggi, la riflessione sulle letture.
Per tre domeniche abbiamo ascoltato la Parola di Dio che parlava di guarigioni.
La suocera di Pietro, il lebbroso, il paralitico.
Abbiamo commentato un Dio che ti prende per mano, che vuole figli guariti nello spirito e nel corpo, che ti dice alzati e cammina.
E domenica scorsa, nemmeno due ore dopo la riflessione, arriva la notizia di una tragica morte di un giovane della nostra comunità di Lumezzane, non aveva ancora 19 anni.
Un giovane che hai visto nascere, che hai tenuto in braccio, che era cresciuto circondato dall’amore dei genitori e dei familiari, dalla testimonianza e dall’impegno della sua famiglia; un giovane che cresce nella comunità e comincia a impegnarsi per offrire il suo servizio.
Una domanda pesante risuona: Perché?
Una domanda che viene ripetuta da tanti genitori storditi, smarriti che si ripetono “ma cosa dobbiamo fare per i nostri figli?”
Una domanda “Perché?”
che apparentemente pare senza risposta.
Poi piano piano tante persone si fermano, pregano, riflettono.
Lunedì sera, a S. Apollonio, una chiesa gremita, centinaia di giovani che pregavano, adoravano, si guardavano in silenzio, chiedevano e ricevevano il sacramento del perdono.
Chiedevano di ricominciare.
Da dove ricominciare? Con quale stile ricominciare?
E qui viene in aiuto il vangelo di oggi.
Ricominciare non solo con la legge, non solo con le prediche, non solo con lunghe liturgie, non solo con i digiuni. L’omelia più grande Gesù la compie a tavola, mangiando con i peccatori.
Ricominciare anche attraverso la tavola, il banchetto, la festa insieme. Superando l’individualità.
Ricominciare vivendo in fraternità, sentendoci e creando comunità.
Ricominciare con il vestito nuovo. Mettendo il vino nuovo in otri nuovi.
Uno scrittore e giornalista scriveva non tanto tempo fa:
“Negli ultimi millenni abbiamo fatto enormi progressi. Siamo riusciti a volare, andiamo sulla luna e mandiamo sonde su Marte. Siamo persino capaci di clonare la vita. Eppure con tutto questo progresso non siamo in pace né con noi stessi né con il mondo attorno. Anzi, l’uomo non è mai stato tanto povero da quando è diventato così ricco”.
I nostri giorni sono giorni dove si deve dire che la vita è in pericolo, che la terra è minacciata, che sono giorni senza amore. Che l’umanità veste abiti da guerra, un vestito troppo vecchio e senza futuro.
Ma si deve anche proclamare che un altro mondo è possibile, che un altro vestito è possibile, un’altra umanità è possibile.
Forse abbiamo versato vino nuovo in otri vecchi e abbiamo sciupato e rovinato il vangelo, come vino perduto. La strada, l’unica strada, è quella di un cuore nuovo.
E un altro mondo verrà, se insisto a cercare,
ad ascoltare Lui che mi parla sul cuore.
Verrà se insisto ad amarlo,
perché il cuore si trasforma in ciò che ama.
Verrà, se prenderò il vangelo come mio abito,
se comporrò le mie giornate, i miei gesti quotidiani,
il mio lavoro, la mia vita, con il cuore di Cristo
Tarcisio Bugatti, diacono
Carissimi,
desideriamo esprimere il nostro più vivo e sentito ringraziamento per la testimonianza di affetto e di solidarietà espressa in occasione dellutto che ci ha colpiti e per quanto avete fatto per onorare la memoria del nostro Alessandro. Ringraziamenti e riconoscenze che vorrete esternare anche alle vostre famiglie.
Cari ragazzi, chi vi parlano sono due genitori affranti da un immenso dolore. Non troviamo parole per esprimere il nostrostato d’animo dopo l’immane tragedia che ci ha investito. Tuttavia vorremmo che da quanto è successo, voi aveste a trarne un piccolo insegnamento. Non già dal gesto compiuto dal nostro povero Alessandro, ma per convincervi una volta di più che la vita umana ha un immenso valore, che vale la pena di viverla fino in fondo e che per nessun motivo deve essere spezzata. Nulla è più bello della vita e nonostante le contrarietà e le pene, piccoli o grandi che siano, dobbiamo sempre conservare e difendere questo grande dono che Dio ci ha dato.
Amate i vostri genitori, abbiate il coraggio e l’umiltà di confidarvi con loro e siatene certi che per i vostri problemi è sempre possibile trovare una soluzione.
Vi abbracciamo tutti
Giuseppe e Enrica Nulli
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