SuperPippo ha nominato i 20 eletti per il festival. Amalia Grè ci sarà, speriamo bene. Non ci sarà invece Riccardo Maffoni, bresciano, vincitore lo scorso anno nella categoria giovani. Le ragioni della sua esclusione lasciano tuttavia l’amaro in bocca, pensando che è stata proprio la sua casa discografica (Warner) a non volerlo perchè ritenuto “poco comunicativo”. Ad Orzinuovi, ci saranno rimasti male, visto che il cantante aveva provato a mandare comunque tre pezzi autonomamente per tentare di convincere l’organizzazione a sceglierlo. Ma il business musicale non prevede certo un ruolo di primo piano per gli interpreti. Chiederò ad Alice, che è sua amica, di portare a Riccardo tutta la mia comprensione e simpatia.
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Secondo me il vincitore dei ggiovani dovrebbe partecipare per diritto tra i campioni all’edizione successiva (insomma, come credo si facesse una volta). Detto questo, Riccardo è ancora relativamente giovane (mentre, per dire, l’Amalia del titolo del post ho visto che è già verso gli anta, nonostante non li dimostri…), se è davvero valido come dite avrà tempo per rifarsi, credo che ci sia mercato anche per l’artista magari più “timido e riservato”, o “meno comunicativo”, come dicono loro.
Anch’io credevo che partecipare dopo una vittoria fosse un diritto. In fondo lo dovrebbe essere, un po’ come il pugile che difende la corona, che bello c’è a diventare campione senza battere il campione precedente ?
sarà fatto… anche se si è rassegnato alla cosa, a quanto pare.


Non è né l’unico né il primo ad incontrare un ostacolo di questo tipo ed il vero aspetto negativo di questo atteggiamento (che non è una prerogativa del mondo musicale) è che chi ha talento veramente molte volte non riesce a farsi conoscere perché non è commerciale. Tuttavia, da un certo punto di vista, direi che può ritenersi fortunato… Ok, Sanremo è un’ottima occasione per farsi conoscere, visto che “Sanremo è sempre Sanremo”, però oltre quello? Non so, sarà perché io non lo seguo, ma non ci vedo nulla di speciale. L’unica cosa che dispiace è il rammarico per la motivazione dell’esclusione, che “lascia il tempo che trova”, come si usa dire.