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January 16, 2007

Artisti professionisti e dilettanti: c’è differenza ?

Categoria: Spettacoli - Autore: Robi

Oltre 2000 persone a riempire il Palabrescia in ogni ordine di posti, i cancelli chiusi per tutto esaurito già mezz’ora prima dell’inizio e una cifra di gente rimasta fuori. Situazione ampiamente prevista, come spiegato dal rappresentante della segreteria Oratori diocesi di Brescia, organizzatrice dell’evento. Il tutto per assistere a “Ad Oriente del giardino“, un musical, alla sua 33° replica, dal 2005, quando andò in scena per la prima volta. Ad interpretarlo, una compagnia di attori, ballerini e cantanti non professionisti, uniti per finanziare, con i ricavati dello spettacolo, “Nderagakura”, il progetto di alfabetizzazione in una missione in Burundi gestito dalle Suore Operaie della Santa Casa di Nazaret. L’entusiasmo, la partecipazione, l’emotività che gravita attorno allo spettacolo si sente ancora prima dell’inizio; si ha la netta percezione di quanto il pubblico si senta vicino agli attori, sentendosi quasi investiti della responsabilità di sostenerli tributando loro applausi a scena aperta, anzi, delle vere e proprie ovazioni, ad ogni momento topico. Credo che l’affetto nei confronti di questo tipo di spettacoli, da parte del pubblico degli oratori, dei movimenti religiosi e delle organizzazoini umanitarie sia paragonabile all’entusiasmo dei napoletani nei confronti della “sceneggiata”. Credo che nemmeno nei confronti del più grande musical di Broadway, con i migliori artisti americani di sempre, questo pubblico riserverebbe mai un trattamento migliore. Sarà per via dell’identicità di vedute? Del dilettantismo ? Dell’ impegno ? Certo, è un limite il fatto che questo tipo di spettacoli sia “unidirezionale”, cioè difficilmente proponibile ad un pubblico di estrazione e cultura differente. E forse è un limite anche per gli stessi artisti che, pur dimostrando delle eccellenti individualità, rischiano di rimanere legati a quel tipo di spettacolo (ma del resto, per gli artisti dilettanti è l’unica alternativa possibile). Che io ricordi, il solo Michele Paulicelli è riuscito a varcare la soglia del professionismo, pur rimanendo legato a quel tipo di proposta. Eppure una volta era propio in questo tipo di spettacoli che i talent-scouts e gli agenti ricercavano i talenti per poi valorizzarne le capacità, offrendo loro una possibilità al di là del “muro” amatoriale. Oggi forse, la televisione ha chiuso le porte anche a questi contatti, dando vita così ad un autentico movimento artistico trasversale che, per quanto dilettante o amatoriale vogliamo chiamarlo, è comunque certamente un’espressione artistica di grande impatto e di grande efficacia e meriterebbe una maggiore considerazione anche dall’alto di quel mondo professionistico che invece ha sempre tenuto a “mantenere le distanze”, e che forse domani dovrà ricredersi, abbassando un po’ la cresta dello star-system e ricercando invece il contatto diretto con il proprio pubblico. A proposito, la trama dello spettacolo è incentrata sulla consegna di una lettera di Dio che deve essere consegnata agli uomini, i quali però non la riconoscono come autentica. Mi sono fatto l’idea che anche un popolare comico-blogger l’abbia visto, e se ne sia fatto un po’ condizionare

4 Comments »

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  1. Pensavo….. arte è lavorare con le mani e col cuore: chi ci mette più cuore meglio riesce.
    Forse questo è il segreto di alcuni grandissimi: parlano col cuore, dal loro al nostro.
    Ed è vero Robi, guarda quanto talento in giro per l’Italia! Tanto, troppo per sentirlo tutto. Ma dove cercano i talent scout? Non sò, certo c’è molto di più da vedere e sentire. Ma allora, in questo Paese fatto di così tanti artisti, perchè continuare a propinarci delitti imperfetti, distretti di polizia e pronto soccorsi? Ma fateci vedere il bello che abbiamo intorno, le persone che sanno mettere il loro cuore all’aperto in una canzone, in un dipinto, in una scuola, in una partita….
    Basta violenza e balle: un pò di buono grazie, quello vero.
    Per un programma così ci vorrebbe un grande; Celentano, che non ha mezze misure; o Gianni Morandi, che conosce l’animo delle persone; forse Fiorello, uno spirito libero; Bonolis? Non l’ho ancora capito bene.
    Bhè, intanto ci penso….
    Ti abbraccio

    Comment by Elefante — January 17, 2007 @ 22:21:11

  2. Muy bien. Molto bello il blog; hi style e di sani contenuti. Ti ringrazio per l’attenzione che hai dedicato ai links di webcam. Lieto di apprezzare ogni altra integrazione od osservazione tu possa favorirmi. Sei tra i links dei miei blogs ancora su Libero anche perchè ritengo utile mostrare come si può cambiare portale. Bye.

    Comment by CONTERALLY — January 18, 2007 @ 21:31:32

  3. @ Elefante: Non ho capito se ti aspetti che sia un conduttore ad arrivarti al cuore. Se è così, scordatelo. Non è lì che bisogna cercare. Bisogna invece credere a chi offre se stesso. Mettersi in gioco senza appoggi è da pazzi, eppure è sempre stato questo il ruolo dei cantastorie,dei musicanti e degli attori. Arrivare ad un cuore usando come mezzo solo il tuo cuore rischia di farti molto male, specialmente quando non ti da credito nessuno. Se guardi bene, fuori c’è che chi lo fa ancora, cosciente che non riuscirà ad andare da nessuna parte. Tranne che arrivare ad un cuore.

    @ Conterally: Grazie dei complimenti, che ricambio. Avevo anch’io pensato all’inizio ad una ricerca come la tua, ma proprio non riesco a starci dietro. Fammi sapere quando cambierai portale anche tu, così potrò commentare il tuo blog senza dover effettuare il login. ;-)

    Comment by Robi — January 19, 2007 @ 00:11:56

  4. Spesso gli artisti emergenti o i professionisti sconosciuti rimango in “orbita” senza avere la possibilità di emergere o dire la propria.
    Stiamo cercando di creare uno spazio dove i giovani talenti possano mettersi in contatto direttamente con gli artisti già noti….parliamone su www.showfarm.com/showfarmblog
    Vi aspetto numerosi!!
    ciao
    ovviamentelucio

    Comment by ovviamentelucio — March 23, 2007 @ 16:06:08

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