Come dice la leggenda contadina…”Se piove a San Paolo e Piero piove par on ano intìero”. Ergo, siccità anche per il 2008.
Se piove a San Paolo e Piero…
Petizione per la rappresentazione del musical “Il Fantasma dell’Opera” in Italia
Petitiononline è un sito che propone petizioni libere, di qualunque specie e di qualunque opinione. E’ salito alla cronaca qualche tempo fa per via della petizione contro le ricariche dei cellulari che, come ben sappiamo, è andata a buon fine. Stimolato da una serie di post sul blog Opéra bouffe, ne ho firmata una anch’io, per scopi meno sociali, ma artistici, creata da Laura Pisan : Il Fantasma dell’Opera in Italia
To: Really Useful Group and Sir Andrew Lloyd Webber
Con questa petizione chiediamo che sia rappresentato anche in Italia uno dei musical più famosi di Webber, “The Phantom of The Opera”: ormai è rappresentato in molti paesi al mondo e in svariate lingue, ma l’Italia è rimasta purtroppo fuori da questo giro di rappresentazioni, forse perché considerata ai margini del mondo musicale internazionale.
Sappiamo che ci sono tanti talenti in Italia in grado di rendere giustizia a questo capolavoro, e ancor più tanti fans che non aspettano altro di vederlo realizzato nel nostro paese. Crediamo inoltre che anche a causa dell’argomento trattato e del tipo di musica possa essere di sicuro interesse per il pubblico italiano, amante dell’opera della buona musica.
Perciò se volete fare sentire la vostra voce perché anche noi possiamo vedere “il Fantasma dell’Opera” in Italia, firmate questa petizione!
Grazie!
Naturalmente io intendo la versione in inglese del musical. Se qualcuno vuol fare lo stesso, può farlo a questo indirizzo: http://www.petitiononline.com/666poto/petition.html . Intanto non ci rimane che andarlo a vedere a Londra, in replica continua da oltre vent’anni.
Ritrovarsi una domenica senza lettore mp3
Il mio lettore mp3 mi ha mollato. Improvvisamente riesce solo a produrre sul display la parola “Hello”, per poi spegnersi senza caricare nemmeno un file all’interno. Visto che il Pc mi segnalava l’unità come “disco non formattato” ho provato a formattarlo (operazione disgraziata, visto che ho poi scoperto che la formattazione avviene in FAT16 mentre il lettore mp3 avrebbe bisogno di una formattazione in FAT32) e probabilmente così gli ho dato il colpo di grazia. Sigh ! Un’estate in bici senza lettore ? Giammai ! Da domani sono alla ricerca di offerte speciali, anzi specialissime nei vari iper.

(image from www.ilnarrastorie.it/)
E’ l’era dell’espressionismo
Sulle affermazioni di Montezemolo non ci trovo nulla di strano. In fondo anche Confindustria rischia di diventare espressione degli evasori fiscali.
Perle di saggezza
Lilla è tornata, e il suo ultimo commento è un pensiero del Mahatma Gandhi, una reminiscenza che il mio spirito “arrabbiato” di questi tempi aveva dimenticato :
Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:”Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?” “Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro. “Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore. “Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”
Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”
La Numero Uno nella contea di Rezzato !
Il problema è che non proviamo nessuna vergogna ad urlare il nostro odio e ci vergognamo a sussurrare “ti amo”
La frase è di Corrado, che l’ha postata in un commento precedentemente, e mi ha dato un po’ da pensare. Facile è urlare il nostro odio quando si è parte di una moltitudine che urla. Così siamo giustificati in quanto i nostri gesti non sono più nostri, ma della moltitudine nella quale alla fine tutti ci perdiamo. L’espressione del nostro amore, del nostro affetto, della nostra stima, non può essere protetta da nessuna folla. E così ci troviamo da soli, nudi di fronte non solo a chi amiamo, ma anche a noi stessi, e rifletterci in quello specchio profondo può fare più paura che abbattere una vetrina, incendiare un’auto, sparare alla cieca. Farsi forza con la forza della massa è certamente una grande debolezza solo mimetizzata dalle voci sbraitanti e dai pugni stretti. Ma è così che ci viene spesso insegnato, quando più che guardarsi dentro, si guarda agli altri, e si allontantano le proprie paure e i propri difetti. Non che non si debba vigilare, è chiaro, ma con la coscienza di chi vuol guardare al di là dell’odio, per una affermazione della creatività, non dell’annientamento.

(Foto: Rainews24)
Questione di attitudini ?
Fini si separa dalla moglie, come già avevano fatto Silvio Berlusconi (ha divorziato nel 1985), Umberto Bossi (separato nel 1982 e poi divorziato) e Pier Ferdinando Casini. Certe attitudini non si possono sopire.
C’è sempre un cassonetto
Pralboino, ore 5,30 di questa mattina. Il vagito disperato e insistente di un bimbo appena nato esce da un cassonetto dell’immondizia a due passi dal cimitero del paese della Bassa bresciana. Ancora pochi minuti e il camion che svuota i cassonetti lo avrebbe straziato.
E’ stato così che, per puro caso (era lì per aspettare l’arrivo di un marmista), il custode della struttura funeraria - incredulo - ha trovato un bimbo nato probabilmente da poche ore, forse nel corso della notte precedente. Era stato sistemato in una scatola di cartone e avvolto in un cellophane, probabilmente con l’intenzione di soffocarlo. Fortunatamente Luca, così è stato chiamato all’ospedale che l’ha accolto, era invece in buone condizioni di salute. Come testimoniava il suo pianto reiterato e vigoroso, sembrava avere tutte le funzioni vitali a posto. Sono stati subito avvisati i carabinieri della compagnia di Verolanuova e gli operatori del 118. Il piccolo è un bel maschietto di carnagione chiara, pesa circa 2 chili e 600 grammi ed è quasi sicuramente europeo.
I medici del reparto di pediatria del vicino ospedale di Manerbio, che l’hanno immediatamente visitato, ne hanno constatato la buona salute, anche se viene tenuto sotto osservazione. Sul fatto indagano i carabinieri: una delle ipotesi di reato è tentato infanticidio. (fonte: QuiBrescia)
E’ vero, accade anche qui, vicino a me, a un passo da casa. Il cassonetto-culla sopravvive ancora agli anni e ai cambiamenti sociali.
Meno male che c’è la “dottoressa“, che lo accoglie e gli dà un nome, e quelli come lei.
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