La frase è di Corrado, che l’ha postata in un commento precedentemente, e mi ha dato un po’ da pensare. Facile è urlare il nostro odio quando si è parte di una moltitudine che urla. Così siamo giustificati in quanto i nostri gesti non sono più nostri, ma della moltitudine nella quale alla fine tutti ci perdiamo. L’espressione del nostro amore, del nostro affetto, della nostra stima, non può essere protetta da nessuna folla. E così ci troviamo da soli, nudi di fronte non solo a chi amiamo, ma anche a noi stessi, e rifletterci in quello specchio profondo può fare più paura che abbattere una vetrina, incendiare un’auto, sparare alla cieca. Farsi forza con la forza della massa è certamente una grande debolezza solo mimetizzata dalle voci sbraitanti e dai pugni stretti. Ma è così che ci viene spesso insegnato, quando più che guardarsi dentro, si guarda agli altri, e si allontantano le proprie paure e i propri difetti. Non che non si debba vigilare, è chiaro, ma con la coscienza di chi vuol guardare al di là dell’odio, per una affermazione della creatività, non dell’annientamento.

(Foto: Rainews24)



Ecco qua un insegnamento del Mahatma Gandhi:
Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:”Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?” “Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro. “Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore. “Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”
Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”
Namaste…