Che si può dire di Roma ? Che è bella, ricca, creativa, illusoria, malinconica, seducente, tollerante ? Non sarà mai abbastanza descriverla con le parole nè con le immagini. Un po’ di amaro in bocca per i trasporti, due linee di metro sono assolutamente insufficienti (infatti si sta costruendo la terza, ma è possibile immaginare le difficoltà di scavare sotto una città come Roma,) e i bus e i tram sono spesso in ritarrdo oltre a non sapere mai con precisione se arriveranno, quando arriveranno e se completeranno il loro percorso (la linea 3 mi ha piantato in asso a Porta Maggiore quando dovevo andare a Trastevere) e per i lavori di restauro che non permettono al momento di godere pienamente di Piazza Navona, Piazza di Spagna, L’Altare della Patria. Ma che meraviglia sorprendersi davanti a Castel Sant’Angelo, L’isola Tiberina, Villa Borghese, il Pincio. Grazie a Valentino e Gloria, i nostri amici “romani de Roma”, abbiamo imparato molti segreti e molte leggende intorno alla città eterna, oltre che a innumerevoli vicoli e stradine che senza di loro non avremmo potuto nemmeno immaginare. Persino l’Auditorium Parco della Musica, visitato deserto e illuminato, possedeva un fascino inspiegabile, come di un invito riservato, come se Roma stessa tentasse di scatenare tutto il suo fascino in ogni luogo. Abbiamo viaggiato benissimo in Eurostar, che con la Tariffa Amica permette di risparmiare il 20% sul costo del biglietto, mentre per muoverci in città abbiamo subito acquistato un biglietto CIS, valido per tutti i trasporti urbani indistintamente (anche se non ho mai incontrato un controllore su bus e tram). A proposito, a Roma, i bambini fino a 10 anni non pagano praticamente da nessuna parte, eccezione fatta per i possedimenti del Vaticano e l’ascensore del Vittoriano. I nostri amici ci avevano prenotato una stanza al B&B LaSapienzaHouse, in viale Regina Margherita, proprio a fianco della sede dell’Enpals e vicinissimo all’Università La Sapienza e al Policlinico Umberto I. Abbiamo trascorso le giornate in giro a fare i turisti e le serate con gli amici a scoprire la Roma dei romani, tra vicoli in cui passare in auto è stata una vera impresa (ma Valentino è un ex-tassista e la sa lunga…), per gustare piatti tipici (saltimbocca meglio dei bucatini all’amatriciana) e tra intrattenimenti di ogni tipo, a dimostrazione di una vitalità artistica eccezionale, dove si rivedono in giro i talent scouts a caccia di proposte interessanti, in qualsiasi campo dello spettacolo. La monetina nella Fontanta di Trevi l’abbiamo lanciata, quindi torneremo certamente presto, ma intanto è già tempo di nostalgia, che me renne er core più contento.
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Il tuo amico ha inquadrato perfettamente la situazione ! Ma avendo avuto l’occasione di prendere l’autobus anche con cittadini romani che tornavano dall’ufficio, ti posso garantire che certi ritardi si vedono, eccome se si vedono !
E quella strana sensazione che si ha quando si attraversano le vie con i monumenti e le costruzioni di epoche lontanissime, dei quali abbiamo studiato sui libri di scuola, non hai eco? Troppo bella….
(ps: certo, io mi sono sentita così anche davanti ai pillow-lavas oppure ai flat-irons, roba TIPICAMENTE geologica, che avevo visto in foto tante volte sui libri all’universtià…quando li ho visti dal vero avevo voglia di piangere dall’emozione…. sono fatta così!!!)
Sai Lilla, un cosa che ho notato è che gli archeologi sono tutte femmine. Mi facevano anche un po’ pena con quelle canotte rosse e il caschetto giallo, sotto il solleone. Ne ho anche conosciuta una che mi ha assicurato che qualche maschio c’è, ma non si fanno troppo vedere… Tu come staresti con canotta e caschetto ?
eccomi! ho trovato la pagina
l’elogio del bus non entusiasma i romani, ma io vivo di quelli ( e poi mezza pagnotta me la dà l’atac visto che mio marito ci lavora….)



Un amico che è stato a Roma di recente ha detto: “Per forza a Roma gli autobus non sono mai in ritardo: non si sa a che ora dovrebbero passare, quindi non possono essere in ritardo per definizione!”