Fin dall’antichità, ci si stringe la mano per dimostrare fiducia (un tempo era il modo per assicurare di non avere armi in pugno), per esprimere disponibilità e correttezza. Ma essendoci in questo gesto un contatto fisico, le sensazioni cambiano a seconda del tipo di stretta che si riceve. Personalmente non ho mai apprezzato le strette troppo decise, quelle che sembrano voler “importi” la propria fiducia (che, causandoti dolore già da subito, difficilmente raggiungono l’obiettivo desiderato), mentre quelle appena accennate, date quasi a “mano morta” mi danno la sensazione di un’espressione di scarso rispetto, o di indifferenza. Nel caso poi la mano sia fredda o sudata, la mia sensazione è di avere di fronte un novello Uriah Heep, il personaggio del David Copperfield di Dickens, untuoso e ipocrita amministratore che ruba di nascosto parte del patrimonio di Micawber, prima di essere scoperto e arrestato. Non c’è giorno in cui non mi capiti di stringere la mano a qualcuno, e questi contatti continuano ad emettere sensazioni diverse, condizionando, spesso a torto, le sensazioni riguardo al mio interlocutore. Considerando che esistono corsi per management dove si insegna anche a stringere le mani nel modo giusto, è certamente sbagliato lasciarsi impressionare soltanto da un gesto, e tuttavia l’errore è anche quello di abusare di questo contatto, che meriterebbe di essere espresso soltanto a ragion veduta, quando la fiducia è un valore da mettere sul piatto al momento di un accordo per esempio, e non limitarlo unicamente a segno di saluto, per il quale magari un piccolo inchino, alla giapponese, potrebbe essere più che sufficiente.
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interessante…ma é piú interessante qdo lascio passare pensieri e dopo un po concludi che io in generale evito di stringere il mano…preferisco lasciare baci (grandi e rumorosi, piccoli e sottili ect.)sulla guancia, oppure abbracciare (se vedendo qcuno chi mi ha giá visto prima)…ricordo pure che durante il mio primo anno di universitá i miei amici parlavano di me ai altri dicendo ‘e lei viene e ti regala un abbraccio’:) e poi, é strano a pensare che nn son tanti chi ti abbracciano nel modo ‘giusto’, ma almeno gli abbracci nn vengono insegnati ai manager
@ Annarita: Eh, lo so. Intendiamoci, non è che voglia dire che è sempre male, a volte è così piacevole sentire le strette di chi ti vuol proprio dire “Come sono contento di rivederti”, è che come al solito io le vorrei tutte così, quelle indifferenti, meglio che rimangano nelle nostre tasche.
@ è : Sono sicuro che i baci e gli abbracci non li lasci proprio a chiunque, e proprio per questo sono più intimi e intensi. In ogni caso, trovo che sia bello essere ricordati come qualcuno che regala abbracci. Sei forse anche tu di quelle associazioni che talvolta “regalano abbracci” nelle piazze ?
Sai cosa ci raccontava qualche lezione fa il nostro prof di Storia Moderna?! Gli antichi credevano che dal contatto della pelle si potessero esprimere i propri stati d’animo. Sai perchè?! Il sangue circola in tutto il corpo ed essendo (il sangue) il liquido che trasporta i nostri umori (hai presente la teoria dei quattro umori, vero?!) attraverso i pori della pelle trasmettiamo i nostri stati d’animo! Una bella storiella…ma da cui si comprendono le radici di questo gesto! Io faccio molto caso, purtroppo, a come mi viene stretta la mano…fortuna che non importa vedersi sulla rete!!
Hai ragione, forse sono un po’ egoista a pensare che uno mi stringa la mano in un determinato modo solo per il condizionamento della mia persona, tralasciando i diversi stati d’animo della persona stessa in quel momento, non determinati dalla mia presenza.
…FORSE…siamo tutti un po’ egoisti in fondo in fondo…poi c’è anche chi lo è parecchio in superficie!!



Condivido in parte quanto affermi, ma la “stretta di mano” appartiene ad una cultura consolidata, antica come le nostre radici per cui è difficile modificare ciò che è profondamente radicato;)