Qualcuno ha già cominciato a boicottare, nel proprio piccolo. Senza la pretesa di risolvere tutto il problema ma semplicemente decidendo di rinunciare ad un privilegio che gli era stato proposto, per tentare di comunicare solidarietà al popolo tibetano, ed esprimere liberamente la propria posizione con un semplice gesto. Bhaichung Buthia, capitano della nazionale di calcio indiana ha avuto il coraggio delle proprie idee. Quanti altri l’avranno ?
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Effettivamente il vero boicottaggio deve venire dagli atleti che, per loro, è veramente un grande sacrificio. per questo sono ancora di più da ammirare.
@ Alberto: Il tuo post mi fa continuare a pensare che in ballo ci sia qualcosa di più grosso delle Olimpiadi ma non riesco proprio a capire cosa ci costringa ad essere così succubi della Cina.
@ Sergio: Strano che da nessun altro di loro, specie gli europei, sia venuta alcuna presa di posizione, in un senso o nell’altro. Ma molti di loro li capisco, so’ ragazzi, probabilmente per molti di loro l’occasione è unica, ma organizzare meeting alternativi per gli obiettori, con adeguata copertura Tv, sarebbe qualcosa di straordinario !



Da ammirare. E questi atleti cosa faranno adesso?