Correre come si ascolta
In disperate condizioni di indolenzimento muscolare dovuto ad una nuova esperienza podistica (5 km soltanto, ma corsi stavolta sul serio dal primo all’ultimo, in circa 40 minuti) scopro da Sportmotion che non è, come pensavo, l’acido lattico a causare l’indurimento dei muscoli per i quali credo sarà dura rispettare il prossimo impegno che mi ero prefissato (domenica 4 maggio dal Parco Arcobaleno di Cazzago San Martino altra corsa da 5 oppure 11 km) bensì una serie di possibili eventi quali processi infiammatori post-contrattili, microtraumi miofibrillari, aumento delle attività ematiche e linfatiche. Certo anche l’allenamento porterebbe certo i suoi benefici, ma in questo periodo è più facile convincersi a correre in gruppo che trovare il tempo di farsi una corsa in solitaria. Durante una gara podistica inoltre si è più portati a resistere (anche per evitare figuracce) fino al traguardo e se si riescono a trovare le “lepri” adeguate è possibile anche orientarsi ad avere un certo ritmo, che però io non riesco a non tradurre in ritmo musicale; per esempio, ascoltando il mio lettore mp3 durante la corsa, ho scoperto di avere un’andatura precisa con il tempo di “A day in the life” dei Beatles, mentre nel momento di maggior difficoltà è stato notevole l’apporto grintoso ricevuto dalla voce di Michael Bolton in “How Am I supposed to live without you“. Ma cosa sarebbe successo se inavvertitamente avessi portato con me qualche registrazione speed-metal ? Forse è proprio per questi motivi che è stato proibito (ma saranno riusciti davvero a controllare tutti ?) l’apporto musicale agli atleti partecipanti all’ ultima maratona di New York !

