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May 2, 2008

Maat

Categoria: Attualità - Autore: Robi

Ho passato il 1° maggio a Gardone Valtrompia, facendo un tuffo nel passato ascoltando la Blues Benzo Band, che mi ha riportato, insieme alla sempre altissima voce di Stefania Martin indietro di qualche decennio, ai tempi in cui cantavo e suonavo al “Donne e Motori”, o allo “08″, locali storici della musica underground bresciana. Mi sono aggirato tra gli stand della piazza chiedendomi quanti dei moltissimi operai presenti, probabilmente impiegati alla Beretta Armi, a due passi dalla piazza, o alle fabbriche siderurgiche della zona, avessero votato a destra, con il sogno di una prospettiva migliore, di sviluppo, di ricchezza davanti agli occhi, nella speranza di vedere riconosciuta una giustizia anche per loro, da qualcuno che rispetti aspettative che forse vanno addirittura al di là delle promesse sbandierate in campagna elettorale. Cuori leggeri che vibrano di speranza nonostante tutto, con l’incessante desiderio di credere a qualcuno e a qualcosa. Durante la giornata, avevo pensato che un primo Maggio in ricordo delle vittime del lavoro, andrebbe ricordato come un lutto, e non come una festa, ma poi, su EcoTV, in serata, ecco piombarmi addosso le parole di Maria Fida Moro (la figlia di Aldo Moro) dal V2-Day di Beppe Grillo a Torino, che mi rammentavano come nell’antico Egitto la musica fosse legata alla giustizia e alla verità, impersonata nella dea Maat, dea della verità e della musica e questa dea aveva l’incarico di togliere la piuma che portava sul suo copricapo e posarlo sul piatto della bilancia e sull’altro piatto sarebbe andato il cuore della persona morta che doveva guadagnarsi l’entrata nel Duat, nel regno dei cieli. I piatti della bilancia dovevano restare in pari, il cuore doveva essere leggero quanto la piuma. Una dea della musica e della verità, una dea che con la sua piuma poteva decretare la salvezza di un’anima. Io vorrei che il nostro pensiero, il nostro modo di vivere, in nostro agire le nostre azioni fossero tali da rendere il nostro cuore leggero come una piuma.
Queste parole hanno dato per me un senso alla ricorrenza di quest’anno, nonostante fossero dette in un’occasione precedente, nonostante le televisioni e la stampa non le abbiano riportate, nonostante la pericolosa tendenza che il nostro Paese dimostra di prendere, e mi ha ricordato quanto il compito della musica possa essere importante, vicino alla ricerca della verità, della giustizia, che altrimenti troppo facilmente verrebbe soffocata dalle flebili voci di speranza degli operai-eroi che sempre sperano, in chiunque possa tender loro un sogno. Ecco giustificata dunque la musica in una giornata come questa, e l’altissima voce di Stefania a gridare con le parole di Aretha Franklin : Ciò che chiedo è solo un po’ di rispetto”.

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