…e a dire il vero non sono ancora tornato del tutto. Sì, sono stato un po’ in giro, come dimostrano alcuni post precedenti, ma lo stare via che intendevo era più mentale che fisico. Non è che, come hanno giustamente obiettato Eliduin e Miss Quarrel, e come scrive Fuvo, fossi più preso dagli europei che dal resto, è che proprio volevo stare lontano dal resto. La giustizia, l’esercito, l’immunità, le impronte digitali, il terremoto, il Myanmar, il Tibet, la Cina, il petrolio, il potere d’acquisto e perfino il cliente di un’azienda denunciato perchè, in quanto blogger, si è lamentato del servizio pubblicando un post, non sono argomenti che ho voluto trascurare. Ma le preoccupazioni intristiscono, e se è vero ciò che dice il filosofo Baruch Spinoza, citato anche da Vasco Rossi, che “chi detiene il potere ha bisogno che le persone siano affette da tristezza”, ho sentito che il tedio di queste notizie potevano addirittura contribuire proprio ad essere il terreno fertile per questo potere. Quando non sei lucido e le forze ti abbandonano, è più facile essere strumentalizzato che essere utile, e se non si può essere utili, allora meglio lasciare spazio a chi ha più nerbo, e aspettare che ritorni il proprio momento.
Concessioni estive per il rilassamento psicofisico

La prima è una lampada di cristalli di sale originali dell’Himalaya, che pare abbia il potere di stimolare la salute ionizzando l’aria con la gradevolezza estetica del colore. Secondo la cromoterapia inoltre, pare che il suo particolare colore arancio sia rilassante e stimoli la creatività e la gioia di vivere. La luce della lampada ha un effetto benefico a livello sia emozionale che spirituale; la seconda invece è una campana tibetana, una specie di ciotola costruita con una lega di 7 minerali diversi, che suonata in senso orario sfregando sul bordo esterno il batacchio visibile all’interno della campana, emette un suono mistico che deriva dalla loro frequenza di vibrazione. Facendola suonare in corrispondenza dei diversi chakra pare sia in grado di riequilibrare e di riportare in armonia le eventuali dissintonie dei punti energetici. Qui sotto è possibile ascoltare una rudimentale registrazione del suono della mia campana.
In viaggio con Erodoto
Un altro regalo di Natale aperto proprio in queste settimane è stato quello di Sergio, che mi ha consigliato “In viaggio con Erodoto” di Ryszard Kapuscinski. Come un libro può diventare un compagno di viaggio inseparabile e come un personaggio di un libro possa insegnare e condizionare così tanto. Erodoto il greco è l’antesignano dei reporter, coloro che raccontano la vita degli altri scavando un po’ più sotto la superficie, viaggiando nel mondo alla ricerca non solo di storie ma soprattutto di culture, di caratteri, di abitudini, con la speranza di capire un po’ di più di questa umanità focalizzando alcuni momenti particolari (Il lato peggiore del muro è quello di sviluppare in alcune persone un atteggiamento di difensore del muro, di creare una mentalità per la quale il mondo è attraversato da un muro che lo divide dentro e fuori: fuori sono i cattivi e gli inferiori, dentro i buoni e i superiori. Non è indispensabile che il difensore stia materialmente vicino al muro: può anche starne lontano purchè lo abbia sempre dentro di se’.), o confrontando differenti civiltà (Il Confucianesimo è la filosofia del potere, dei funzionari, della struttura, dell’ordine, dello stare sull’attenti, il Taoismo è la saggezza di coloro che rifiutano di stare al gioco, limitandosi ad essere una parte della natura, indifferente a tutto ciò che li circonda). Erodoto sta ad un reporter un po’ come Pessoa sta ad un blogger, emana il bisogno di scrivere e di fissare in qualche modo barlumi di ricordi e di sensazioni, non per la gloria ma per la soddisfazione personale di aver inciso un attimo, un respiro, un momento. Ci sono diversi blogger che credo apprezzerebbero questo libro, a cominciare da un giornalista vero come Luca De Biase ma anche il Signor Ponza, e aggiungerei inoltre personalità dai grandi potenziali come Valeria e Wally, capaci come pochi ad osservare attentamente la vita da vicino. Grazie Sergio, davvero un graditissimo regalo.
L’ultimo elfo
Siccome sono un tipo rapido, ho cominciato solo da qualche settimana ad aprire qualcuno dei “regali di Natale” che alcuni lettori mi avevano fatto appunto il Natale scorso, quando avevo chiesto per regalo alcuni titoli di libri da leggere. Il primo è stato il regalo di Elefante, “L’ultimo elfo“, di Silvana de Mari, un libro sorprendente, anche perchè pensavo di leggerlo con mio figlio, poi visto il numero consistente di pagine (oltre 300) e la mia crescente smania (molto più intensa di quella del figlio) di arrivare all’epilogo, mi ha spinto a continuare da solo. E’ un’avventura fantastica, dove antichi miti e leggende si mescolano ad aforismi attuali ed immortali (“Quando tutto ti fa paura, hai bisogno di un sogno ancora di più che di qualcosa da mangiare”). Uno di quei libri che non puoi neanche raccontare senza svelare qualcosa della trama fitta, divertente, trascinante e poi lancinante che lo copone, un libro che mi sentirei di consigliare, tra i blogger che leggo abitualmente, per esempio ad una scrittrice come Feowyn, così brava nei racconti fantasy, anche se da un po’ non ne posta più, o ad un sognatore come “Vendostelle“, ma che è consigliabile a chiunque ami tenere in vita quella parte di ingenuità di se stesso che la maturità tende a far sparire, specialmente quando ci si sente sbagliati nel posto sbagliato con tutta la difficoltà di darsi un senso. “Quando tutti ti latrano contro, la strada più facile diventa lasciarsi andare, lasciarsi scivolare…no, non la strada più facile, l’unica percorribile.(…) Ecco. sì, quando tutti ti latrano contro è sufficiente uno solo che si batta per te, che tu recuperi la forza, la capacità di batterti. Se questo uno non c’è, sei morto, e la tua gente è morta con te.” . Grazie Elefante, davvero un regalo meraviglioso !!
Cartoline da…la Riviera Adriatica

L’ultima foto non è mia, è presa dall’album Flickr di Uomo in ammollo, perchè la mia non è uscita bene, ma la visita al monumento di Pantani, così come quella al suo mausoleo poi, vissuta per una serie di fortunate circostanze insieme ad Alfredo, è stato uno dei momenti più intensi di questo viaggio e non volevo rinunciare ad una sua immagine per sottolinearlo.
Cartoline da…Bassano del Grappa
Cartoline da…Montagnana (Pd)
Inghilterra 2004
Le Nazionali più belle viste alle fasi finali dei Campionati Europei, dal mio punto di vista. Squadre che hanno vinto, che hanno perso, o semplicemente che ricordo con ammirazione e simpatia
1 David JAMES
2 Gary NEVILLE 5 John TERRY 6 Sol CAMPBELL 3 Ashley COLE
7 David BECKHAM 4 Steven GERRARD 8 Paul SCHOLES 11 Frank LAMPARD
9 Wayne ROONEY 10 Michael OWEN
13 Paul ROBINSON 22 Ian WALKER 12 Wayne BRIDGE 14 Phil NEVILLE 15 Ledley KING 16 Jamie CARRAGHER 17 Nicky BUTT 18 Owen HARDGREAVES 19 Joe COLE 20 Kieron DYER 21 Emile HESKEY 23 Darius VASSELL
Coach:Sven Goran ERIKSSON
A me l’Inghilterra di Eriksson non era dispiaciuta; anche nella gara d’esordio persa contro la Francia solo nei minuti di recupero, aveva dimostrato di aver un’ottima organizzazione di gioco e, anche se ancora non completamente, tentava di evolversi dal proprio classico gioco fondato sul “palla lunga e pedalare”. Forse è apparsa solo un po’ rinunciataria nel quarto con il Portogallo, dove, dopo aver perso per infortunio il suo uomo migliore, Rooney, ha dato l’impressione ad un certo punto di accontentarsi di andare ai rigori, perdendo.
Partite disputate:
Francia 1-2 Svizzera 3-0 Danimarca 4-2 Portogallo 2-2 (5-6 ai rigori)
Svezia 1992
Le Nazionali più belle viste alle fasi finali dei Campionati Europei, dal mio punto di vista. Squadre che hanno vinto, che hanno perso, o semplicemente che ricordo con ammirazione e simpatia
1 Thomas RAVELLI
2 Roland NILSSON 3 Jan ERIKSSON 4 Patrik ANDERSSON 5 Joachim BJöRKLUND
6 Stefan SCHWARZ 7 Klas INGESSON 9 Jonas THERN 10 Anders LIMPAR
11 Tomas BROLIN 10 MArtin DAHLIN
12 Lars ERIKSSON 13 Mikael NILSSON 14 Magnus ERLINGMARK 18 Roger LJUNG 8 Stefan REHN 15 Jan JANSSON 16 Kennet ANDERSSON 19 Joakim NILSSON 20 Johnny EKSTRöM
Coach:Tommy SVENSSON
Ospitare un Campionato Europeo in casa non è mai facile, soprattutto per una squadra che non ha mai raggiunto traguardi importanti. Tuttavia la Svezia aveva dalla sua un precedente illustre: Nel 1958, organizzando la fase finale di Coppa del Mondo, arrivò addirittura in finale, dove fu battuta però dal Brasile. In questa edizione la Svezia non sarà però così fortunata: in semifinale dovrà cedere alla Germania, ma non prima di aver messo in mostra un gioco decisamente più brillante del solito ed alcuni solisti in grado di giocare nelle più blasonate squadre del continente, soprattutto italiane.
Partite disputate:
Francia 1-1 Danimarca 1-0 Inghilterra 2-1 Germania 2-3
Cecoslovacchia 1976
Le Nazionali più belle viste alle fasi finali dei Campionati Europei, dal mio punto di vista. Squadre che hanno vinto, che hanno perso, o semplicemente che ricordo con ammirazione e simpatia
1 Ivo VIKTOR
2 Karol DOBIAS 4 Anton ONDRUS 5 Jan PIVARNIK 3 Jozef KAPKOVIC
7 Antonin PANENKA 8 Jozef MODER 12 Koloman GöGH 17 Jan SVEHLIK
10 Marian MASNY 11 Zdenek NEHODA
22 Alexander VENCEL 21 Premsyl BICOVSKY 13 Jozef BARMOS 6 Ladislav JURKEMIK 14 Pavel BIROS 15 Dusan HERDA 20 Frantisek STAMBACHR 16 Frantisek VESELY 18 Dusan GALLIS 9 Jaroslav POLLAK 19 Ladislav PETRAS
Coach:Vaclav JEZEK
In un campionato europeo disputato solo con quarti di finale (ad andata e ritorno), semifinali e finale, si impone a sorpresa la Cecoslovacchia, meritevole soprattutto di resistere fisicamente a due partite consecutive (in semifinale con l’Olanda e in finale con la Germania Ovest) finite ai supplementari la prima e ai rigori la seconda, nonostante in nessuna delle due fosse la favorita.
Partite disputate:
U.R.S.S. 2-0 U.R.S.S. 2-2 Olanda 3-1 (ai supplementari) Germania Ovest 2-2 (5-3 ai rigori)
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