L’Italia agli Europei - Inghilterra 1996
L’edizione 1996 era l’occasione per i padroni di casa dell’Inghilterra di tornare a vincere un trofeo importante, forti di una squadra probabilmente irripetibile, con grandi individualità ma finalmente anche un gioco intenso e veloce. Invece la loro corsa si fermò in semifinale dove furono estromessi ai rigori dalla Germania, che poi vincerà il titolo battendo in finale la sorprendente Repubblica Ceca ai supplementari con un golden gol di Oliver Bierhoff. Proprio la Germania sbarrò la strada all’Italia già nella prima fase, quando, nella scontro diretto decisivo del girone, il risultato non si schiodò dallo 0-0 estromettendo gli azzurri, complice anche un rigore sbagliato da Gianfranco Zola, sostituto della stella Roberto Baggio, estromesso per infortunio dalla competizione.
Questa la rosa convocata dal C.T. Arrigo Sacchi:
1 PERUZZI Angelo (Juventus)
2 APOLLONI Luigi (Parma)
3 MALDINI Paolo (Milan)
4 CARBONI Amedeo (Roma)
5 COSTACURTA Alessandro (Milan)
6 NESTA Alessandro (Lazio)
7 DONADONI Roberto (Milan)
8 MUSSI Roberto (Parma)
9 TORRICELLI Moreno (Juventus)
10 ALBERTINI Demetrio (Milan)
11 BAGGIO Dino (Parma)
12 TOLDO Francesco (Fiorentina)
13 ROSSITTO (Udinese)
14 DEL PIERO Alessandro (Juventus)
15 DI LIVIO Angelo (Juventus)
16 DI MATTEO Roberto (Chelsea)
17 FUSER Diego (Lazio)
18 CASIRAGHI Pierluigi (Lazio)
19 CHIESA Enrico (Sampdoria)
20 RAVANELLI Fabrizio (Juventus)
21 ZOLA Gianfranco (Parma)
22 BUCCI Luca (Parma)
Il C.T. Arrigo Sacchi aveva previsto di non schierare una formazione titolare, ma di variare modulo e uomini a seconda delle caratteristiche degli avversari, in modo da distribuire meglio le forze nel corso del torneo: Peruzzi, Mussi, Costacurta, Apolloni (o Carboni), P. Maldini, Di Livio (o Fuser), Di Matteo (o D. Baggio), Albertini, Del Piero (o Donadoni), Zola (o Chiesa), Casiraghi (o Ravanelli).

Peccato, proprio quando la Nazionale aveva cominciato a giocare e a far vedere qualcuno dei famigerati schemi sacchiani… Se l’Arrigo non avesse esagerato stravolgendo la squadra nella seconda partita (battere i tedeschi arroccati dietro era difficile), chissà…
Comment by Luigi — June 9, 2008 @ 11:30:28
Potenzialmente, doveva andare meglio, ma evidentemente non era destino, quel tipo di mentalità bisognava averla nel sangue, ed evidentemente per gli italiani è troppo difficile cambiare.
Comment by Robi — June 16, 2008 @ 22:04:13