In qualche modo, un po’ glielo dovevo a Francesco Renga: infatti un quindicina di anni fa a lui era capitato di assistere ad un mio concerto (va bè, lui era ospite insieme a Omar e agli altri Timoria, ma non stiamo qui a dilungarci su questi dettagli) mentre io non avevo ancora ricambiato il favore. Ieri sera l’ho fatto, nella cornice di Piazza Loggia in una Brescia esultante di riabbracciare il suo pupillo. E con un album non semplicissimo da affrontare all’aperto e su un palco piuttosto minimalista ha dato spettacolo lui e l’hanno dato anche i tremila presenti in piazza, dai coetanei (sì proprio quelli di “Siamo veramente noi dentro lo specchio“), ai famigliari (Ambra, figli e altri ai piedi del palco), agli amici (Riccardo Maffoni, altro bresciano di Orzinuovi scalda il pubblico prima del concerto) , ai bambini sotto i 10 anni, i ragazzi fino ai trenta e anche qualche arzillo ultrasessantenne, per non dire di madri osservate speciali dalle innumerevoli figlie nel tentativo di placarne le euforie. Indubbiamente un gran concerto, come si conviene naturalmente ad un professionista affermato, ma che bello farsi sorprendere da questi bresciani così entusiasti e scalpitanti e sì che lo sappiamo che non è proprio nella nostra indole ! Ma per una sera, le vie del centro e della piazza sono state piene di quello che ancora fa parte della nostra città: il nostro entusiasmo. E’ bastato qualcuno che, con sincerità e dedizione, lo risvegliasse per un paio d’ore.
Riccardo Maffoni sul palco di Piazza Loggia a Brescia prima del concerto di Francesco Renga



