La regola del blog day è quella di indicare 5 blog ritenuti interessanti, la fine di aumentare la circolazione e la conoscenza di blog all’infuori delle abituali consultazioni. Così, ecco i miei cinque:
1) Cose dal mio mondo
2) David Casalini
3) Sara Taricani
4) Tiki Legend
5) Genitori.it Blog
Blog Day
Cartoline da…Gorzone
Da tempo desideravo visitare il Castello di Gorzone, in Valle Camonica, tra Boario Terme e Angolo Terme, un castello medievale difficilmente visitabile in quanto ancora di proprietà di un discendente della nobile famiglia Federici, ma attualmente in concessione all’Associazione Naturalistica No Profit LOntàno Verde, che ne gestisce le visite guidate, oltre ad organizzare occasionalmente eventi artistici all’interno delle stanze del maniero. Il video sottostante ne evidenzia perfettamente le sorprendenti caratteristiche, che davvero valgono un viaggio nella terra camuna, al quale peraltro si può aggiungere una visita al vicino Parco di Luine, dove vi sono molti delle originali incisioni rupestri per la quale la Valcamonica è conosciuta. Nelle caratteristiche rocce simone l’uomo primitivo ha lasciato notevoli segni della sua presenza, che sono visitabili gratuitamente in questo ampio parco nel quale è possibile camminare per diverse ore seguendo i percorsi contrassegnati, usufruendo anche delle aree di sosta adibite a ristoro al sacco.

Into the wild
Il successo di un libro, o di un film, non viene decretato unicamente da un coro di consensi e di approvazioni, ma anche, e forse soprattutto, da quanto l’opera non lasci indifferente lo spettatore, che può rimanerne colpito sia positivamente che negativamente. Tuttavia è davvero inconsueto come la storia della vita di Chris McCandless, illustrata prima dal libro “Nelle Terre Estreme” di Jon Krakauer e successivamente dal film di Sean Penn “Into the wild“, trovi tanto entusiasmo così come tanta disapprovazione. Il film mi era stato perspicacemente consigliato da Jakala qualche mese fa, mentre Elefante mi ha regalato il libro, al quale il film è stato ispirato. Il film si concentra sulla storia di Chris McCandless, mentre il libro si apre ad altre esperienze simili, come quelle di Everett Ruess, Gener Rosellini, John Waterman, Carl McCunn e lo stesso autore Jon Krakauer, scrittore ma soprattutto alpinista di fama mondiale. Storie di montagne, di solitudine nella quale uomini rifuggono, forse per trovare se stessi, forse per trovare il proprio senso, forse solo per “stare al di fuori”. Quasi mai per mettersi alla prova, perchè, al contrario di quanto spesso contestato all’autore fin dai tempi del primo articolo con il quale iniziò ad interessarsi a questa storia, non c’è desiderio di competizione in queste imprese, ed è difficile spiegarlo a chi invece le relega solo a questo obiettivo. McCandless non cerca di dimostrare alcunchè: nè coraggio, nè preparazione, nè ribellione; il suo è un dialogo con se stesso, una scelta che, come ogni scelta, porta delle conseguenze, comunque non inattese, per quanto non credo nemmeno auspicate. Se esistono storie per le quali trovo inopportuno scendere nel dettaglio per analisi tecniche di scrittura o di sceneggiatura, la storia di Into the Wild ne è una autorevole dimostrazione: le emozioni che intercalano le descrizioni di Karakauer così come le immagini di Sean Penn, aiutano i più sensibili ad identificarsi con un sentimento post-adolescenziale molto frequente: il rifiuto dell’autorità e dei condizionamenti esterni a favore di una scelta drastica, che non ammette compromessi, una scelta che McCandless non ha potuto più revocare anche quando forse avrebbe voluto, dopo essersi riempito del sapore della libertà. Ho trovato il film molto emozionante, gonfio di aforismi e slogan, alcuni inediti dello stesso McCandless (La felicità e vera solo quando è condivisa), altri sottolineati dallo stesso protagonista nei libri che lo hanno accompagnato nella sua avventura, da Tolstoj (Credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile con le persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità), a Thoreau (I guadagni e i valori più alti sono ben lungi dall’essere apprezzati), che infiammano l’anima e ti lasciano sospeso sopra gli immensi panorami dello Stampede Trail, con la voglia di andare a cercare il bus 142 di Fairbanks, ancora abbandonato là dove il corpo di McCandless è stato rinvenuto. Il libro invece ne contiene altri, degli stessi autori, di Pasternak e di altri aggiunti da Krakauer come Campbell, Stegner, London, Chesterton, che sembrano voler andare al di là della storia, a toccare il cuore di chi sogna la libertà cercando di convincerlo a cercarla con prudenza, senza troppo rancore, tenendo aperta la porta che si apre alle nuove necessità dell’animo, che difficilmente si mantiene sempre così coerente e rigoroso. Se non l’hanno già visto, credo di poter consigliare il film a Lilla, Emptyspiral (se non altro per la meravigliosa colonna sonora di Ed Vedder dei Pearl Jam), Vendostelle, Luca Capone e Cattiva81 (a cui però consiglio anche il libro), mentre forse piacerà più il libro a Sergio, Alberto, Dioniso e Wally.
Sono Bugs Bunny
Proprio adesso che mi ero messo in testa di provare a mettere la testa a posto, tagliare i capelli, mettere gli occhiali, far crescere la barba, ecco che il solito test dell’estate mi riporta coi piedi per terra, presentandomi definitivamente come sono:
BUGS BUNNY
Sei divertente, socievole e popolare.
Sai come piacere agli altri. Forse a volte sei un po’ pigro, ma torni sempre a casa con i valori che ti ha insegnato la mamma.
Ricordo di Claudio Chieffo
…e poi è stando in Romagna, e leggendo i quotidiani locali che apprendi notizie che non ti avevano raggiunto finora, come quella della scomparsa di Claudio Chieffo, avvenuta ormai un anno fa, nell’Agosto 2007. Conobbi questo cantautore forlivese all’inizio degli anni ‘80, forse nell’ 82, durante un concerto che tenne a Lumezzane San Sebastiano, nel contesto organizzato dal Centro Cattolico di Cultura, di cui cercavo di far parte. Mi occupai dell’impianto luci, benchè non ne avesse bisogno e, anzi, preferisse vedere il pubblico, quasi a creare un rapporto più vicino con gli spettatori, come in una discussione tra amici che ad una vera e propria esibizione. Scambiammo alcuni discorsi in relazione ad alcune sue canzoni, nonostante una iniziale diffidenza, e benchè in seguito abbia preso via via una posizione sempre più tendente alla posizione di Comunione Liberazione (io ero più dalla parte di Azione Cattolica), certi suoi testi non potevano passare inosservati o ignorati anche da parti avverse. Era indubbiamente un’artista, al di là delle sue posizioni politiche, con il coraggio di scrivere ciò che sentiva, e non ciò che forse gli avrebbe fatto più comodo. Ho letto in alcuni blog di serate organizzate per ricordare la sua opera, riarrangiando alcune delle sue canzoni più conosciute; nel caso ci fossero occasioni del genere anche a Brescia, mi piacerebbe davvero partecipare, cantando magari la canzone qui sotto, che durante quel concerto lumezzanese, in mezzo a quelle luci basse, con il suo fido chitarrista a fianco, fu uno dei momenti più divertenti, perchè così gli piaceva essere quando parlavia di suo figlio Martino, e allo stesso tempo più intensi, e oserei dire anche educativi, di una serata di musica, non convenzionale.
Martino e l’imperatore
parole e musica di Claudio Chieffo
Ti diranno che tuo padre era un personaggio strano,
un poeta fallito, un illuso di un cristiano;
ti diranno che tua madre era una sentimentale
che pregava ancora Dio mentre si dovrebbe urlare…
tu non credere mai all’imperatore
anche se il suo nome è società, anche se si chiama onore,
anche se il suo nome è popolo, anche se si chiama amore.
Credi solo in nostro Padre
Che è venuto e Che verrà
a portare la giustizia contro la malvagità
No non credere mai all’imperatore
anche se il suo nome è società, anche se si chiama onore,
anche se il suo nome è popolo, anche se si chiama amore.
No non credere alla scimmia e alla sua casualità,
tienti stretto alla mia mano, anche se non ci sarà.
Nonostante
Visto che in un articolo del quotidiano web LaStampa.it avevo letto di quanto la crisi economica condizionasse i luoghi di villeggiatura, dichiarati semideserti, ho deciso di contribuire alla crescita economica concedendomi una breve vacanza sulla spiaggia di Ponente di Cesenatico. Se mai queste spiagge fossero state deserte, i ristoratori non se ne sono certo accorti, considerando la difficoltà con la quale sono riuscito a trovare un alloggio, e dopo il ponte di ferragosto! Evidentemente, nonostante alcuni di essi lamentino sontuosi rincari costringendo alcuni cuochi a ridurre le porzioni e a limitare i servizi, la crisi non è da ricercarsi in questo settore, mentre prende sempre più piede anche su questi lidi il servizio all inclusive, dal quale difficilmente il turista si discosta, se non appena per il classico gelato serale. In questo breve periodo ho visto il mare Adriatico assumere colorazioni tipiche più del brodo di pollo che dell’acqua salina, dovute ad una microalga rossa asiatica; ho visto il mare restituire cinicamente il corpo di un ragazzo annegato giorni prima del mio arrivo, a poche decina di metri dalla mia stessa spiaggia, condizionando rassegnatamente il soggiorno di chi avrebbe voluto invece unicamente farsi abbracciare da un sole generoso ed affettuoso, dimentico di quanto la vita e la morte condizionino invece continuamente il proprio tempo, in qualsiasi luogo ci si trovi, a Cesenatico come a Lhasa, come in autostrada, come in Ossezia, come sempre.
Che invidia le mamme blogger
In quanto rappresentante della categoria “papà blogger”, non posso nascondere il serpeggiare di una certa invidia nel constatare l’attenzione, dovuta d’altronde al successo riscosso, riservata alla categoria “mamme blogger”, in un articolo di Massimiliano Angeli (un uomo, guarda un po’) su corriere.it. Le mamme scoprono il business con il blog, e tra una faccenda e l’altra, tra un’interruzione e un’altra, riescono a dar vita a diari on line sempre più seguiti, al punto di riuscire a far diventare quest’attività una vera e propria impresa. Questo almeno è ciò che accade in America, perchè in Italia, non credo esistano già situazione dello stesso tipo. Di certo mantenere i contatti e al contempo valorizzare le proprie attitudini, magari arrugginite dalla vita domestica, dopo una giovinezza spesa a colpi di giudizi eccellenti all’università o al liceo, è un’occasione che le donne fanno bene a sfruttare e a sviluppare. Per noi papà la situazione forse è un po’ diversa in quanto è più difficile riuscire a gestire un blog da casa nei ritagli di tempo, senza togliere in qualche modo tempo e attenzione alla famiglia, specialmente se il pc è posizionato in camera o in cantina, limitando così la possibilità di condividere i momenti più rilassanti della giornata. Se è vero che in qualche modo si riesce a sopperire a queste mancanze con un adeguato impianto wi-fi ed un notebook portatile, è vero anche per noi papà che la possibilità di interrompere un post e poi riprenderlo a più pause sia un vantaggio irrinunciabile che riesce quindi ad alimentare la passione per questa attività. Quello che ci manca è invece il tempo di condividere più spesso le discussioni su altri blog, forum o social network, che è tuttavia un’attività parallela irrinunciabile per ogni blogger di successo. Ecco forse spiegato il perchè in America è più conveniente appoggiare l’attività della moglie blogger (se si vuole fare di questa passione un business) piuttosto che tentare un’avventura da soli, col rischio di rimanere nell’anonimato insieme a tutti gli altri appassionati papà blogger.
Criminal Searches
A qualcuno sarà capitato di aver visto il film “Ti presento i miei“, dove il povero Ben Stiller, fidanzato pasticcione della figlia di Robert De Niro, ex spia americana in pensione, veniva sottoposto ad ogni tipo di ricerca per valutare la propria affidabilità. Ora non c’è più bisogno di essere una spia per scoprire la fedina penale di chiunque, aspirante fidanzato, vicino di casa o conoscente che sia. Negli States infatti è stato pubblicato Criminal Searches, un motore di ricerca che permette, digitando semplicemente nome e cognome del soggetto, di conoscere in tempo reale la fedina penale di ogni individuo. Si va dai reati comporamentali a quelli finanziari, uso di droghe, violenze, reati sessuali, furti, fino alle infrazioni stradali ! Arriverà mai anche in Italia un servizio del genere ? Sarebbe divertente, che so, per esempio a fianco dei nominativi dei candidati da eleggere, visualizzare le iconcine proposte dal sito, tanto per farsi un’idea dei soggetti ! Naturalmente non so che attendibilità abbiano le informazioni, io ho provato a digitare il nome di qualche conoscente americano trovando solo infrazioni stradali (per fortuna !) ma il numero degli omonimi è in ogni caso molto alto ed è opportuno valutare attentamente i dati dei soggetti proposti dal motore.
Ferragosto al lago
Per chi intende passare un ferragosto sulle spiagge dei laghi bresciani (Idro, Garda, iseo, Moro), a questo link http://www.provincia.brescia.it/turismo/docs/spiagge.pdf , la Provincia di Brescia indica tutte le spiagge balneabili, gratuite e non, da raggiungere con facilità sul nostro territorio. Quelle che conosco meglio, e che mi sento di consigliare sono: Il Lido Parrocchiale di Lugana di Sirmione, il Lido delle Bionde e Punta Staffalo a Sirmione, Spiaggia d’oro a Rivoltella, Porto Torchio e Romantica a Manerba, Baia del vento e Porto San Felice a San Felice del Benaco, Lido Azzurro a Toscolano Maderno, Spiaggia Lido a Gargnano, Lido Comunale a Sulzano d’Iseo, Lido Goia a Pisogne, Lido Perla Sebina a Sale marasino, Spiaggia Lemprato a Idro.
Masterizzare con Vista
In questi giorni di settaggio del mio nuovo notebook Compaq Presario con sistema operativo Windows Vista, ho cominciato a desistere dai primi programmi standard proposti da Microsoft, in particolare quelli per la masterizazione di CD Audio e Dvd, come Windows Media Player. Probabilmente ci vuole un po’ di pazienza, ma intanto ho preferito appoggiarmi ad un paio di soluzioni gratuite, come Final Burner, che è ottima per la masterizazione di DVD mentre per la masterizzazione di Cd Audio ho avuto qualche problema, risolto grazie a CD Burner XP. Entrambi i programmi mi sembrano veloci e performanti, quantomeno a sufficienza per le mia esigenze, inoltre, specialmente il secondo è anche molto intuitivo e semplice per il settaggio e il controllo dell’avanzamento.
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