In quanto rappresentante della categoria “papà blogger”, non posso nascondere il serpeggiare di una certa invidia nel constatare l’attenzione, dovuta d’altronde al successo riscosso, riservata alla categoria “mamme blogger”, in un articolo di Massimiliano Angeli (un uomo, guarda un po’) su corriere.it. Le mamme scoprono il business con il blog, e tra una faccenda e l’altra, tra un’interruzione e un’altra, riescono a dar vita a diari on line sempre più seguiti, al punto di riuscire a far diventare quest’attività una vera e propria impresa. Questo almeno è ciò che accade in America, perchè in Italia, non credo esistano già situazione dello stesso tipo. Di certo mantenere i contatti e al contempo valorizzare le proprie attitudini, magari arrugginite dalla vita domestica, dopo una giovinezza spesa a colpi di giudizi eccellenti all’università o al liceo, è un’occasione che le donne fanno bene a sfruttare e a sviluppare. Per noi papà la situazione forse è un po’ diversa in quanto è più difficile riuscire a gestire un blog da casa nei ritagli di tempo, senza togliere in qualche modo tempo e attenzione alla famiglia, specialmente se il pc è posizionato in camera o in cantina, limitando così la possibilità di condividere i momenti più rilassanti della giornata. Se è vero che in qualche modo si riesce a sopperire a queste mancanze con un adeguato impianto wi-fi ed un notebook portatile, è vero anche per noi papà che la possibilità di interrompere un post e poi riprenderlo a più pause sia un vantaggio irrinunciabile che riesce quindi ad alimentare la passione per questa attività. Quello che ci manca è invece il tempo di condividere più spesso le discussioni su altri blog, forum o social network, che è tuttavia un’attività parallela irrinunciabile per ogni blogger di successo. Ecco forse spiegato il perchè in America è più conveniente appoggiare l’attività della moglie blogger (se si vuole fare di questa passione un business) piuttosto che tentare un’avventura da soli, col rischio di rimanere nell’anonimato insieme a tutti gli altri appassionati papà blogger.
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Interessante questo articolo, lo farò leggere a mia moglie ![]()
In effetti è vero: dalle statistiche che conoscevo io sull’utilizzo di internet nel 2008, risultava che canali tipo blog e chat, particolarmente adatti a dialoghi e chiacchere, vedono un utilizzo prevalente dell’utenza femminile.
L’utenza maschile invece è più presente sui canali più tecnologici.
Anche perché, diciamocelo, le donne sanno trattare infinitamente meglio di noi certi argomenti legati alla vita quotidiana, tipo moda, benessere, salute, psicologia, cucina, arredamento, viaggi, ecologia e tanto altro.
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Vero, è uno dei motivi per cui mi sono appena preso anch’io il portatile.
Non sarebbe male anche gestire un blog “a conduzione familiare”, dove la moglie gestisce determinate rubriche e il marito altre, diciamo metà e metà, in modo complementare.
“Quello che ci manca è invece il tempo di condividere più spesso le discussioni su altri blog, forum o social network”
Mi ricordo il post critico di una blogger famosa che si chiedeva se i blogger-star avessero una vita reale e non solo virtuale.
Blogger, forum, chat sono modi per aumentare la comunicazione, ma a volte e’ un po’ totalizzante essere sempre always-on.
A meno che non diventi un lavoro o un modo per ottenere lavoro.
@ Isabel: Grazie della comunicazione, spero che la nuova alter ego sia degno dei migliori spunti che Feowyn era risucita a profondere. Il blog promette decisamente già meglio, grazie anche alla nuova piattaforma, e mi interessa molto anche il progetto Issuu, che non conoscevo. Io continuo a non perderti di vista.
@ Postoditacco: Purchè non sia fonte di ulteriori “moderne tensioni”
, altrimenti varrebbe la pena di farne davvero un blog a due, le varie situazioni familiari viste dai due punti di vista. Un progetto che meriterebbe un reale sviluppo ! ![]()
@ Jakala: Non credo nel “lavoro” del blogger, ma nella passione sì, la stessa che ogni tanto ti fa “sparire” per poi tornare senza obblighi nè impedimenti.



passo per avvisarti che feowyn non c’è più. ora c’è isabel
a presto