…e poi è stando in Romagna, e leggendo i quotidiani locali che apprendi notizie che non ti avevano raggiunto finora, come quella della scomparsa di Claudio Chieffo, avvenuta ormai un anno fa, nell’Agosto 2007. Conobbi questo cantautore forlivese all’inizio degli anni ‘80, forse nell’ 82, durante un concerto che tenne a Lumezzane San Sebastiano, nel contesto organizzato dal Centro Cattolico di Cultura, di cui cercavo di far parte. Mi occupai dell’impianto luci, benchè non ne avesse bisogno e, anzi, preferisse vedere il pubblico, quasi a creare un rapporto più vicino con gli spettatori, come in una discussione tra amici che ad una vera e propria esibizione. Scambiammo alcuni discorsi in relazione ad alcune sue canzoni, nonostante una iniziale diffidenza, e benchè in seguito abbia preso via via una posizione sempre più tendente alla posizione di Comunione Liberazione (io ero più dalla parte di Azione Cattolica), certi suoi testi non potevano passare inosservati o ignorati anche da parti avverse. Era indubbiamente un’artista, al di là delle sue posizioni politiche, con il coraggio di scrivere ciò che sentiva, e non ciò che forse gli avrebbe fatto più comodo. Ho letto in alcuni blog di serate organizzate per ricordare la sua opera, riarrangiando alcune delle sue canzoni più conosciute; nel caso ci fossero occasioni del genere anche a Brescia, mi piacerebbe davvero partecipare, cantando magari la canzone qui sotto, che durante quel concerto lumezzanese, in mezzo a quelle luci basse, con il suo fido chitarrista a fianco, fu uno dei momenti più divertenti, perchè così gli piaceva essere quando parlavia di suo figlio Martino, e allo stesso tempo più intensi, e oserei dire anche educativi, di una serata di musica, non convenzionale.
Martino e l’imperatore
parole e musica di Claudio Chieffo
Ti diranno che tuo padre era un personaggio strano,
un poeta fallito, un illuso di un cristiano;
ti diranno che tua madre era una sentimentale
che pregava ancora Dio mentre si dovrebbe urlare…
tu non credere mai all’imperatore
anche se il suo nome è società, anche se si chiama onore,
anche se il suo nome è popolo, anche se si chiama amore.
Credi solo in nostro Padre
Che è venuto e Che verrà
a portare la giustizia contro la malvagità
No non credere mai all’imperatore
anche se il suo nome è società, anche se si chiama onore,
anche se il suo nome è popolo, anche se si chiama amore.
No non credere alla scimmia e alla sua casualità,
tienti stretto alla mia mano, anche se non ci sarà.



Ma va’, pure tu?
Attraverso Claudio ci siamo passati un po’ tutti, mi sa…..