Non è la “Notte Bianca”, ma sono un intenso dipanarsi di musica che avvolgerà Brescia per, appunto, dieci giornate, tante quante le storiche giornate di resistenza all’oppressione austriaca che hanno determinato per la nostra città il titolo di Leonessa d’Italia. Si parte domani 19 Settembre (qui il programma completo della manifestazione) con una serie di concerti tra musica classica, barocca, ma anche popolare, jazz, rock e pop, con interpreti di alto livello, che spero davvero di riuscire ad ascoltare. Per citare alcuni nomi: Uri Caine (domenica in San Barnaba), Morgan (mercoledì al Palabrescia), Nicola Piovani (venerdì 26 in San Barnaba) e la Banda Osirs (domenica 28 in San Barnaba). Ma anche, e forse soprattutto, una lunga serie di incontri con gli artisti nelle tensostrutture (che voglio proprio vedere che cosa siano) adibite, e poi concerti di allievi del conservatorio, artisti locali, cantautori per una “maratona” musicale” che meriterebbe almeno una visita.
Le dieci giornate (musicali) di Brescia 2008
Appunti Blogfest
Eh sì, ci sono davvero stato anch’io alla Blogfest 2008. Soprattutto per curiosità e per cercare di capirne di più di questa blogosfera, stando a contatto con i veri “addetti ai lavori”. Avendo a disposizione solo la domenica, ho dovuto accontentarmi della parte “meno fest” e forse più “commerciale” della tre giorni, quindi non posso nè voglio dare giudizi sulla manifestazione che è comunque stata un evento da plaudire, anche se, come ogni opera prima, certamente migliorabile e sviluppabile su diversi fronti, ma ci sono già commenti più autorevoli e completi al riguardo. Inoltre la pioggia ha rovinato molto di quello che poteva essere l’immaginario organizzativo: gente che si aggira tra i vicoli e sul lungolago con i notebooks aperti e qua e là capannelli di giovanotti ad ascoltare i vari Camp disseminati per il borgo; invece tutti (e neanche poi tanti, certo meno di 200 persone) ammassati nel Centro Congressi dove diversi appuntamenti saltavano o venivano spostati, in modo particolare mi sono perso quasi tutto quello sui Social Network, spostato perchè quasi disertato vista la contemporaneità con l’AdvCamp, in assoluto il più frequentato, dove però invece che la parola blog, come mi sarei aspettato, è stata invece la parola banner ad avere il sopravvento. Qualche presentazione è stata interessante, altre assolutamente noiosissime. Le cose più positive sono state innanzitutto l’incontro con Roby Favini, il primo blogger che ho finalmente conosciuto oltre i commenti e i post sui blog,chat etc., che mi ha praticamente fatto da guida per i Camp e per il Centro Congressi, indicandomi i vari blogstars presenti e presentandomene pure qualcuno, dedicandomi praticamente tutta la giornata, tranne le due ore dedicate al Gran premio di Formula Uno di Monza, dove è riuscito a collegare il pc all’antenna del Centro, condividendo così con diversi altri blogger la passione per i motori, mentre altri di loro nella poltrona di fronte tentavano improbabili connessioni per vedere chi il Torino, chi il Milan, chi la Fiorentina. Ho notato che l’età media dei partecipanti era più alta di quello che mi aspettassi, e anche se non mancavano personalità esuberanti ed estroverse, la maggior parte di loro mi è sembrata compassata e attenta, forse appena un tantino delusa dal fatto di non potersi far riconoscere nè di riconoscere tutti quelli con cui si scambiava due parole magari a mezzo di un badge o di un pass che identificasse i bloggers (a dire la verità c’era una specie di kit del blogger, ma al costo di 15 Euro l’uno, non ne ho visti molti in giro…), questo avrebbe certamente permesso una maggior predisposizione al dialogo e magari risparmiato qualche blogger più conosciuto dall’essere continuamente salutato da sconosciuti, rimasti purtroppo tali. Ma come ho detto, sono certo che si potrà migliorare e magari avere l’occasione di partecipare anche ai Blog Awards, naturalmente quel giorno che tra i blog in gara vi siano finalmente dei blog che legga anch’io.

Il blogger Roby Favini al Blogfest tra G.P.di Monza e il Castello di Riva del Garda
Patapumfete
Dovevo in qualche modo suggellare la mia prestazione di ieri sera al bowling, ma siccome nessuno ha avuto modo di riprendere prontamente il mio stile del primo tiro, quello in cui ogni giocatore esperto esprime il meglio della sua tecnica in modo da intimidire gli avversari, sono riuscito a trovare su YouTube qualcun altro in grado di effettuare più o meno gli stessi virtuosismi.
Blogfest 2008
Non è che Riva del Garda sia proprio dietro l’angolo, ma neanche agli antipodi; non ho presentazioni da fare nè mi sentirei in grado di farle, ma ci sono cose che, anche se difficili da organizzare, proprio mi piacerebbe fare, e posti dove mi piacerebbe andare, ed eventi a cui mi piacerebbe proprio almeno sbirciare. Domenica è vicina e Riva è bellissima. Però non garantisco eh.
Irina Palm
Ho visto l’altra sera questo film del quasi esordiente Sam Garbaski dell’anno scorso, che mi era stato consigliato da Delias, con una inimmaginabile Marianne Faithfull alle prese con un ruolo di nonna pronta a tutto per aiutare il nipotino malato, costretta a dirottare su una professione tutt’altro che edificante, ma che riesce a trasformare in una routine quotidiana simile a quella di qualsiasi una qualsiasi operaia o impiegata, che forse sono addirittura costrette forse a subire maggiori soprusi senza però i suoi lauti guadagni e la sua imprevedibile fama prorompente. Alla fine, a me il film non è piaciuto, anche se il contenuto in fondo non è da buttar via, la fotografia risente di una location (Soho, sobborgo di Londra) più che deprimente, anche se tutto sommato adeguata alla storia. La colonna sonora da film polacco degli anni ‘30, rasenta l’irritazione, pur capendo le intenzioni del regista, ma ad un certo punto me ne sarei davvero andato per smettere di ascoltarla. Insomma una buona intenzione non completamente sfruttata.
Probabilmente non ne avrei nemmeno pubblicato una recensione, se non fosse che stamattina mi è capitata in ufficio una collega col braccio al collo, lamentandosi che il troppo frequente utilizzo del mouse l’ha portata ad una fastidiosa cervicale che nemmeno le consente di lavarsi i capelli. Sarà pure colpa del mouse, ma non ho potuto fare a meno di fare un paragone…
Ai miei tempi mi offrivano dei soldi
Ai tempi d’oro della mia carriera musicale, ho avuto anch’io proposte “indecenti” (del tipo “quanto ti pagano per suonare ? Ti pago il doppio se smetti”), che non sono proprio sintomo di un grande apprezzamento, anche se puntano soltanto ad imbarazzarti. Però una dimostrazione “d’affetto” come quella dedicata agli Oasis a Toronto almeno non l’ho mai avuta ! Ma si sa, la madre dei deficenti è sempre incinta, in ogni parte del mondo !
Manlio Muccini, un protagonista
Il mondo del calcio costruisce continuamente eroi, dimenticandosi dell’importanza del ruolo di coloro che eroi non sono diventati, o più semplicemente hanno scelto di non diventare dei “personaggi” da dare in pasto giornalmente all’opinione pubblica, salvaguardando la propria professione unitamente alla propria famiglia, alle proprie radici, accettando un ruolo che solo erroneamente può essere definito “marginale”. E’ per questo che a volte alcune notizie di cui questo blog spesso si occupa arrivano tardi, magari per la gentilezza di un lettore che le comunica tramite un commento, o una e-mail. Devo infatti ringraziare l’amico Gianfranco, per avermi comunicato la notizia della scomparsa, avvenuta ormai quasi un mese fa, di Manlio Muccini, riccionese, mediano e poi libero nelle file di Riccione, Spal, Bologna, Bari e Latina. Per ironia della sorte, un arresto cardiaco l’ha portato via mentre stava pensando di organizzare un incontro di calcio benefico in memoria di Gianni De Rosa, scomparso anche lui a Riccione solo qualche giorno prima. Le grandi testate giornalistiche non hanno riportato la notizia, o se l’hanno fatto, certo senbza troppa enfasi, dimenticandosi che uno sport di squadra non prevede comprimari o gregari, tutti sono indispensabili ai successi della squadra, anche se poi qualcuno finirà per emergere per caratterisitche caratteriali o tecniche semplicemente più appariscenti, ma che vengono spesso valorizzate proprio grazie all’apporto di tutti i compagni. Io cerco di ricordarli tutti, perchè di ognuno di loro, ho letto le gesta, scommesso sui gol, scambiato le foto, ed ognuno di loro ha avuto la propria importanza, in un mondo che dovrebbe essere fatto solo di passione, e non di eroi, ma comunque, di uguali protagonisti.

Giuliano GIULIANI - Franco MANCINI - Ferdinando MINIUSSI - Tazio ROVERSI - Gaetano SCIREA - Sandro SALVADORE - Michele LORUSSO - Edoardo BORTOLOTTI - Gianluca SIGNORINI - Armando PICCHI - Ugo FERRANTE - Fabrizio GORIN - Giuseppe LONGONI - Andrea FORTUNATO - Giacinto FACCHETTI - Manlio MUCCINI - Lauro MINGHELLI - Ciro PEZZELLA - Guido VINCENZI - Vittorio MERO - Niccolò GALLI - Fulvio ZUCCHERI - Josè Guimaraes DIRCEU - Mario FRUSTALUPI - Gian Pietro TAGLIAFERRI - Enzo SCAINI - Giorgio FERRINI - ENEAS de Camargo - Rino GRITTI - Carlo TAGNIN - Pippo BIONDI - Ludo COECK - Luciano RE CECCONI - Bruno BEATRICE - Giorgio ROGNONI - Agostino DI BARTOLOMEI - Francesco BRIGNANI - Enrico CUCCHI - Adriano LOMBARDI, Renato CURI - Erminio FAVALLI - Donato BERGAMINI - Fernando VIOLA - Luigi MERONI - Mauro BICICLI - Gionata MINGOZZI - Gaspare UMILE - Giuliano TACCOLA - Paolo BARISON - Alessandro VITALI - Jason MAYELE’ - Sauro PETRINI - Giuseppe CAMPIONE - Erasmo IACOVONE - Danilo DI VINCENZO - Federico PISANI - Nello SALTUTTI - Giuliano FIORINI - Giovanni DE ROSA.

Più banda larga più conoscenza
Ottimo post di Maurizio Molinari sull’importanza della rete ai fini della conoscenza. Sempre sua anche la traduzione del grafico OCSE della relazione tra penetrazione della banda larga e PIL pro-capite. Sottolineato dallo slogan di una birreria : “Chi non sa non può“.

Prima della fine del mondo
Non pensavo suscitasse tutta questa agitazione la notizia apparsa sul Sunday Telegraph secondo la quale, con l’attivazione dell’esperimento che cercherebbe di ricreare il Big Bang, un gruppo di scienziati inglesi rischierebbe di innescare la creazione di un “buco nero” capace di inghiottirsi la Terra nel giro di 4 anni. Ma dopo aver letto il post di Albamarina, ricevuta la e-mail di Tiziano e constatato che anche secondo il calendario Maya la fine del mondo sarebbe prevista effettivamente nel 2012, sto pensando di dilapidare tutto il mio patrimonio prima dell’evento. Temo tuttavia che questo possa estinguersi ben prima della fatale data, quindi accetto eventuali consigli su come spendere al meglio questi possibili ultimi anni.
Sono malato, E allora ?
Un neuropsicologo inglese l’ha chiamata “discomgoogolation“, e colpisce coloro che non possono più vivere senza Internet. I soggetti a questa malattia sono soggetti ad un aumento di stress nell’impossibilità di accedere ad una connessione che permetta di accedere alle informazioni del web. Ritengo tuttavia di aver già trovato e sperimentato un’efficace cura: uscire di casa senza Pc ed incontrare le persone che ti vogliono bene o incontranre altre che te ne potrebbero volere. In realtà questa è un’attività che è molto comune ad esempio tra i blogger, che sono abituati ad usare la rete anche per questo fine, ma questo gli studi del dr Lewis non lo riportano. Ad ogni buon conto sarò certamente lieto quando, per evitare il diffondersi di detta malattia, verrà sviluppato il wi-fi universale, che permetta la libera connessione in ogni luogo senza limitazioni.
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