Perchè a me Halloween non piace, come non mi piacciono le mascherate in genere. E di zucche vuote c’è n’è già fin troppe in giro tutto l’anno. Provare ad essere santi per un giorno sarebbe un test più intrigante e stimolante. Ma ovviamente troppo difficile.
I miei voti al decreto
Decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137
“Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1° settembre 2008
Art. 1.
Cittadinanza e Costituzione
1. A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell’infanzia.
Commento di CoRobi: E’ evidente che si tratta soprattutto di un provvedimento per l’integrazione degli extracomunitari nelle vista sociale, ma anche per ricordare agli italiani le regole della convivenza civile. Voto: 7
2. All’attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Commento di CoRobi: E quali sono i limiti ? Se si aumentano i limiti come sarà possibile attuarlo ? Incomprensibile. Voto : 4
Art. 2.
Valutazione del comportamento degli studenti
1. Fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.
Commento di CoRobi: La valutazione del comportamento è indispensabile per la creazione della persona. Davvero prima non era prevista ? Voto : 6
2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento e’ espressa in decimi.
Commento di CoRobi: Questione di scelte. Però forse anche qui c’è una maggiore comprensione nei confronti dei cittadini extracomunitari che possono avere qualche problema nella comprensione del giudizio. Voto: 7
3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo. Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto insufficiente, nonche’ eventuali modalità applicative del presente articolo.
Commento di CoRobi: Provvedimento assolutamento necessario ed indispensabile, imparare iol comportamento è a volte una delle materie più difficli da imparare. E da insegnare. Voto: 10
Art. 3.
Valutazione del rendimento scolastico degli studenti
1. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e’ espressa in decimi ed illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno.
Commento di CoRobi: Il giudizio analitico è quello che attualmente è il voto di comportamento. Diventa uno strumento dovuto con l’abolizione del giudizio in comportamento. Voto: 6
2. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e’ espressa in decimi.
Commento di Corobi: Vedi commento alla modifica dell’articolo 2 punto 2. Voto: 7
3. Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.
Commento di CoRobi: Mi meraviglia che nessuno si sia apertamente dichiarato contrario a questa modifica. Non è giusto perdere un anno solo per una scarsa predisposizione ad una materia specifica, specialmente nelle scuole inferiori. Voto: 0
4. L’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e’ abrogato e all’articolo 177 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) i commi 2, 5, 6 e 7, sono abrogati;
b) al comma 3, dopo le parole: «Per la valutazione» sono inserite le seguenti: «, espressa in decimi,»;
c) al comma 4, le parole: «giudizi analitici e la valutazione sul» sono sostituite dalle seguenti: «voti conseguiti e il»;
d) l’applicazione dei commi 1 e 8 dello stesso articolo 177 resta sospesa fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 5;
e) e’ altresì abrogata ogni altra disposizione incompatibile con<> la valutazione del rendimento scolastico mediante l’attribuzione di voto numerico espresso in decimi.
Commento di CoRobi: Modifica di ordine burocratico
5. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti e sono stabilite eventuali ulteriori modalità applicative del presente articolo.
Art. 4.
Insegnante unico nella scuola primaria
1. Nell’ambito degli obiettivi di contenimento di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti di cui al relativo comma 4 e’ ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.
Commento di CoRobi: Non è sufficientemente chiaro. Inoltre c’è di mezzo la vita di molti professionisti che potrebbero trovarsi disoccupati o reintegrati in un modo ancora non chiaro. Potrebbe anche non essere una cattiva idea, ma è terribile doverla imporre per decreto. Voto: 5
2. Con apposita sequenza contrattuale e a valere sulle risorse di cui all’articolo 64, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e’ definito il trattamento economico dovuto per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.
Commento di CoRobi: Non sono sicuro che si intenda qualcosa relativo agli straordinari, ma se è così, visto che anche per il lavoro dipendente sono stati detassati, mi sembra ovvio adeguare il provvedimento anche per questo settore, purchè lo stesso non comporti una diminuzione dei posti di lavoro. Voto: 6
Art. 5.
Adozione dei libri di testo
1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avviene con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio. Il dirigente scolastico vigila affinche’ le delibere del collegio dei docenti concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.
Commento di CoRobi: E’ indubbio che sia un miglioramento per le spese delle famiglie. Peccato però che in questo provvedimento non vengano tenute in conto le possibilità di attuare testi digitali scaricabili gratuitamente, in modo da poterli anche aggiornare al bisogno. Voto: 5,5
Art. 6.
Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria
1. L’esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell’articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all’insegnamento, rispettivamente, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria.
Commento di CoRobi: Abilitazione diretta all’insegnamento di un laureato ? Non sono convinto, almeno finchè sarà possibile laurearsi in Università più “morbide”. Voto: 5
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l’esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.
Commento di CoRobi: Come sopra. Voto: 5
Art. 7.
Sostituzione dell’articolo 2, comma 433, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
1. Il comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’ sostituito dal seguente:
«433. Al concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione mediche, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superino il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l’abilitazione per l’esercizio dell’attività professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attività didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato.».
Commento di CoRobi: Un altro decreto che non sapevo mancasse nella precedente legge. Voto: 7
Art. 8.
Norme finali
1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Commento di CoRobi: Forse una norma che è in realtà un punto centrale della riforma. Voto: 4, anche se non tutto per colpa del ministro.
2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
Commento di CoRobi: Ci sono cose che vanno attuate con la dovuta calma perchè hanno un’importanza strategica devastante sul futuro del Paese. Ci sono cose che avrei discusso di più. Voto: 5
Bloggers Unite per i rifugiati
La prossima iniziativa di Bloggers Unite, il famoso sito che mira a sfruttare la potenza della blogosfera per rendere il mondo un posto migliore, pubblicando articoli e riferimenti su un particolare argomento in una giornata concordata, sarà rivolta verso i rifugiati. Il giorno predefinito sarà il 10 di Novembre.

Punti di riferimento
Dio-Oh dio
Possa la luce illuminare la notte, nel modo in cui il tuo spirito illumina la mia anima
Papà, puoi sentirmi ? Papà, puoi sentirmi ? Papà, puoi vedermi ?
Papà, puoi trovarmi nella notte?
Papà, sei vicino a me ? Papà, puoi sentirmi ?
Papà, puoi aiutarmi a non essere spaventato?
Guardando il cielo, mi sembra di vedere un milione di occhi-Quali sono i tuoi ?
Dove sei adesso che il passato ha detto addio e chiuso la sua porta?
La notte è così più scura, Il vento è così più freddo,Il mondo che vedo è così più grande,
Ora che sto da solo
Papà, ti prego di perdonarmi-Cerca di capirmi
Papà, non sai che non ho avuto alcuna possibilità di scelta?
Puoi sentirmi pregare,Tutto ciò che sto dicendo, Anche se la notte è piena di voci?
Mi ricordo tutto ciò che mi ha insegnato, Ogni libro che abbia mai letto,
Possono le le parole di tutti i libri aiutarmi a capire cosa mi sta davanti?
Gli alberi sono così più alti, Ed mi sento molto più piccolo
La luna è doppiamente solitaria, E le stelle brillano solo la metà
Papà, quanto ti amo-Papà, quanto ho bisogno di te
Papà, quanto mi manca il tuo bacio della buonanotte …
Non cambiate, ripeto, non cambiate pettinatura
Se non avete visto “A Chorus Line“, le parole del titolo di questo post non vi diranno niente. A meno che siate stati (secoli fa) ad una delle mie audizioni, visto che è una frase che anche a me piaceva ripetere, da regista navigato, dopo aver dato gli appuntamenti per le prove. Perchè cambiare pettinatura vuol dire a tutti gli effetti cambiare personaggio, cambiare impatto sul pubblico, e si rischia di doversi ritagliare una nuova identità, un nuovo spirito, una nuova vita, e non sempre ci si azzecca. Certo a volte è necessario un taglio con il passato, far rotolare la fantomatica pietra sopra tutto e provare a rimettersi in gioco, con un nuovo ruolo e un nuovo progetto. E’ necessario però ricordarsi che non basterà una sforbiciata ai capelli per tornare a riprendersi il posto precedente. Perchè magari domani lì ci si potrebbe trovare quello che i capelli li ha lasciati ancora com’erano, e alla fine la parte l’ha avuta, perchè, come mi insegna Pirgi, che a quarant’anni suonati riesce a vincere finalmente per la prima volta il suo primo torneo di calcio, e lo fa in Sardegna, isola inconsapevole di tanto attendere ma involontaria ospite delle evidenti tragedie succedute ad un evento da così lungo tempo atteso, il tempo rischia di riservare sempre delle sorprese a chi ha ancora il coraggio, o l’occasione, di mettersi in gioco, magari ancora con la stessa pettinatura pronta per quella fila. A proposito, ho fatto crescere la barba. Diventa lunga e, sotto il mento, bianca.
Venerdì
Che è oggi, ma per qualcuno avrebbe potuto essere un infinito onomastico, da festeggiare settimanalmente con tutti gli amici e parenti intorno. Se sia giusto che la Cassazione abbia impedito ai genitori di chiamare così il proprio figlio, io non ne sono convinto; ognuno di noi si porta dietro in qualche modo le bizzarrie dei propri avi, chi più chi meno, e non sarà certo cambiando nome che si potrà alleggerire il proprio carico di storia, tanto più che i genitori stessi potrebbero avere anche delle buone ragioni per una scelta del genere, e magari convincere anche il figlio delle motivazioni della scelta. Più utile sapere che è comunque possibile cambiare il proprio nome legalmente, in modo da decidere autonomamente di quale peso potersi alleggerire, per evitare di finire nelle barzellette di scuola che questo sito mi ha rivangato.
Tutor
Oggi ho fatto il mio ultimo viaggio sulla A4, da Brescia in direzione est, verso Venezia, senza l’ausilio del TUTOR, il nuovo sistema che rileva la velocità media di una vettura in un determinato tratto. Da domani infatti il sistema sarà attivo tra Brescia e Verona, con l’intento di continuare a diminuire gli incidenti nei tratti autostradali controllati da questo nuovo “Grande fratello”. Personalmente l’idae mi piace: qui non si tratta semplicemente di identificare un veicolo che ha violato le regole della velocità, ma che lo ha fatto in modo sistematico, almeno per un lungo periodo. A chi non hanno mai dato fastidio, del resto, quei bei tomi che sfrecciano in modo sconsiderato, lampeggiando animosamente i fanali per chiedere strada, magari zigzagando da un lato all’altro delle corsie per non perdere velocità, mentre noi fatichiamo a gestire lo sguardo tra la strada e il contachilometri ? Da qualche parte si leggono già di trucchetti ed esperimenti nel tentativo di evitare la telecamera, tipica usanza italiana. Aspettiamo di vedere i risultati con ottimismo, nella speranza di non vedersi incomprensibilmente ripresi in flagrante reato e definire di conseguenza anche questo sistema come l’ennesima ingiustizia italiana.
I miei maestri. Unici.
Questo non è un post a favore nè contrario al maestro unico. E’ un ricordo nostalgico che si lega alla mia esperienza personale, vecchia di una trentina d’anni. Erano infatti i tempi alla fine degli anni ‘70 a caratterizzare la mia istruzione primaria, affidata appunto ad un maestro unico. Devo essere uno dei pochi fortunati a ricordare con affetto quegli anni, visto che da altre parti leggo pareri contrastanti al nuovo DL Gelmini, proprio in relazione alla propria (negativa) esperienza personale. Anch’io in effetti ho sentito parlare di insegnanti esauriti avvezzi a punizioni corporali piuttosto che psicologiche, evidentemente colpevoli di una crescita dei proprio alunni in qualche modo deviata e solo in alcuni sparuti casi recuperata negli anni successivi. Nel 1970 invece, io fui affidato, nella scuola elementare comunale di Carcina, paese situato proprio alle porte della Valle Trompia, a nord di Brescia, alla maestra Marilena Plebani, gentile, ma irreprensibile esempio di impegno e determinazione alla ricerca della comprensione e dell’empatia nei confronti dei propri allievi. Ricordo i tre anni con lei carichi di entusiasmo e soddisfazioni, colmati da gratificazioni e incentivazioni, sforzi e risultati corrispondenti, gonfi di un atteggiamento di accoglienza e attenzione che mai più avrei trovato negli anni successivi, allorchè, alla scuola media, feci la mia scoperta del modello “plurimo”. Considerando il fatto di aver cambiato sistematicamente insegnanti ogni anno, dovrei avere impressi nella memoria almeno una trentina di insegnanti, autori del mio passaggio alle scuole medie, in quel di Lumezzane San Sebastiano, negli anni tra il 1976 e 1979. Invece, seppur scavando con impegno, non rimane che qualche barlume sfocato, la professoressa Delai di italiano, la prof Licciardello di Matematica, il prof Restivo di inglese e il prof Ghidini di Applicazioni Tecniche. Addirittura più rarefatti i volti e i ricordi relativi agli anni più recenti della scuola superiore: Maria Piras di Lettere, Franco Bocci di Fisica, Graziani di Matematica (supplente). E tutti gli altri dove sono finiti ? In quale profondo corridoio buio della memoria hanno varcato la porta, senza lasciare tracce, giudizi, aforismi, esempi ? Qual è stato il peso del loro passaggio sulla vita di quei piccoli uomini che ora dovrebbero essere in grado di gestire, se non di cambiare, il mondo che è cresciuto intorno e insieme a loro, se neanche i loro volti, nè i loro nomi sono rimasti a fissare un ideale, un esempio, un obiettivo da raggiungere. Perchè negli anni della disillusione e della consapevolezza, i ricordi vanno invece più affettuosamente a cercare una frase di Lucy Frigerio o Tarcisio Bugatti, una canzone di Diego e Uberto Bonomi , un silenzio di Lucio Sala e Claudio Bianchi, gente che senza stipendio, nè autorevolezza, hanno riempito di sassi una piccola sorgente, ansiosa di diventare un lago colma di tutte le domande, tutte le inquietudini, tutti i dubbi e tutte le ansie tipiche di quell’età. Non fu scuola, eppure fu insegnamento, non fu istruzione, ma crescita, non fu confronto, ma autostima. Tutto quello che oggi si cerca nell’istituzione scolastica: non di diventare sapienti, ma uomini, non professionisti ma utili, non leader ma partecipanti. Gli eroi della nostra vita continuano a passarci accanto mostrandosi con un gesto, un sorriso, uno sguardo, una parola, là dove siamo disposti ad ascoltare senza aspettative, senza un voto, guidati dagli stimoli che solo un eroe può dare. E per ognuno ci sono eroi diversi, spesso inconsapevoli ma determinanti, che accompagnano la vita con i semi dell’esempio, con i suoni dell’ispirazione, con le verità della convinzione. Unico o in team, ogni allievo ha diritto ad un “maestro” in una istituzione nella quale si possa sentire “qualcuno”, in un “qualcosa”. Tutto il resto può cambiare e migliorare o peggiorare, ma deve accadere senza intaccare questo diritto che a molti continua ad essere negato.
Mietitura
Anni fa interpretai in teatro Silvestro, un personaggio libero e sognatore del dramma “Mietitura”, di Enrico D’Alessandro. A volte penso di non essere più riuscito a liberarmi di quella parte.
“Il vero raccolto della mia vita quotidiana è qualcosa di intangibile e indescrivibile come i colori del mattino e della sera. E’ un po’ di polvere di stelle afferrata, un segmento di arcobaleno preso con una mano. ”
Cose che non conosco
Qualcuno ha detto che la povertà è lo stato in cui ci si viene a trovare quando si desidera qualcosa che non ci si può permettere. Se così fosse, molte sono le diverse povertà di cui oggi, giornata del Blog Action Day dedicata alla povertà, quasi in contemporanea con la giornata mondiale della povertà del 17 Ottobre, si dovrebbe scrivere. Quelle sono infatti le uniche tipologie di povertà che in realtà conosciamo. Perchè non credo che noi, popolazione di internet, cavalieri senza spada, affamati di solidarietà, siamo in grado di concepire la povertà vera, che non è quella determinata dal desiderio, ma quella, a volte addirittura inconsapevole, costrizione determinata dal bisogno, dalla mancanza dell’indispensabile per vivere. Scrivere di questa povertà è disagevole per me come scrivere di un soggetto sconosciuto, di fantastico, di sentito dire, perchè non posso dire di conoscere questa povertà che è invisibile alla maggior parte degli occhi, perchè spesso nascosta dietro un muro di vergogna, o lontana migliaia di miglia dalla mia realtà. E, tuttavia, scrivere di questa povertà è un po’ come scavalcare il muro dell’indifferenza, come ricordarsi che lo sguardo verso chi è dietro di noi andrebbe dato più spesso, anche se non sappiamo come, anche se non ne abbiamo quasi mai il tempo. E’ un po’ come dire che povertà non so cos’è, ma so che c’è ed è probabilmente frutto anche della mia vanità, della mia pigrizia, della mia incapacità di vedere un poco più lontano del mio orizzonte.
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