Se c’è un modo per distruggere i progetti migliori, far fallire le iniziative più intelligenti, screditare le intenzioni più coinvolgenti, questo è quello di creare attorno ad esse aspettative troppo grandi, inseguire risultati troppo presto, diffondere il seme del dubbio e dell’incertezza ai primi insuccessi. Barack Obama non cambierà il mondo, se il mondo non avrà la maturità adeguata per sapere che non tutte le aspettative verranno rispettate, che alcune verranno prima ed altre, forse, più tardi. Il nemico più grande di Obama sarà lo stesso entusiasmo che lo ha portato a questo punto, tutto l’appoggio che perfino i repubblicani ora gli garantiscono vorrà indietro prima o poi il conto, ma non per tutti il conto avrà lo stesso importo. Il mondo non si cambia in pochi anni, nè cambiano in pochi anni le teste avide di potere e di gloria. Io voglio sperare almeno che il mondo si ricordi di tutto quest’entusiasmo, e di tutta questa esplosione di speranza, in una fase dove invece tutto sembra rotolare giù, il giorno in cui lo stesso presidente avrà lui bisogno di avere l’animo riscaldato, e vacillerà la sua profusione di calore verso il mondo. Quel giorno ci sarà bisogno di molto più delle decine di canzoni che impazzano in nome di quel calore. Nel frattempo, cantiamo e balliamo come se invece dell’inverno aspettassimo l’estate. Ma intanto balliamo e cantiamo, perchè sognare è ancora consentito, e chi regala un sogno deve essere festeggiato.
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Possiamo finalmente guardare gli Stati Uniti d’America come ad un ” Amico ritrovato” ed è rinata la speranza che qualcosa possa cambiare, certo non dipende da noi, ma possiamo Pregare perchè la speranza si trasformi nell’alba di una nuova era.
Corrado



Respect, bro!!! God Bless you!!!