Oggi è il Bloggers Unite for refugees, un’occasione per imparare, sostenere, condividere, divulgare l’emergenza che popolazioni intere, in fuga dalle guerre nei loro paesi, sono costretti ad affrontare da soli, con l’aiuto di organizzazioni umanitarie e la solidarietà di molti.
“Si ha l’impressione che da anni vengano trattati senza considerazione delle ragioni che li forzano a fuggire. Ciò si è tradotto anche in tentativi di impedire loro l’ingresso nei Paesi di arrivo e nell’adozione di misure destinate a renderlo più difficoltoso. Purtroppo quest’atteggiamento adottato da Paesi del Nord del mondo ha ripercussioni negative sulle politiche verso i rifugiati seguite nel Sud. Per questo il quadro si fa preoccupante, specialmente se consideriamo una rodata Legislazione internazionale che era, è, di sostegno e protezione ai perseguitati”. (Mons. Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti).
Sono loro, i minori, le vittime più esposte durante la fuga e nel campo profughi. Sono loro i soggetti ad essere privati per primi dei diritti più elementari: il diritto alla vita, alla salute, alla sopravvivenza, allo sviluppo, il diritto a crescere in un ambiente familiare, il diritto a un’identità e a una nazionalità effettive, il diritto all’istruzione, a una prospettiva per il futuro. Molti dei conflitti in corso durano l’intero arco della fanciullezza e dell’adolescenza: come dire che dalla nascita alla maturità, per milioni di bambini passano soltanto le immagini degli esodi e dei combattimenti. Durante i conflitti, i minori diventano i bersagli più vulnerabili degli attacchi improvvisi, delle mine, dei bombardamenti, dei cecchini. Fisicamente più deboli degli adulti, sono i primi a morire quando le risorse alimentari scarseggiano, quando le malattie dilagano. Nel caos degli spostamenti e delle fughe, poi, molti bambini e molti adolescenti corrono il rischio di venire separati dalle proprie famiglie. Con la fuga, l’istruzione viene interrotta e spesso, specie per le bambine, cessa del tutto. Non solo. Alcuni paesi negano ai bambini nati rifugiati la registrazione anagrafica e la nazionalità dello stato d’asilo, condannandoli a diventa re degli apolidi. (UNHCR)
Emergenza Congo: un popolo in fuga dalla guerra (Unicef)



