La difficoltà nell’approcciare la lettura di un best-seller è sempre quella di affondare nella pagine liberandosi della zavorra di critiche ed opinioni che avvolgono il libro e che rischiano di distrarre oltremodo l’assimilazione delle parole, caratteristica purtroppo diffusa soprattutto nei riguardi delle opere prime, proprio come in questo caso. Per cui è indispensabile avvicinarsi alla lettura con leggerezza, senza aspettative troppo pressanti. Il libro è davvero bello, gonfio di una narrativa densissima di particolari che riescono sempre a coinvolgere il lettore puntando proprio sul riconoscimento degli stati d’animo. La storia di Alice e Mattia, che potrebbe semprare zoppicante come la stessa protagonista, nel caso ci si aspetti un romanzo classico che si dipana lungo un’intera vita, è invece un viaggio attraverso le solitudini in cui ognuno trova il proprio rifugio, nicchie inviolabili di cui non si vorrebbe (o dovrebbe) mai aprire la porta. Eppure, nonostante queste fortezze profondamente scavate nell’animo, c’è sempre l’eventualità di essere avvicinati da altri numeri primi, numeri gemelli che si sfiorano senza tuttavia riuscire mai ad incontrarsi, entità simili, alle quali la porta potrebbe essere schiusa, o che invece si avvicinano solamente per un attimo, per rafforzare ancora la muraglia di quel mondo interiore in cui non si può più fare a meno di fuggire. Potrebbe definirsi un romanzo sulle occasioni mancate, o sulle verità mai dette, argomento abbastanza imprevedibile se si considera che l’autore, il torinese Paolo Giordano, ha solo ventisei anni. Io credo che proprio questa precoce saggezza, questa inconsueta sensibilità che trovo così diffusa in molti coetanei dell’autore stia il segreto del successo del romanzo. Proprio i lettori più giovani l’hanno infatti sentito proprio, riconoscendo in queste pagine la sincerità legata ad un periodo in cui l’idealismo comincia a scricchiolare e il rischio di sprofondare nella disillusione tende a cercare di far rimanere legati alle certezze, belle o brutte che siano, che si hanno avute nell’infanzia o nell’adolescenza.
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Ciao Ivan e grazie, sono davvero lusingato dai tuoi complimenti.
Ho letto questo libro, ispirata dal tuo post, ed ho fatto bene. Bellissima recensione.



Come ti ho già detto personalmente un gran bel post, di quelli che lasciano il segno, non solo in internet. ciao