Che il film abbia qualcosa da dire, è discutibile, quello che non si può non ammettere è che sia una ventata di ricordi pazzesca, attraverso tutti, ma intendo proprio tutti i più grandi successi degli Abba degli anni ‘70; se non sbaglio, manca solo “Fernando“, tra le hit che ricordo perfettamente pur non essendo stato mai un fan nè avendo mai avuto album del gruppo svedese (anche se devo ammettere che nell’estate del 1976 feci la mia prima comparsa in pubblico sul palco della colonia estiva A. Basevi di Cesenatico cantando “S.O.S.” !). L’idea originale del musical che, molto prima del film (il musical è rappresentato in tutto il mondo dal 1999) è stato investito di un successo incredibile, è proprio quello di non utilizzare delle canzoni per cucirle addosso ad una sceneggiatura, ma proprio quella di costruire l’intera sceneggiatura intorno a quelle canzoni (anche perchè non era poi così facile trovare un filo logico tra “Chiquitita”, “S.O.S.”, “Dancing queen”, “The winner takes it all”, “Mamma mia”,”Money Money”, “Super Tropuer”…) . Risultato: un modo eccezionale per tuffarsi nel passato cullandosi sulla colonna sonora, ancor più che nel contesto della storia, che appunto non è niente di particolare, ma è solo lo spunto per far guardare negli occhi gli spettatori sorridenti come per dirsi: “Te la ricordi questa ?” . Poi non si possono non apprezzare la location (un’isola della Grecia con un mare meraviglioso), la fotografia (sempre chiara e accesa come il sole che accompagna per tutto il film), le coreografie (e ci mancherebbe, è un musical !) e la verve di una Meryl Streep di cui non si finiranno mai di tessere le lodi. Magari avrei scelto qualche cantante in più e qualche attore in meno per le interpretazioni, anche se Pierce Brosnan riesce ad essre così buffo da far trascurare anche qualche lacuna vocale, ma ripeto, le canzoni poi assorbono tutto e si rischia di finire con un po’ di malinconia nonostante tutta la gioia e l’effervescenza delle immagini. Da qualche parte devo aver già scritto di ritenere che c’è un autore italiano che potrebbe permettersi di realizzare un progetto simile, ed è Gianni Togni. Gliel’ho anche proposto in alcune corrispondenze che ci siamo mandati, e ho letto sul suo blog che c’è la possibilità che si possa realizzare qualcosa, Purchè non sia come la delusione di “E guardo il mondo da un oblò“, film in cui il regista Stafano Calvagna ha utilizzato le musiche dell’ultimo album del cantante romano per realizzare un film a dir poco imbarazzante, che avrebbe ideato meglio anche il figlio adolescente del mio vicino di casa con i suoi amici dell’oratorio, banalizzando anche alcuni concetti che, in teoria, avrebbero meritato una migliore comunicativa. Purtroppo l’artista italiano non ha lo stesso seguito internazionale di cui hanno potuto fregiarsi gli Abba, ma sono convinto che, utilizzando non solo le canzoni di maggior successo, ma molti dei contenuti anche meno noti dei suoi album, riuscirebbe a realizzare una sceneggiatura più accattivamente di “Mamma mia”, toccando anche le nuove generazioni con le musiche, volendo anche riarrangiate, e i testi sempre molto attuali.
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Digli a Gianni che se lo fa lo supporto… ci sono cresciuta guardando il mondo da un oblò!!!!
Puoi dire a Gianni, visto che vi scrivete, che è bravissimo, pero’ se se la tirasse meno, non sarebbe male!!!
…il seguito non ce l’ha perchè lo snobba…
@semplice: Sai, non sei la prima a dirmi che dal vivo è un po’ deludente, se devo essere sincero, anch’io mi sono beccato un pochino con lui via e-mail; so che ha anche interrotto il blog che aveva aperto qualche tempo fa, dopo una cena con i fans dopo l’uscita dell’ultimo album. Io credo solo che meriti un po’ di pazienza, in fondo, come tutti gli artisti, regala già tanto di sè attraverso il suo lavoro, perchè cercare di ottenere di più ?



Il film non l’ho visto ma mi sembra un’eccellente idea, un po’ come in Forrest Gump, consentimi il paragone irriverente, dove la trama era di supporto al ripercorrere gli eventi che hanno caratterizzato un certo periodo della nostra storia.
Il fatto che abbiano scelto attori affermati anzichè cantanti è una scelta già sperimentata con successo in passato col musical Chicago.
Forse i registi e le produzioni lo fanno perchè convinti che l’aspetto musicale si regga da solo e che invece vada sorretta la parte recitativa; infatti tu hai giustamente fatto notare che la trama è un po’ deboluccia.
Ciao!