Non saprei dire se, come viene presentato nel sito ufficiale americano, e in base al numero di nomination agli Oscar, si tratti di uno dei migliori film mai realizzati; di certo trucco e location, ma anche suono e fotografia sono componenti di altissimo livello per una sceneggiatura tanto scontata come il detto millenario “bisognerebbe nascere a 80 anni e morire da piccoli” a cui però finora nessun regista aveva dato sfogo. Ci riesce con eleganza David Fincher, sfruttando la classe di Cate Blanchett (ma anche di Tilda Swinton) e l’immagine di Brad Pitt, e soprattutto la voce del suo doppiatore Sandro Acerbo (per capire la differenza provate ad ascoltare la differenza nei trailer americani con la voce originale di Brad). Immagino la difficoltà di costruire un telaio intorno ad una vicenda che proprio per le caratteristiche peculiari non può essere diversa da come ci si aspetti, ci si prova arricchendola di molteplici slogan moralistici ma efficaci (“La vita va compresa guardandosi indietro ma va vissuta guardando avanti”, “non è mai troppo tardi, o nel mio caso, troppo presto per essere quello che vuoi essere. Non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi”) che non potevano mancare in un soggetto di per sè lezioso. In fondo la vita è più semplice di quello che vogliamo dipingerla ed anche le parole più scontate devono esserci ripetute spesso, affinchè non le si dimentichino o, peggio, perdano di convinzione.




E’ la critica, per il momento piu’ frequente, che mio figlio mi fa’….
“Mi dici sempre le stesse cose!!!”
importante è continuare a dirle e essere convinti delle cose che diciamo…