Il pluripremiato film “The millionaire” è uno spaccato di un’India che cambia dalle baraccopoli ai quiz a premi dove si può diventare ricchi e lasciarsi alle spalle anni di povertà e privazioni. Soggetto interessante ma sceneggiatura fin troppo “surrealistica” e inverosimile con inevitabile storia d’amore ad inseguire una morale; credo che i premi siano stati aggiudicati soprattutto per l’impegno a creare una pellicola a basso costo in una realtà che è in fase di crescita con una potenzialità consumistica tra le più grandi al mondo. In realtà, al di là delle polemiche su traduzioni sbagliate (in cui i musulmani vengono per errore dipinti come gli assalitori mentre in realtà sono gli assaliti), sugli stipendi conferiti ai giovani attori scoperti tra le baraccopoli di Mumbai e sui maltrattmenti ricevuti da uno di loro da parte del padre, il film ha nel colore e nella fotografia la sua forza maggiore, mentre il racconto di un’infanzia vissuta all’ombra di un’India dove migliaia di giovani vite vengono sfruttate e gestite senza il minimo rispetto (la scena dell’accecamento è quanto di più sdegnante abbia avuto modo di vedere negli utlimi tempi) è forse un modo troppo “furbo” per illudere che lo scenario stia ora rapidamente cambiando, quando invece la strada per raggiungere questo obiettivo credo sia ancora molto lunga.




E ho capito!!!
E’ troppo tempo che non vado al cinema…. stasera rimendo e ti commento uno dei tre….
(dato il momento di scarsa lucidità mentale e pazienza, punto per Inkheart…. ma non è detto che poi non ne veda un altro… ultimamente la vita mi va così, decido A e faccio B!… toh, ho fatto rima!!!)