
“…In realtà la poesia, nata nella sua forma orale con i cantastorie ancor prima della scrittura, è tutt’altro che dappertutto. Il viaggio che dai latini arabeggianti, passando per i volgari letterati è arrivato fino alla libertà totale dello scrivere fine a se stesso, senza schemi o rime, è oggi relegato nell’intimità dei salotti, nei testi di alcuni cantautori e nel mondo parallelo di Internet. “A meno che”… Perché se è vero che la poesia non trasmette un significato compiuto, ma principalmente sensazioni, ritmo ed emozioni come con la musica, allora questa la si potrebbe anche ascoltare dappertutto, nei luoghi della vita di ogni giorno.”
Stavo cercando da tempo un modo per condividere le mie sensazioni riguardo alla raccolta di poesie “A meno che” dell’amico Raffaele Castelli Cornacchia, ma come si può “parlare” o “scrivere” di poesia ? La risposta l’ho trovata inaspettatamente sullo stesso blog dell’autore come introduzione alla presentazione del libro svoltasi lo scorso Febbraio, e che ho utilizzato come incipit di questo post. La poesia non trasmette un significato compiuto ma principalmente sensazioni, ritmo ed emozioni e proprio per questo andrebbe ascoltata dappertutto, nei luoghi della vita di ogni giorno, come la musica. Non ho trovato dunque modo migliore per condividere queste sensazioni che leggerne indegnamente una di quelle che più mi hanno coinvolto, pubblicandola nel video sottostante. Il titolo è “Film”.


