Ci sono momenti nella vita in cui è indispensabile cambiare. Così, visto il post di Giovy, e analizzate le prospettive, ho deciso che è il momento di cambiare…….bicicletta. Anzi biciclette, perchè, grazie agli incentivi governativi, si possono cambiare fino a 3 biciclette usufruendo di un contributo governativo del 30%. Mio figlio ha già espresso la sua prescelta in una Bmx, io sicuramente sceglierò una mountain-bike, mia moglie è ancora un po’ incerta, la Graziella non è più di moda (e non credo faccia nemmeno parte dei modelli per i quali è previsto il contributo governativo), perciò la dirotterò su un modello da strada, o “da spesa” (chissà se ci sono ancora le olandesi con il cestino davanti ?). In buona sostanza, il piano governativo prevede contributi per tutti coloro che decideranno di acquistare una nuova bicicletta (comprese le bici elettriche a pedalata assistita), senza obbligo di rottamazione, oppure un ciclomotore Euro 2 termico o elettrico (in questo caso con obbligo di rottamazione di un ciclomotore omologato Euro zero o Euro 1). l’entità degli incentivi varia dall’8% del costo del veicolo - fino ad un massimo di 180 euro - per l’acquisto di un ciclomotore Euro 2 a due tempi, con contestuale rottamazione, al 30% (fino a 1.300 euro) per l’acquisto di un motociclo elettrico o di un quadriciclo elettrico, sempre con rottamazione. Per l’acquisto di una bicicletta, anche a pedalata assistita, l’incentivo copre il 30% del costo del veicolo fino ad un massimo di 700 euro (Fonte Il Sole 24ore). A questo link, il Sito del Ministero per l’Ambiente propone l’elenco di tutti i rivenditori aderenti all’iniziativa. Per i più giovani invece, qui il link relativo al titolo del post.
Signore, io sono Irish, quello che verrà da te in bicicletta
Cara Doret’s Law Nolte…
I bambini imparano ciò che vivono… Se un bambino vive nella critica impara a condannare. Se un bambino vive nell’ostilità impara ad aggredire. Se un bambino vive nell’ironia impara ad essere timido. Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole. Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente. Se un bambino vive nell’incoraggiamento impara ad avere fiducia. Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia. Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede. Se un bambino vive nell’approvazione impara ad accettarsi. Se un bambino vive nell’accettazione e nell’amicizia impara a trovare l’amore nel mondo.
Ma se dopo essere diventato paziente, fiducioso, giusto, disponibile e tollerante, il bambino comincerà ad entrare in contatto con un mondo che è completamente diverso da come forse si era immaginato e con valori spesso opposti a quelli nei quali è cresciuto, quali saranno le conseguenze ? Qual è il consiglio che manca alla poesia di Doret’s Law Nolte per spiegare al bambino che un mondo con questo valori è ancora tutto da costruire ?
Avanti e ‘ndrè
Mi si prospetta una settimana di corse avanti e indietro tra la Valcamonica, Vicenza e Treviso. Previsti almeno 1.500 km rinchiuso in qualcosa di poco più grande di una scatola di sardine. Non so se temere di più il tutor o la claustrofobia. Chissà se al volante riesco a ridurre la tensione con un po’ di tecnica Alexander.
Il dribbling con la faccia da bambino

Franco Rotella aveva sempre quell’aria innocente da bravo ragazzo, apparentemente un po’ timido, che non spaventava mai i difensori avversari. Poi però con la palla nei piedi, era capace di farli girare come birilli al punto da costringerli spesso ad entrate molto dire, per evitare di essere irrisi da dribbling del fanciulletto. Qualcuno di queste entrate gli è anche costata lunghi infortuni e un carriera in tono minore, anche se Rotella aveva cominicato da bambino prodigio, esordio in serie A a soli 16 anni e tutte le caratteristiche del ragazzo con la maglia numero 7 della famosa canzone di De Gregori. Fedelissimo ai colori rossoblù della sua città natale, Genova, giocò anche per Spal, Triestina, Pisa e Atalanta, prima di chiudere la carriera all’Imperia. Leggo in diversi articoli di quanto sia stato apprezzato anche successivamente come commentatore sportivo, segno di una passione per il calcio che non è mai venuta a mancare nemmeno negli ultimi giorni in cui una terribile malattia lo ha tolto per sempre dal rettangolo verde, a soli 42 anni.
Il suo ricordo si accompagna a quelli di Giuliano GIULIANI - Franco MANCINI - Ferdinando MINIUSSI - Tazio ROVERSI - Gaetano SCIREA - Sandro SALVADORE - Michele LORUSSO - Andrea STIMPFL - Edoardo BORTOLOTTI - Gianluca SIGNORINI - Armando PICCHI - Ugo FERRANTE - Fabrizio GORIN - Regis GENAUX - Giuseppe LONGONI - Andrea FORTUNATO - Giacinto FACCHETTI - Manlio MUCCINI - Lauro MINGHELLI - Ciro PEZZELLA - Guido VINCENZI - Vittorio MERO - Niccolò GALLI - Fulvio ZUCCHERI - Josè Guimaraes DIRCEU - Mario FRUSTALUPI - Gian Pietro TAGLIAFERRI - Enzo SCAINI - Giacomo BULGARELLI - Giorgio FERRINI - ENEAS de Camargo - Rino GRITTI - Carlo TAGNIN - Pippo BIONDI - Ludo COECK - Luciano RE CECCONI - Bruno BEATRICE - Giorgio ROGNONI - Agostino DI BARTOLOMEI - Francesco BRIGNANI - Enrico CUCCHI - Adriano LOMBARDI, Renato CURI - Erminio FAVALLI - Donato BERGAMINI - Fernando VIOLA - Luigi MERONI - Mauro BICICLI - Gionata MINGOZZI - Gaspare UMILE - Giuliano TACCOLA - Paolo BARISON - Alessandro VITALI - Jason MAYELE’ - Sauro PETRINI - Giuseppe CAMPIONE - Erasmo IACOVONE - Danilo DI VINCENZO - Federico PISANI - Nello SALTUTTI - Giuliano FIORINI - Giovanni DE ROSA

L’enigma del solitario
Il destino è determinato da un illusionista che mischia le carte, finchè un jolly smascherera il suo trucco: un solitario che grava sulla famiglia, stirpe dopo stirpe.
Il libro di Jostein Gaarder (prima edizinoe italiana datat 1998) è tutto improntato sulle 52 carte di un ipotetico mazzo in cui viene giocato una sorta di solitario filosofico sul quale pendono situazioni che si ripetono inconsapevolmente su una famiglia, perchè le colpe dei padri ricadono sui figli che dovranno convivere con esse fino alla consapevolezza di avere un destino già scritto. Pur a volte un po’ stucchevole e lento, trovo questo modo di raccontare di Gaarder molto interessante; i contenuti filosofici oltretutto sono delle fonti di riflessione tutt’altro che scontati, perdonando così all’autore i frequenti cali di ritmo. La migliore e più completa analisi dell’opera la potete comunque trovare in questo post del blog “L’arca”, davvero completa.
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Cena blogger bresciani
Ci tenevo a ringraziare i blogger bresciani per la bella serata di ieri sera. A parte le difficoltà di trovare l’agriturismo (però fino al parcheggio del campeggio sottostante ci siamo arrivati tutti), la location era incantevole e la pioggia non ha disturbato la serata, anche se la temperatura esterna era decisamente troppo bassa per scambiare le canoniche quattro chiacchiere conclusive all’aperto. Del resto di chiacchiere avevamo già fatto il pieno durante la cena, specialmente con Roby,Lalui,Lapaoly e Daniel, mentre Tiziano cercava di unire i gruppetti girando tra i tavoli come uno sposo. E’ stato comunque un piacere rivedere dopo l’Unpacking Smau anche Elena, Andrea e Felter (con fidanzata) e conoscere Pietro. Complimenti alle organizzatrici per la scelta e a Lapaoly anche per la temerarietà di accarezzare l’alano/cavallo nero pece di guardia all’uscita del ristorante, e a Felter per aver azzeccato al minuto la durata dell’evento, da buon esperto di queste manifestazioni.
Sorpassometri: chi li ha visti ?
Quando nel 2003 fu installato il primo sorpassometro in Italia, fu salutato trionfalmente come il sistema innovativo per punire in maniera chiara e insindacabile i fautori della guida pericolosa, con multe intorno ai 130 Euro, la decurtazione di 10 punti ed il ritiro della patente da 1 a 3 mesi. In effetti il sistema è interessante proprio per la caratteristica dell’individuazione, mediante telecamera mobile, di una delle infrazioni più gravi e pericolose, per quanto ahimè assai diffuse, dell’intera rete stradale italiana. A distanza di ben sei anni tuttavia, la loro diffusione ne risulta ancora piuttosto limitata, in particolare in Piemonte e in Emilia Romagna, per un totale di circa 30 installazioni. Probabilmente il tutor è stato preferito, a ragione, sulla rete autostradale, mentre sulle strade prvinciali e regionali, forse è stata la mancanza di fondi a rallentarne la diffusione. Dal sito della Polizia si Stato, la mappa delle attuali installazioni (aggiornata al 2007, anche se è probabile che altre installazioni siano state effettuate nel frattempo), ma nessuna novità riguardo nuove richieste o prospettive future.
Altri post sull’argomento:
- Polizia di Stato
- Sorpassometro: attenti anche quelli montati in autostrada
- Controllo dei sorpassi dove vietati
- Il sorpassometro ha abbattuto le infrazioni del 94%. Nel 2003, però
Solidarietà
Migliaia di post, twit, gruppi su facebook e altri social network; il desiderio di solidarietà è un tesoro della rete che chiede solo di essere indirizzato in modo corretto senza essere fuorviato da iniziative estemporanee e prive di sostanza. Immagino un futuro in cui ogni sfollato, ogni famiglia ed ogni persona che abbia perso qualcosa in una tragedia immane come questa, possa avere un account da qualche parte nel web, autorizzato e garantito, o, perchè no, anche gestito dal ministero dell’interno, con un conto paypal o di altro tipo a cui fare riferimento per donazioni dirette (oltre che anonime).
Fate esattamente come ha detto lui
Leggendo (perchè guardare di sicuro non succede comunque mai) della scelta di Mediaset di rinunciare alla messa in onda del Grande Fratello per lasciare spazio ad una edizione speciale di Matrix sul terribile terremoto in Abruzzo, contrariamente a quanto successo per il caso Englaro, che costò il posto ad Enrico Mentana, mi è venuta in mente una frase del film Schindler’s list, in cui il comandante nazista Amon Goeth, dopo aver ascoltato le lamentele di una prigioniera ebrea che consiglia di abbattere le baracche appena allestite nel campo di concentramento perchè inadeguate a reggere in caso di forti piogge, le punta la pistola alla tempia, freddandola, per poi ordinare ai suoi uomini di fare esattamente come aveva detto lei. Mi si perdoni il paragone.
Per seguire invece via web gli aggiornamenti sul terremoto suggerisco questo wiki, costantemente aggiornato, e il blog di Miss Kappa, direttamente sul campo.
Contro la Sla ieri al Rigamonti
Ieri sera allo stadio Rigamonti di Brescia vecchie glorie di Brescia e Milan si sono ritrovate per disputare un incontro benefico al fine di devolvere l’incasso a favore della Fondazione Stefano Borgonovo per la ricerca sulla Sla, la terribile Sclerosi Laterale Amiotrofica di cui è affetto l’ex-calciatore di Brescia e Milan, oltre a circa altre 5.000 persone in Italia, e di cui altri ex calciatori sono deceduti in passato. Sugli spalti di uno stadio che mostra in modo indecoroso tutta la sua inadeguatezza, con vaste zone chiuse ed altre inagibili, si rivedeono finalmente veri appassionati, famiglie e bambini, fino a raggiungere il record di presenze stagionali, quasi 8.000, in confronto ad una media di circa 3.000 per le partite di campionato. Certamente i prezzi popolari aiutano molto, ma, visto che alla fine l’incasso è di circa 90.000 Euro, si capisce che ne è valsa la pena. Sul terreno di gioco è grande emozione quando le squadre fanno il loro ingresso; purtroppo anche l’impianto audio è scarso come e più dello stadio, e i nomi vengono uditi unicamente dalla tribuna centrale, così negli altri settori dello stadio è tutto un dannarsi a riconoscere i volti dei protagonisti, che comunque non sfuggono ai più. Poi entra Borgonovo e la commozione è addirittura palpabile; purtroppo il terreno non permette alla sua carrozzina di arrivare fin sotto le curve e le gradinate, ma gli applausi e gli incitamenti gli arrivano di sicuro anche da metà campo. Fino a qualche minuto dopo l’inizio della partita ancora il pubblico appare sbigottito dalla sua situazione ma anche dalla sua tenacia e determinazione, che gli consentono anche questa volta di trovare solidarietà per l’Aisla, come già successo in altre città italiane e che lo porterà presto anche in Spagna. Poi i ragazzi delle curve rompono l’emozione scandendo slogan e applausi per tutti, anche quando gli avversari manifestano inevitabilmente la loro sempre grande preparazione e coesione, facendo a fettine la difesa bresciana, perchè stasera c’è una sola bandiera a sventolare, quella della solidarietà. I genitori si affannano a spiegare ai figli i nomi dei giocatori, ricordando antiche gesta di quando anche il calcio era forse un’altra cosa, ma ieri sembrava tanto che il tempo non fosse passato, neanche vedendo i capelli bianchi e la sovrabbondanza di qualche atleta. Poco importa che il Milan abbia vinto per 7 a 2, e che il risultato avrebbe essere ancora più pesante per le rondinelle, quello che conta è che il desiderio di essere partecipi di un progetto comune, di essere utile ad una causa in cui ognuno può dare il suo contributo da protagonista è forte anche a Brescia e scavalca ogni luogo comune ed ogni difficoltà. Queste partite durano ben più di 90 minuti, e nessuno deve sentirsi sconfitto in partenza, ma poter contare su una squadra al proprio fianco, più numerosa di quella di qualsiasi rosa esistente: che ad ognuno sia dato solo un numero ed un ruolo, nessuno si tirerà indietro quando sarà il momento di entrare in campo.
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