Quando nel 2003 fu installato il primo sorpassometro in Italia, fu salutato trionfalmente come il sistema innovativo per punire in maniera chiara e insindacabile i fautori della guida pericolosa, con multe intorno ai 130 Euro, la decurtazione di 10 punti ed il ritiro della patente da 1 a 3 mesi. In effetti il sistema è interessante proprio per la caratteristica dell’individuazione, mediante telecamera mobile, di una delle infrazioni più gravi e pericolose, per quanto ahimè assai diffuse, dell’intera rete stradale italiana. A distanza di ben sei anni tuttavia, la loro diffusione ne risulta ancora piuttosto limitata, in particolare in Piemonte e in Emilia Romagna, per un totale di circa 30 installazioni. Probabilmente il tutor è stato preferito, a ragione, sulla rete autostradale, mentre sulle strade prvinciali e regionali, forse è stata la mancanza di fondi a rallentarne la diffusione. Dal sito della Polizia si Stato, la mappa delle attuali installazioni (aggiornata al 2007, anche se è probabile che altre installazioni siano state effettuate nel frattempo), ma nessuna novità riguardo nuove richieste o prospettive future.
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“Mancanza di fondi”…temo che la risposta sia tutta li.
Testimonianza: la moglie di un mio collega è sarta. Di recente ha rammendato il giubbotto di un poliziotto loro amico. Se l’era strappato durante la cattura di uno spacciatore. I capi in dotazione sono “rigidamente” numerati…per avere un giubbotto nuovo deve attendere la nuova distribuzione…intanto se non vuole andare in giro come uno straccione deve sistemarsi la divisa a sue spese.