Se il protagonista dei MBA è stato il blog Spinoza, non esiste miglior slogan che io possa citare per definire la mia Blogfest 2009 che uno degli aforismi più famosi del filosofo di cui porta il nome quel blog: “chi detiene il potere ha bisogno che le persone siano affette da tristezza”.
Si è fatto e si fa un gran parlare della validità di questa manifestazione, della mancanza di contenuti, della vocazione al “cazzeggio” dei partecipanti, sia da fuori dalla blogosfera, sia al proprio interno e sui social network, dove purtroppo spesso le critiche ed i lati negativi vengono enfatizzati qualche volta al di là del dovuto. Se da una parte è dagli errori che si deve imparare e dai quali deve nascere la discussione improntata al tentativo di trovare nuove proposte e nuove soluzioni, dall’altra è abbastanza evidente che le aspettative non possono accontentare ogni partecipante, ed è inoltre molto più facile criticare a posteriori che non proporre la propria collaborazione per la riuscita della manifestazione. Ma questo può valere per qualsiasi tipo di manifestazione. Dai bloggers qualcuno si aspetta che tramite i camp nasca una rivoluzione culturale che porti ogni individuo a divenire parte integrante dei camp, partecipante, organizzante e proponente. Temo che in questi atteggiamenti, a volte si tenda troppo a prevaricare le persone a favore delle idee. Non vorrei essere frainteso: ognuno ha diritto di trovarsi a proprio agio in un determinato ambiente, e se questo non accade, non vuol dire che sia giusto o sbagliato, semplicemente ognuno deve poter trovare la propria dimensione di soddisfazione. Al di là del fatto che esistono altre manifestazione come il workcamp, o per altri versi, il wordcamp (dove io non ho ancora partecipato, ma di cui ho discusso apertamente spesso, anche alla Blogfest, con chi vi ha partecipato) che forse sono più dedicati a questi obiettivi, difficilmente si potrà comunque sviluppare il pensiero, il dialogo, nello stesso modo in cui già avviene nel suo ambiente naturale: il web. Io trovo la Blogfest un meraviglioso modo per dare volto ai concetti, alle parole, ai consigli, alle battute, ai suggerimenti letti, partecipati e proposti in rete. Poi una volta lì insieme ad Ago, un amico della tua città conosciuto tramite Skype, puoi chiedere informazioni a Wolly, e poi trovarti ad essere intervistato da Luca Conti, o chiedere consigli informatici a Salvo Aranzulla, o ritrovare amici conosciuti in edizioni precedenti (Felter e Postoditacco) mentre si assiste all’EroticCamp, parlando di biciclette con Delymyth, o del pranzo con Gaspar, o di unsuscribe con Sba, e poi ancora guardarti intorno scoprendo Gatto Nero, Dania, Luca Sartoni, Fran, Marco Camisani Calzolari, anche se non avrai il coraggio di presentarti per sentirti rispondere “Chi ?”; e allora fare un salto al Palameeting e anche lì conoscere Francesco Gavello, e scorgere da lontano Vincio,Pocacola e Nicky, poi andare al FoodCamp ad ascoltare Sara Maternini e poi approfittare dell’invito allo SpritzCamp per incontrare Ninna, Mario, Nessuno, ed altri che non riesco nemmeno a conoscere nè a riconoscere, però Stered, con lei posso fare lo sfrontato, visto che ci commentiamo da 4 anni e non ci siamo mai visti ! E poi alla rocca per la Twitterence si ascoltano Gilioli, Beggi, Mantellini, non sono sicuro che mantengano le 140 parole, ma poco conta, per noi è già quasi ora di andare, giusto il tempo di una foto per Organirama e poi dopo sole 8 ore di permanenza, è già ora di ripartire. Come dice il saggio Felter, in fondo i camp sono un contorno, la scorpacciata ce la siamo fatta di persone, e abbiamo anche assaggiato un po’ il contorno, e torniamo a casa davvero molto, molto felici, come piacerebbe a Spinoza, carichi al punto di progettare nuovi siti, nuove applicazioni, nuove collaborazioni, cambiare la nostra vita. Volete dire che è stato SOLO cazzeggio ?
La mia Blogfest 2009
Tue 6th Oct 2009
3 Commenti Autore: Robi
Published in Internet
3 Responded To This Post
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2. Robi said in October 6, 2009
Anche perchè mi sa che mi conviene…
3. postoditacco said in October 9, 2009
Assolutamente d’accordo: è sempre un’esperienza interessante e per comprenderla bisogna proprio viverla almeno una volta.
E’ sempre un piacere rivedere persone come te e il tempo in quei momenti sembra non bastare mai.
A presto!
Roberto
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