Le cose che abbiamo dentro possiamo tenerle imprigionate per anni, ma prima o poi viene inevitabilmente il momento di farle uscire fuori, anche quando ormai pensavamo che fosse troppo tardi.
Credo che il caratteristico modo poetico di raccontare di Giuseppe Tornatore sia una delle ricchezze più grandi del cinema italiano attuale. Si ritrovano in Baarìa molti richiami alle sue
origini, e di conseguenza ad alcune sue pellicole precedenti, da Nuovo Cinema Paradiso a Malèna, con l’aggiunta di due elementi maggiormente sottolineati: il sogno ed il volo. Non sono mai stato a Bagheria, ma dubito che gli stessi abitanti abbiano mai avuto l’occasione di vederla dipinta così. Una nota particolare inoltre per la maestosa interpretazione di una Lina Sastri formidabile, che come minimo meriterebbe almeno una nomination come migliore attrice non protagonista agli Oscar, così come una citazione la meriterebbe anche il trucco. Molte le concessioni gratuite (anche televisive) con i tanti cameo e le tante apparizioni di noti attori siciliani ne potrebbero fare un’immagine contrapposta al tanto vituperato Barbarossa, chè di politica c’è n’è tanta, anche se non è l’aspetto più importante, ma del resto “un artista racconta solo ciò che sa, ciò che conosce”, e a giudicare una storia “è sempre meglio stare attenti, perchè spesso quelli che sembrano buoni, poi sono cattivi, e quelli che sembrano cattivi invece poi sono buoni”.



