In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, accetto volentieri l’invito di Eliduin a divulgare una delle tante storie in cui una donna è stata vittima, in primo luogo da parte di un “branco” ed in secondo luogo dalla difficoltà trovata nel riuscire a punire i colpevoli, passando quasi dalla parte del torto, essendo stata ritenuta “provocatrice”. Di seguito alcuni link che riportano dati e cronache del fatto e delle successive umiliazioni a cui è stata esposta; è una storia che vale la pena di essere conosciuta, anche purtroppo se non è che una delle tante che in questa giornata vengono ricordate.
La vicenda - La solidarietà su Facebook - L’umiliazione - I retroscena



Ho seguito la triste vicenda di questa ragazzina dai quotidiani e dalla tv. Come altre volte, mi chiedo dove siano le madri , le sorelle, le donne della comunità e della famiglia dei ragazzi. Una cosa è certa: in un paese come il nostro, che vanta di essere civile e democratico, non deve esser negato il diritto a vivere liberamente la femminilità ovunque e comunque, a prescindere dalla propria cultura di appartenenza, condizione sociale e personale.
È triste constatare che ancora nel 2009 si debba parlare di violenza sulle donne e sulle bambine come un’ emergenza e che ci siano ancora omertà e scarsa consapevolezza, in primis dalle stesse donne che tacciono, invece di sostenere la vittima, o coprono le responsabilità dei loro pupilli.
Combattere la violenza sulle donne è una sfida culturale da sostenere a tutti i livelli in nome dei diritti della persona.
Non si può ignorarli, non garantirli trincerandosi dietro bigottismi e ipocrisie,omertà, cavilli legislativi e giudiziari, sorrisini mediocri, inquisitori e allusivi per accertare che non ci sia stata induzione in tentazione, come se la donna avesse ancora in sé un peccato originale da espiare.
Chi giustifica nefandezze del genere ha un “peccato” più grave: quello di averlo legittimato e di rimuovere le proprie responsabilità, dirette ed indirette e, prima o poi, dovrà renderne conto.
Un abbraccio alla ragazza perché sappia che non è sola e trovi la forza di reagire e andare avanti.