Mi si prospetta una settimana di corse avanti e indietro tra la Valcamonica, Vicenza e Treviso. Previsti almeno 1.500 km rinchiuso in qualcosa di poco più grande di una scatola di sardine. Non so se temere di più il tutor o la claustrofobia. Chissà se al volante riesco a ridurre la tensione con un po’ di tecnica Alexander.
Cena blogger bresciani
Ci tenevo a ringraziare i blogger bresciani per la bella serata di ieri sera. A parte le difficoltà di trovare l’agriturismo (però fino al parcheggio del campeggio sottostante ci siamo arrivati tutti), la location era incantevole e la pioggia non ha disturbato la serata, anche se la temperatura esterna era decisamente troppo bassa per scambiare le canoniche quattro chiacchiere conclusive all’aperto. Del resto di chiacchiere avevamo già fatto il pieno durante la cena, specialmente con Roby,Lalui,Lapaoly e Daniel, mentre Tiziano cercava di unire i gruppetti girando tra i tavoli come uno sposo. E’ stato comunque un piacere rivedere dopo l’Unpacking Smau anche Elena, Andrea e Felter (con fidanzata) e conoscere Pietro. Complimenti alle organizzatrici per la scelta e a Lapaoly anche per la temerarietà di accarezzare l’alano/cavallo nero pece di guardia all’uscita del ristorante, e a Felter per aver azzeccato al minuto la durata dell’evento, da buon esperto di queste manifestazioni.
Shay
Ho letto questa storia sul blog Religione 2.0, che a sua volta l’ha ricevuta e inoltrata. Credo che valga la pena leggerla.
Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda: “Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov’è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?”
Il pubblico alla domanda si fece silenzioso. Il padre continuò:
“Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino.”
A quel punto cominciò a narrare una storia:
Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c’erano bambini che giocavano a baseball. Shay chiese: “Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?” Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno. Il padre di Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare. Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: “Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all’ottavo inning. Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono”. Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team. Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto. I ragazzi videro la gioia del padre all’idea che il figlio fosse accettato dagli altri. Alla fine dell’ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti. All’inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo. Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all’idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti. Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta. A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita? Incredibilmente lo lasciarono battere. Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla. In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza. Il primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla. Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay. Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore. Ma il gioco non era ancora finito. A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all’uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita. Invece… Il tiratore lanciò la palla di molto oltre l’uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: “Shay corri in prima base! Corri in prima base!” Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base. Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall’emozione. A quell punto tutti urlarono: “Corri fino alla seconda base!” Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato. Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla.. Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l’eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all’uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l’uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti urlavano: “Bravo Shay, vai così! Ora corri!” Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta. Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia. A quel punto tutti gridarono: “Corri in prima, torna in base!!!!” E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l’eroe della partita. “Quel giorno” disse il padre piangendo “i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità”. Shay non è vissuto fino all’estate successiva. E’ morto l’inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l’eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre.. non dimenticò mai l’abbraccio di sua madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.
9 Marzo: Una giornata di Lentezza
Grazie al post di Novalis, ricordo e parteciperò, il prossimo lunedì 9 Marzo, alla Giornata Mondiale della Lentezza, una giornata dedicata a cercare il giusto ritmo, il proprio tempo, diverso da persona a persona, trovare un equilibrio intelligente tra il nostro correre quando dobbiamo ed il nostro fermarci quando possiamo, in una parola rallentare per vivere meglio. Molte città, tra cui purtroppo non compare la mia, vivranno questa giornata con iniziative semplici come camminate, letture e rappresentazioni ma ognuno di noi può ovviamente partecipare anche singolarmente, conoscendo quali e quanti sono i nostri ritmi da rallentare.

Il B&B Day il 7 e 8 Marzo
E’ giunto quest’anno alla terza edizione il B&B Day, l’iniziativa che promuove il soggiorno in uno dei Bed and Brakfast italiani aderenti per una notte gratuitamente a chi ne prenoterà almeno un’altra. In sostanza si potrà pernottare per due notti il fine settimana del 7 e 8 marzo pagandone solamente una. L’organizzazione mette a disposizione una lista degli eventi presenti in ogni città in quei giorni, meglio illustrati nel sito ufficiale.Io come sempre ho in mente la destinazione ma visti i precedenti non faccio più nessuna previsione fino a l raggiungimento fisico della località prescelta !
Gravi irregolarità nella gestione Bluvacanze
Sono parole del fondatore di Cisalpina Tours che, come Bluvacanze, appartiene al gruppo Blu Holding, che recentemente ha messo alla porta il proprio amministratore delegato, a suo dire per aver segnalato gravi irregolarità nella gestione dell’azienda e per il fatto che egli si sia opposto a trasferire urgenti risorse economiche verso Bluvacanze in assenza di informazioni e chiarimenti quanto alla solvibilità di quest’ultima. Solvibilità evidentemente molto più che incerta, visto che io stesso attendo un loro rimborso da circa due mesi e a tutt’oggi non ho ancora ricevuto nessuna garanzia circa l’assolvenza del loro debito.
Aggiornamento: nel pomeriggio, è arrivato finalmente il rimborso sul conto bancario. Curiosa coincidenza.
Risolto problema commenti
Dopo aver ricevuto diverse segnalazioni riguardo alla difficoltà per alcuni browser di postare commenti su questo blog, ho trovato l’inghippo che creava problemi: uno script raddoppiato incompleto. Ora ho risolto l’errore e quindi non dovrebbero sussistere ulteriori difficoltà. Grazie a chi ha segnalato il bug e a chi l’ha testato (Miss Quarrel) confermando la sua risoluzione. Se qualcuno riscontrasse altre imperfezioni, può segnalarmele tranquillamente via e-mail.
Volontariato è uno stile di vita
Quando si tira in ballo che “i blog stanno per morire“, sorrido pensando che basta fare un giro veloce per la blogosfera per trovare qualche idea, qualche iniziativa, qualche pensiero, qualche riflessione così degna di essere letta da riempire di significato una serata o anche solo un minuto. E’ così che ci si può imbattere in post come questo di Acme del pensiero, dedicato al senso del volontariato, inteso come “desiderio di rendersi utili alla collettività senza un ritorno economico. Un valore interiore.” Un post in qualche modo controcorrente in una società dove, anche per motivi di necessità, diventa difficile dedicare gratuitamente parte del proprio tempo. Eppure l’educazione alla gratuità è fondamentale per nutrire un vero desiderio di disponibilità nei confronti specialmente dei più deboli, ma “ci si può impegnare su molteplici fronti, dall’aiuto ai senzatetto alla tutela degli animali abbandonati, dal sostegno agli anziani soli alla raccolta di rifiuti sulle spiagge. La fantasia non ha limiti e le associazioni sono tantissime.“ Sono fiero di riconoscere nella maggior parte delle mie conoscenze persone con queste caratteristiche, impegnate nel sociale, nell’assistenza agli anziani, ai disabili, nell’adozione a distanza, nei consigli comunali, nelle attività parrocchiali,nell’educazione dei più giovani, nella sensibilizzazione delle comunità,nella donazione del sangue, nell’organizzazione di eventi fino al sostegno di opere e organizzazioni umanitarie. “Se mi stai leggendo e il volontariato non fa parte della tua vita, puoi fare qualcosa di utilissimo. Prova a cercare un impegno. Ti piacerà, ne sono certo.
In questa nostra Italia dobbiamo ripartire dalle cose semplici e dai valori. Valori che devono concretizzarsi anche attraverso per esempio il volontariato. Dedicarsi a qualcuno o a qualcosa senza guadagnare un euro. E dovrebbe diventare un impegno costante, non una volta all’anno, uno stile di vita appunto.” Morgan non è nuovo ad impegni sociali di questo genere, per cui sono certo della sua sincerità che merita di trovare confronti anche nella blogosfera.
Non fare domani quello che puoi fare oggi
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