Restare a casa per questo week-end sembrerà un delitto ! Tra la corsa in città a cui conto di partecipare, la Stramilano come mi ricorda Roberto Felter e la giornata del FAI di primavera, sono stato pure invitato a pranzo dalle parti di Iseo. Tutti d’accordo a scegliere un ultimo fine settimana memorabile prima del (forse) fatidico elction-day ? Solo qualcuno dall’alto sembra voler mettere i bastoni tra le ruote: sembra infatti che…………………….pioverà !!?/§*)&/
Vivicittà 2008
Organizzata come ogni anno dall’ UISP e sostenuto dall’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, oltre che dalle varie Provincie e Regioni, si correrà domenica 6 Aprile la 25° edizione di “Vivicittà”, manifestazione podistica per giovani, anziani, sportivi ed intere famiglie. Nelle piazze di 40 città italiane e 20 estere, migliaia di persone si ritroveranno dalle 10,30 per coprire la distanza di 6 oppure 12 km nei centri storici delle proprie città, in nome dell’ambiente e dell’impegno solidale. A Brescia, il raduno è fissato nel piazzale antistante la Nave di Harlock, e per i non competitivi saranno accettate iscrizioni fino a mezz’ora prima della partenza. Mi ero ripromesso di allenarmi per l’occasione, ma temo di “rompermi” prima della corsa, così tenterò scelleratamente di coprire la distanza ad andatura turistica, non considerando vergognoso un eventuale ritiro sabbatico a metà corsa. Se qualche blogger o lettore volesse prendere l’occasione per accompagnarmi o fare semplicemente due passi insieme, possiamo provare a metterci d’accordo, anche se non so se riusciremo a trovare un punto d’incontro nella massa dei concorrenti !

Grillo: Vedi Brescia e poi muori
Visto il titolo di questo articolo sul suo blog, temo che i suoi fans dei meet-up bresciani difficilmente potranno aspirare di poter incontrare Beppe Grillo a breve nel nostro territorio.
Parafrasando la famosa frase relativa a Napoli, in piena emergenza rifiuti, il comico si scaglia infatti contro la proposta governativa di costruire nuovi termovalorizzatori (o inceneritori che dir si voglia), sul territorio italiano, avvalendosi dell’esperienza maturata dal famoso impianto bresciano, premiato come miglior centro di smaltimento, ma tuttavia portatore di inquinamento e di conseguenti rischi annessi. Ritengo doveroso però nel mio piccolo analizzare alcuni dati al riguardo, partendo dalla mia esperienza personale (essendo bresciano) e dalla mia seppur limitata conoscenza del problema.
Nello scorso dicembre, nel latte di alcune aziende agricole dei dintorni di Brescia, sono stati riscontrati dei livelli troppo alti di PCB (policlorobifenili), e per questo il loro prodotto è stato respinto dalla locale Centrale del Latte. Il PCB è un composto organico tossico, utilizzato soprattutto nell’industria chimica e siderurgica, solo recentemente incluso nel calcolo della concentrazione della tossicità delle diossine. Il limite massimo imposto dalla normativa europea per la sua concentrazione nel latte è di 6 picogrammi per grammo di grasso, il che vuol dire che nella nostra zona da sempre è presente del PCB nel latte, anche se nei valori ritenuti “trascurabili” dalla normativa. E’ ben nota ai bresciani infatti la decennale questione del PCB della Caffaro, un’azienda chimica sita in prossimità del centro di Brescia, che con i propri scarichi avvelenò il terreno nei dintorni di via Milano, costringendo il comune ad opere di bonifica nel territorio, oltre a vietare il consumo di verdura e frutta coltivata anche privatamente nelle vicinanze. Ma anche per il latte ci sono dei precedenti già prima dell’istituzione del termovalorizzatore. Tuttavia il sistema di controllo della Centrale del Latte ha dimostrato di essere in grado di rilevare tempestivamente eventuali esuberi, visto che il latte è stato respinto ben prima di essere immesso nel ciclo produttivo, eliminando qualsiasi dubbio di contaminazione per il prodotto finale (sempre entro i limiti stabiliti dall’UE), come già avvenne nel 2004 durante l’emergenza aflatossine. Tra le cause dell’inquinamento di questo latte, c’è anche la evidente presenza del termovalorizzatore nelle vicinanze delle aziende agricole in questione. Altra precisazione: nelle stesse zone esistono altre aziende per le quali i controlli sono risultati nella norma, segno forse che il problema può evidenziarsi anche in modo disomogeneo, oltre ad essere stato riscontrato anche in zone di altre provincie come Mantova e Pavia e un paio di anni fa un caso simile fu portato alla cronaca dall’Inghilterra, direttamente analizzando il latte materno di alcune puerpere. Che il termovalorizzatore inquini, non vi sono dubbi, visto quello che “termovalorizza”, ma se paragoniamo il livello dell’inquinamento dell’impianto a tutte le altre forme di inquinamento presenti sul territorio (fabbriche, mezzi di trasporto, caldaie, camini) ecco che i valori rientrano nella media qualità dell’aria bresciana.
Qualità che non è affatto tranquillizzante, anche se, discutendo informalmente con alcuni utenti cittadini della linea teleriscaldamento generata dal termovalorizzatore, è emersa la loro soddisfazione per i vantaggi economici e qualitativi raggiunti grazie all’utilizzo dell’impianto. In alcuni comuni della provincia invece, da qualche anno è stata istituita la raccolta differenziata porta a porta per plastica, vetro, carta e scarti umidi, ma sembra che, dai dati rilevati da operatori della provincia, gli impianti riescano ad effettuare un reale riciclo intorno al 25% della raccolta. Il problema credo che stia qui: troppo costoso e complicato gestire gli impianti e i sistemi di ricilaggio. Il termovalorizzatore appare il sistema più pratico e immediatamente proponibile soprattutto in caso di emergenza. E’ ovvio anche che finchè perdurerà lo stato di emergenza, nessun altra prospettiva potrà essere presa in esame; da qui la solita domanda che potrà anche sembrare patetica e scontata, ma alla quale non riesco a sottrarmi: “A chi conviene mantenere una situazione di emergenza ?” Evidentemente qualcuno ha già pensato di guadagnarci sopra. Restiamo in attesa dei prossimi sviluppi dell’inchiesta di Grillo per vedere se salteranno fuori anche i nomi.
Suv ? No grazie !
A Brunate (CO), dal marzo 2008 circolazione vietata ai SUV ! Chissà come la prenderebbe Wally, e con lui tutti i ciclisti bresciani, se l’ordinanza fosse applicata anche per le strade della Maddalena !
L’amianto uccide ancora
Tra i contatti nel blogroll di questo blog, c’è una studentessa, con un sicuro avvenire come scrittrice, che tiene a cuore il proprio paese, le proprie radici, nonostante i frequenti viaggi all’estero. Il paese è Casale Monferrato, e in questo accorato post, Feowyn ne lamenta l’afflizione dovuta ai residui di amianto lasciati da una fabbrica, la Eternit, che ha avvelenato per anni il suolo e l’aria, causando migliaia di vittime per mesotelioma pleurico,causato appunto dall’amianto. Nella testimonianza espressa in questo video c’è tutta l’indignazione per chi ancora oggi deve lottare con questa presenza, in attesa che l’area venga definitivamente bonificata e la popolazione possa smettere di piangere i propri morti per i danni causati da questo veleno.
Colori d’autunno by Flickr
Complimenti ad Ugo Cei per questa foto dai dintorni del Lago di Como. trovo che esprima meravigliosamente il fascino di questo autunno atipico !
Blog Action Day
In questo blog è capitato spesso di parlare di temi ambientali, risparmio energetico, pannelli fotovoltaici, surriscaldamento del pianeta e inquinamento. Di tutti questi argomenti, l’ultimo è certamente quello che vivo con maggiore evidenza, in quanto il traffico degli automezzi nella zona in cui vivo (Brescia) è certamente una delle cause di maggiori problemi per la società. I mezzi per intervenire al riguardo ci sono, mezzi alternativi, piste ciclabili, viali pedonali che sono stati tutto sommato anche potenziati nella nostra provincia. Purtroppo però sono aumentati gli incidenti che vedono coinvolti i ciclisti e pedoni, cioè coloro che hanno tentato di dare il loro apporto per una mobilità sostenibile. Evidentemente il rispetto e la protezione nei loro confronti non sono in grado di reggere il confronto con un traffico crescente e snervante che spesso costringe gli automobilisti a comportamenti che vanno contro ogni regola di tolleranza e attenzione. Credo sia doveroso riscrivere le priorità nei confronti degli utilizzatori della viabilità pubblica, affinchè anche i buoni propositi non vengano abbandonati per la mancanza di sufficiente sicurezza.
Arrivare alla pace passando dall’ambiente ?
Il premio Nobel per la pace ad Al Gore è suonato stonato da diverse parti. Non che non gli si debba dar merito per tutte le attività da lui svolte in campo ambientale negli ultimi tempi (il film “Una scomoda verità“, di cui però dicono contenga diverse inesattezze, e la sensibilizzazione internazionale a favore di questo problema), inoltre anch’io penso che se ci fosse stato lui al posto di Bush molte cose oggi sarebbero state diverse, ma che c’entra l’ambiente con la pace ? Forse con l’assegnazione questo Nobel si è voluto intendere che l’uomo potrà avere la pace con se stesso solo ricreando prima la pace con l’ambiente che lo circonda? Ho inoltrato la stessa domanda al segretario del comitato del Nobel Geir Lundestad, come suggerito da Carlo Felice Dalla Pasqua. Se mai avrò risposta, ne renderò conto.
Pannelli fotovoltaici rubati su commissione
Tra le varie difficoltà di sviluppo dell’energia solare, non avevo tenuto conto della possibilità che impianti fotovoltaici potessero essere facilmente esposti al furto. Avevo pensato che il massimo della sicurezza fosse rappresentata da un’assicurazione contro la grandine, ma Andrea Serravezza su PienoSole.it, mette il dito sui frequenti furti di pannelli letteralmente smontati e prelevati di sana pianta. Furti quasi sicuramente eseguiti su commissione probabilmente destinati ai mercati africani, visto che in Italia sarebbe possibile risalire al numero di matricola di ogni pannello. Un motivo in più per cercare di abbassare ulteriormente i costi ?
Celle fotovoltaiche a basso costo
In un articolo di Giuseppe Serravezza su PienoSole.it, vengono riportati gli studi di ricercatori del New Jersey che applicherebbero un processo tecnologico grazie al quale, un giorno, si potrebbero stampare fogli di celle solari utilizzando le stampanti ink-jet di casa o di installare impianti solari utilizzando pitture murali. Il consumatore potrà realizzare il proprio impianto domestico di produzione di energia elettrica solare fissando fogli flessibili di plastica da lui stampati o dipingendo con speciali vernici il tetto o i muri di casa .
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