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September 3, 2008

Prima della fine del mondo

Categoria: Internet, Attualità - Autore: Robi

Non pensavo suscitasse tutta questa agitazione la notizia apparsa sul Sunday Telegraph secondo la quale, con l’attivazione dell’esperimento che cercherebbe di ricreare il Big Bang, un gruppo di scienziati inglesi rischierebbe di innescare la creazione di un “buco nero” capace di inghiottirsi la Terra nel giro di 4 anni. Ma dopo aver letto il post di Albamarina, ricevuta la e-mail di Tiziano e constatato che anche secondo il calendario Maya la fine del mondo sarebbe prevista effettivamente nel 2012, sto pensando di dilapidare tutto il mio patrimonio prima dell’evento. Temo tuttavia che questo possa estinguersi ben prima della fatale data, quindi accetto eventuali consigli su come spendere al meglio questi possibili ultimi anni.

August 24, 2008

Nonostante

Categoria: Attualità - Autore: Robi

Visto che in un articolo del quotidiano web LaStampa.it avevo letto di quanto la crisi economica condizionasse i luoghi di villeggiatura, dichiarati semideserti, ho deciso di contribuire alla crescita economica concedendomi una breve vacanza sulla spiaggia di Ponente di Cesenatico. Se mai queste spiagge fossero state deserte, i ristoratori non se ne sono certo accorti, considerando la difficoltà con la quale sono riuscito a trovare un alloggio, e dopo il ponte di ferragosto! Evidentemente, nonostante alcuni di essi lamentino sontuosi rincari costringendo alcuni cuochi a ridurre le porzioni e a limitare i servizi, la crisi non è da ricercarsi in questo settore, mentre prende sempre più piede anche su questi lidi il servizio all inclusive, dal quale difficilmente il turista si discosta, se non appena per il classico gelato serale. In questo breve periodo ho visto il mare Adriatico assumere colorazioni tipiche più del brodo di pollo che dell’acqua salina, dovute ad una microalga rossa asiatica; ho visto il mare restituire cinicamente il corpo di un ragazzo annegato giorni prima del mio arrivo, a poche decina di metri dalla mia stessa spiaggia, condizionando rassegnatamente il soggiorno di chi avrebbe voluto invece unicamente farsi abbracciare da un sole generoso ed affettuoso, dimentico di quanto la vita e la morte condizionino invece continuamente il proprio tempo, in qualsiasi luogo ci si trovi, a Cesenatico come a Lhasa, come in autostrada, come in Ossezia, come sempre.


August 5, 2008

Autoironia contro satira

Categoria: Attualità - Autore: Robi

Finalmente, direttamente dal sito del Ministero della funzione pubblica, un lampante esempio di quello che si intende per “lavorare duro”: un bando di concorso alla ricerca di una vignetta che metta alla berlina il minstro Brunetta e la sua politica. Mi piacerebbe sapere quanto percepisce l’ideatore di questa importante iniziativa e il suo staff, che da settimane consulta, presumibilmente durante l’orario di lavoro, tutti i giornali alla ricerca di una vignetta adeguata, indispensabile per i fabbisogni del paese.

July 28, 2008

Sono più tranquillo

Categoria: Attualità - Autore: Robi

Dal 4 Agosto dunque, vedremo apparire nelle nostre città, a titolo di presidio per una maggior sicurezza, ben 3000 soldati dell’esercito. Calcolando che in Italia esistono 117 capoluoghi di provincia, dividendo i 3000 soldati per le 117 città, si arriva ad un sostanzioso 25,64 soldati per ogni città. Basteranno per sentirsi più sicuri ?

July 24, 2008

Testamento biologico

Categoria: Attualità - Autore: Robi

“Se non noi, chi altro ha il diritto di decidere per noi ?” In questo commento ad un post sul blog Metilparaben sta tutta la differenza tra il concetto di universalità dell’essere umano ed il concetto di unicità in quanto parte di un unico corpo che è l’umanità stessa. Da un lato chi intende la vita come “proprietà” dell’individuo stesso, che ne vorrebbe disporre in quanto a lui stesso donata, dall’altro lato chi intende la vita non come una identità distinta e separata dalle altre, ma come componente completante l’ intero cosmo che è l’umanità intera. In mezzo ci sta la mancanza assoluta di certezze riguardo al proprio ruolo, all’interno dell’umanità, per questo chi ritiene di non aver ricevuto la giusta parte, o la giusta ricompensa alla propria potenzialità, coltiva dentro di sè la rabbia e il rancore nei riguardi dell’umanità invece “realizzata”, che può ancora permettersi di avere delle alternative. E qui si apre la diatriba delle due fazioni: siamo noi proprietari della nostra vita, o la nostra vita, indipendentemente dalla sorte che ci è stata riservata, in un senso certo a noi sconosciuto, appartiene all’umanità ? Se fosse vera la prima ipotesi, allora sarebbe inutile star qui a parlare di eutanasia o di suicidio, ognuno avrebbe il diritto di fare di sè quello che vuole, e considerando lo smarrimento a cui le nostre piccole vite sono spesso sottoposte, temo che molte di queste si interromperebbero al presentarsi delle prime difficoltà. Se fosse vera la seconda, noi dovremmo permettere all’umanità di prendersi carico di ogni singola vita, accettando qualunque ruolo ci venga assegnato per continuare a far parte della globalità di questo sistema. E’ evidente che non si può trovare una motivazione al trovarsi immobili in in letto incapaci anche solo di sentire la vita, ma se il pensiero si fa più globale, allora si può trovare un senso : quello che si ha per l’umanità che sta intorno. La scelta di togliersi la vita è sempre un gesto egoista ed incurante nei riguardi dell’umanità, l’umanità può a sua volta scegliere l’egoismo non curandosi di una vita che è parte del proprio corpo, ma in questo caso, non può far altro che indebolire e danneggiare se stessa. Personalmente, se dovessi lasciare un testamento biologico lo lascerei affinchè l’umanità possa sentirsi serena nel prendere coscienza delle decisioni riguardanti la mia vita, qualunque esse siano, perchè non debba essere considerato un peso ma neanche solo un dolore schiacciante, senza giudicare e senza condannare, ma comprendendo anche senza giustificare.

July 22, 2008

Incidente al parco Le Vele

Categoria: Brescia, Attualità - Autore: Robi

Un vero peccato, l’incidente al Parco Acquatico “Le Vele” di San Gervasio. Me ne parla Luca, che era presente, in un commento ad un post precedente. Non è la prima volta del resto che il Crazy Hill sia teatro di incidenti tra i gommoni che sfrecciano veloci sulle spettacolari gobbe di uno degli scivoli più amati dai ragazzi. Purtroppo, un modo diverso di interpretare la velocità sul gommone, un po’ di timore da una parte e un po’ di imprudenza dall’altra ha causato una collisione tra due gommoni nella fase di arrivo degli scivoli. Intendiamoci, non credo che sia il caso di reclamare la chiusura dello scivolo, ma un parco acquatico deve fare i conti anche con un rispetto delle regole e della prudenza che deve cercare di rendere uniforme per ogni ospite, cosa di certo non facile, ma a questo punto indispensabile per continuare a far vivere giornate di sola gioia spensierata a tutti color che amano questo parco.

July 21, 2008

A luci spente

Categoria: Attualità - Autore: Robi

Non è facile aggiungere parole alle tante spesso inutili, spesso a sproposito, spesso sgradevoli, gettate nel mucchio a proposito dell’eutanasia. Nè voglio esprimere pareri e tantomeno giudizi sull’interpretazione di un caso assolutamente privato, che come tale meriterebbe vissuto ed affrontato; non mi voglio schierare nè dall’una nè dall’altra parte, ma non posso fare a meno di chiedermi con quale sofferenza possa essere affrontata una tale decisione. Spesso il clamore intorno non fa che contribuire a confondere ancora di più le idee e le sensazioni, proprio quando si vorrebbe il vuoto intorno per tenersi per sè tutto quel dolore e quella rabbia, contenuta e soffocata in tutti questi anni, ed indipendentemente da come andrà, sarà ancora solo solitudine privata a persistere, a portare fiori laddove oggi si portano solo sguardi e preghiere. E allora lasciamo che nella solitudine vengano portate a termine. Perchè ogni protagonista di questa vicenda, tutti questi pensieri li ha già pensati,, tutte queste parole le ha già dette e ridette, e tutti noi intorno non siamo che osservatori distanti, che non sappiamo nulla e nulla ci dovrebbe essere concesso, se non comprendere anche se senza condividere, capire senza giustificare, senza giudicare, nè tantomeno condannare, perchè ci sono scelte che non possono esser prese che a luci spente.

June 30, 2008

Sono stato via

Categoria: Attualità - Autore: Robi

…e a dire il vero non sono ancora tornato del tutto. Sì, sono stato un po’ in giro, come dimostrano alcuni post precedenti, ma lo stare via che intendevo era più mentale che fisico. Non è che, come hanno giustamente obiettato Eliduin e Miss Quarrel, e come scrive Fuvo, fossi più preso dagli europei che dal resto, è che proprio volevo stare lontano dal resto. La giustizia, l’esercito, l’immunità, le impronte digitali, il terremoto, il Myanmar, il Tibet, la Cina, il petrolio, il potere d’acquisto e perfino il cliente di un’azienda denunciato perchè, in quanto blogger, si è lamentato del servizio pubblicando un post, non sono argomenti che ho voluto trascurare. Ma le preoccupazioni intristiscono, e se è vero ciò che dice il filosofo Baruch Spinoza, citato anche da Vasco Rossi, che “chi detiene il potere ha bisogno che le persone siano affette da tristezza”, ho sentito che il tedio di queste notizie potevano addirittura contribuire proprio ad essere il terreno fertile per questo potere. Quando non sei lucido e le forze ti abbandonano, è più facile essere strumentalizzato che essere utile, e se non si può essere utili, allora meglio lasciare spazio a chi ha più nerbo, e aspettare che ritorni il proprio momento.

June 3, 2008

Qualcosa si può fare

Categoria: Attualità - Autore: Robi

Ecco, forse il post di Gilgamesh riguardo la solidarietà, la tanto sospirata goccia nell’oceano che si può fare concretezza nei riguardi del Myanmar è quanto di più efficace possa esistere nella blogosfera. Un contatto diretto, esperienze raccontate in prima persona e certezza di lasciare, anche se comunque sempre troppo poco, almeno quella piccola sospirata goccia. Il post è almeno da leggere e divulgare.

May 31, 2008

Sopravvivere oggi per far vivere domani

Categoria: Attualità - Autore: Robi

C’era una frase nel film “L’olio di Lorenzo“, il film ispirato dalla storia vera di Lorenzo Odone, di cui oggi si piange la scomparsa, pronunciata da Nick Nolte, impersonante Augusto Odone, il padre del ragazzo, che diceva alla moglie più o meno questo: “Ti sei mai chiesta se tutti questi sforzi, tutta questa fatica, tutti questi studi, non siano serviti per salvare Lorenzo, ma per aiutare solo qualcun altro ?”. L’olio di Lorenzo è servito a fermare il processo degenerativo della mielina nel cervello di Lorenzo, ma nulla ha potuto ridargli l’uso della parola, la funzionalità degli arti, una vita nemmeno vicina dal poter essere considerata “normale”. Chiunque sia genitore, almeno una volta ha dovuto provare a pensare cosa fare nell’eventualità di crescere un figlio portatore di handicap, domandandosi se fosse giusto far sopravvivere una persona incapace di vivere autonomamente, e chiunque sia portatore di handicap ha pensato sicuramente più di una volta, a quanto valga la propria vita di fronte all’incapacità di poterla rendere autonoma, “normale”. La battaglia degli Odone è valsa la pena per il loro figlio ? E’ stato giusto tentare di trattenerlo in vita il più possibile, per 25 anni in condizioni di quasi totale infermità ? E Lorenzo, che cosa avrebbe preferito per sè, se fosse stato in grado di scegliere ? Credo che la storia degli Odone insegni che la vita è comunque sempre una partita da giocare in qualsiasi condizione ci si trovi. Una partita di tentativi, di speranze, di piccoli successi e grandi sconfitte, una partita il cui risultato non ci sarà mai svelato, perchè altri giocatori sono pronti a prendere il nostro posto per continuarla, ma che potranno giocare meglio, se avremo lasciato il terreno in condizioni migliori per giocarla. Lorenzo ha terminato la sua partita, ma è stato un grande giocatore, coadiuvato anche da una gran bella squadra. Noi siamo ancora in tempo a dare il meglio di noi stessi, per noi e per la squadra, prima di arrenderci ad un risultato finale che, forse, non è così scontato.

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