Dopo una campagna elettorale alla quale non ho potuto partecipare con la dovuta attenzione, anche per via della stomachevole preferenza data da tutti i media (internet compreso) ad altre discussioni piuttosto che ai programmi elettorali, il rischio del rigetto nei riguardi della politica che possa portare all’astensione è stato piuttosto forte, ma alla fine, come sempre, vincerà la responsabilità e l’ideologia nella quale ho sempre creduto, quella per cui ogni voto è davvero importante, a convincermi a non disertare le urne. Anche perchè, al contrario di quanto invece sembra voglia far pensare a tutti i costi qualcuno, mai come quest’anno mi sembrano chiari i nomi, gli obiettivi e, forse purtroppo, anche le attese nei loro confronti. I nomi per le europee sono quelli di maggior spicco della politica italiana, non credo si possa incorrere in dubbi amletici, se non per qualche rincalzo da affiancare ai vari capilista, e qualcuno di valido sono certo di averlo trovato in ben più di una lista. Per le elezioni provinciali invece ci vuole un briciolo di pazienza in più per leggere qualcosa dei candidati, anche perchè non tutti hanno optato su Internet per l’autopromozione (e quelli che l’hanno fatto, tutto sommato l’hanno fatto prevedendo un certo distacco dagli elettori, oppure senza crederci fino in fondo), pur candidandosi per larghe alleanze. Anche se ancora non capisco certe alleanze (Castelletti e Udc ?!) che sembrano dare una certa scontatezza al voto, e al primo impatto sia rimasto deluso dalla scelta di alcuni candidati illustri (Molgora e Peli), dopo aver deciso di perdere un po’ di tempo per approfondire le figure e soppesare le aspettative, mi trovo invece insolitamente deciso su dove mettere le mie preferenze, nessuna esclusa. Forse non è un peccato che abbia dovuto approfondire da solo, visto che nel bailamme generale era più facile perdersi e confondersi che stare semplicemente attento ad ascoltare.
Solidarietà
Migliaia di post, twit, gruppi su facebook e altri social network; il desiderio di solidarietà è un tesoro della rete che chiede solo di essere indirizzato in modo corretto senza essere fuorviato da iniziative estemporanee e prive di sostanza. Immagino un futuro in cui ogni sfollato, ogni famiglia ed ogni persona che abbia perso qualcosa in una tragedia immane come questa, possa avere un account da qualche parte nel web, autorizzato e garantito, o, perchè no, anche gestito dal ministero dell’interno, con un conto paypal o di altro tipo a cui fare riferimento per donazioni dirette (oltre che anonime).
Fate esattamente come ha detto lui
Leggendo (perchè guardare di sicuro non succede comunque mai) della scelta di Mediaset di rinunciare alla messa in onda del Grande Fratello per lasciare spazio ad una edizione speciale di Matrix sul terribile terremoto in Abruzzo, contrariamente a quanto successo per il caso Englaro, che costò il posto ad Enrico Mentana, mi è venuta in mente una frase del film Schindler’s list, in cui il comandante nazista Amon Goeth, dopo aver ascoltato le lamentele di una prigioniera ebrea che consiglia di abbattere le baracche appena allestite nel campo di concentramento perchè inadeguate a reggere in caso di forti piogge, le punta la pistola alla tempia, freddandola, per poi ordinare ai suoi uomini di fare esattamente come aveva detto lei. Mi si perdoni il paragone.
Per seguire invece via web gli aggiornamenti sul terremoto suggerisco questo wiki, costantemente aggiornato, e il blog di Miss Kappa, direttamente sul campo.
Il podio
Quando si parla di inquinamento, Brescia si trova sempre lì davanti, tra quelle che adesso non è il momento di pensare alla qualità dell’aria e della vita (come se quando non era il momento le cose andassero meglio). Non conosco la realtà di Frosinone, al secondo posto della classifica, ma il primo posto di Torino credo sia dovuto alla stessa smania di ripresa della mia città. Forse allora è tempo anche di farsi ricrescere i capelli e ritornare ad usare la cara vecchia lacca. Chissà se si riprenderanno anche quelli.
Gravi irregolarità nella gestione Bluvacanze
Sono parole del fondatore di Cisalpina Tours che, come Bluvacanze, appartiene al gruppo Blu Holding, che recentemente ha messo alla porta il proprio amministratore delegato, a suo dire per aver segnalato gravi irregolarità nella gestione dell’azienda e per il fatto che egli si sia opposto a trasferire urgenti risorse economiche verso Bluvacanze in assenza di informazioni e chiarimenti quanto alla solvibilità di quest’ultima. Solvibilità evidentemente molto più che incerta, visto che io stesso attendo un loro rimborso da circa due mesi e a tutt’oggi non ho ancora ricevuto nessuna garanzia circa l’assolvenza del loro debito.
Aggiornamento: nel pomeriggio, è arrivato finalmente il rimborso sul conto bancario. Curiosa coincidenza.
Telecom rincara
Le associazioni dei consumatori ci hanno provato, qualcuna ne ha addirittura chiesto l’abolizione, visto anche che l’azienda ha già varato un piano triennale secondo il quale si priverà di almeno 5 mila dipendenti, anche la commissione europea ha inviato una lettera al Garante per le comunicazioni, con l’invito a concedere gli incrementi del canone solo se realmente necessari, ma evidentemente non c’è stato nulla da fare: da oggi l’abbonamento Telecom passa da 14,57 a 16,08 Euro mensili (salvo clientela agevolata). Un bel 10% che non è certo pari all’aumento che il mio stipendio ha avuto dal 2002 (anno in cui si verificò l’ultimo aumento del canone).
La rivoluzione digitale è già tra di noi
E’ iniziato lo scorso Settembre il lungo processo che porterà, nel giro di tre anni, al completo spegnimento del segnale televisivo analogico a favore di quello digitale. In questo articolo di DGTVi c’è tutto il calendario dei progressivi spegnimenti che sono iniziati appunto lo scorso Settembre in Sardegna e termineranno a fine 2012 con Sicilia e Calabria. In questi anni si è discusso e si discute molto sulla legittimità dello Stato di “costringere” i cittadini a dotarsi di un decoder in grado di decodificare il segnale digitale, senza il quale non si potrà ricevere alcuna trasmissione. Le associazioni dei consumatori si sono mosse più volte per richiedere che il decoder possa essere distribuito gratuitamente tramite contributi governativi (che in Sardegna hanno coperto invece solo il 50% delle spese), ma dubito che ormai questa richiesta possa essere approvata. Ho chiesto a Gabriele di Nonsolomusicablog, che è di Nuoro, un suo parere sui cambiamenti che gli abitanti della sua regione sono stati costretti ad effettuare con il digitale; questa la sua cortese risposta:
“Le fregature sono: Necessità di un decoder, o meglio, di 2 decoder perché se intendi registrare col videoregistratore una trasmissione e guardarne un’altra, te ne servono 2.
La maggior parte delle persone che ho sentito, hanno dovuto cambiare antenna in quanto quella della quale disponevano non era ottimale per il tipo di segnale.
Insomma, la qualità del video migliora (neanche tanto però) ma ci sono alcune rotture di scatole.”
Prepariamoci dunque, volenti o nolenti, ad affrontare alcuni problemi non indifferenti (pensiamo solo alle persone anziane che vivono da sole o non hanno la fortuna di abitare vicino a figli o parenti) e a far felici i manutentori di antenne e impianti video, che avranno il loro bel daffare a correre da una parte all’altra. E se qualcuno il decoder proprio non se lo volesse comprare ? Si troverebbe a pagare comunque il canone senza ricevere alcun segnale. Personalmente, attualmente non ho nessuna intenzione di acquistare il decoder e sono assolutamente disposto a non ricevere più canali televisi. Chissà se non pagare il canone in questa situazione verrebbe ritenuta un’obiezione fiscale.
Una storia da svelare
Un po’ in ritardo dall’invito di Annarita, ma certamente in tempo visti i tempi della giustizia italiana, desidero portare a conoscenza quanti come me non fossero al corrente della storia di Niki, un ragazzo di 26 anni suicidatosi misteriosamente nel carcere di Firenze a seguito di un mai chiarito arresto in ambito di operazioni di controllo sulla telefonia. La madre Ornella Gemini da tempo sta cercando di ottenere chiarezza sulla vicenda senza esservi ancora riuscita. Attualmente c’è una richiesta ufficiale alla redazione di Annozero affinchè possa dedicare una trasmissione alla vicenda. Per approfondimenti è possibile ascoltare l’intervista alla sig.ra Gemini a questo link, oppure seguire da vicino la vicenda attraverso il blog Nikiaprilegatti.blogspot.com .
Tv e pubblicità : ad ognuno il proprio ruolo
A mio parere la Tv pubblica ci perse quando, dopo l’esito di un referendum popolare, accettò di misurarsi con la tv commerciale alla pari, acquisendo spazi pubblicitari da inserire all’interno dei programmi e dei films. Non sono contrario alla pubblicità, e mi fa ridere quando vedo un film o un programma dove si utilizzano bibite con l’etichetta coperta; è che secondo me ogni spazio deve avere il suo posto. La pubblicità all’interno dei film è stata una mazzata per i teleutenti, aprendo di fatto la strada alla PayTv (che forse era già dietro a quella proposta), agevolando certi artisti che, in gran numero, hanno cominciato a deviare dalla loro professione grazie alle innumerevoli telepromozioni, certo meno arte, ma maggiori guadagni. Il risultato è stata una costante regressione qualitativa, nonostante l’abbondanza di produzioni. E’ per questo che apprezzo la proposta di Sarkozy che ha tolto la pubblicità dalla tv pubblica francese, tassando del 3% gli introiti delle tv commerciali proprio a sostegno della tv pubblica, ed auspico un ritorno a questa scelta anche in Italia, sempre ammesso che i soliti noti non ci mettano di nuovo le mani sopra permettendosi (come allora) di fare il bello e il cattivo tempo, e che non si voglia successivamente colpire o limitare Internet a favore della diffusione della tv via cavo.
Se un mio vicino mi tira sassi in casa ed io decido di farmi giustizia da solo, finisco in galera
Barak Obama, in un discorso di quest’estate in Israele ha dichiarato : “Se qualcuno tirasse razzi nella casa dove le mie figlie dormono di notte, farei qualsiasi cosa per impedirglielo, e mi aspetto che gli israeliani facciano la stessa cosa”. Lo stanno facendo, come chiunque cercherebbe di porre rimedio contro un vicino che continua a tirare sassi in casa nostra impedendo ai nostri figli di uscire di casa per paura. Eppure, scelte come quella attuale di Israele non possono essere lasciate impunite, anche se comprese; di fronte ad un comunità internazionale che non è ancora stata in grado di trovare la via della mediazione e del dialogo con Hamas, che probabilmente il dialogo non lo vuole, almeno finchè si prefiggerà come obiettivo principale la distruzione di un altro stato, e nemmeno ora riesce a mettersi d’accordo sulla condanna unitaria ad una decisione presa autonomamente e sorprendentemente, Israele ha scelto di mostrare i muscoli, ritenendolo l’unico modo di farsi intendere dal suo vicino, screditando la stessa comunità internazionale dall’essere in grado di difendere i propri diritti, scegliendo di farsi giustizia da solo, con le inevitabili conseguenze che ne seguono e seguiranno. La pace è un processo lungo e lento che va costruito insieme a chi crede negli stessi valori pacifici.
Chi ritiene di essere superiore a questi valori, sia che si chiami Hamas sia che si chiami Israele, non è pronto a far parte della comunità internazionale, nè quindi a goderne dei vantaggi.
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