Cartoline da…Marostica
Avevo visitato Marostica diciotto anni fa, accompagnato da Antonella e suo marito, vicentini di adozione ma palermitani di origini, che mi avevano guidato in una domenica d’estate alla scoperta della Vicenza medievale. La settimana scorsa ho ritrovato una città ancora più splendente di come la ricordavo, il castello inferiore quattrocentesco, così inusualmente pianeggiante rispetto alle locazione più irte dei castelli di quell’epoca (vedi appunto il castello suiperiore) dà una dimensione più accogliente della struttura, quasi fosse nata per essere protetta più che per proteggere. All’interno, nella Piazza degli Scacchi stanno smontando le tribune reduci dell’ultima ricorrente partita che dal 1923 vede trasformarsi la piazza in una scacchiera vivente dove re, regine, alfieri e pedoni, attirano visitatori da tutto il mondo. A dire il vero, ricordavo la scacchiera più grande; ora invece sono le mura intorno, il castello, il Doglione ad attirare maggiormente la mia attenzione, nell’atmosfera di un quasi naturale set cinematografico, in cui sembra di aspettarsi di vedere apparire da un momento all’altro qualche nobile scaligero o qualche discendente della famiglia degli Ezzellini. Il castello superiore dall’alto sorveglia il panorama, lui sì in atteggiamento protettivo, quasi un padre a vegliare sul proprio figlio; da sopra il Doglione vede il sole anche se la piazza ormai si inombra in un uggioso tramonto. E abbandonando le mura esterne, pare di sentire tutto il peso della loro storia, con la fierezza di chi è riuscito a resistere al tempo, continuando ad essere protetta.
Aggiungo solo qualche indegna foto personale, ma consiglio un tour virtuale della città a questo link per godere meglio del suo abbraccio.



























































