Secondo me, quanto ci può essere di più languido in una canzone.
Una donna vestita di sole
Domenica 5 Ottobre alle 17,00 presso la chiesa parrocchiale di Puegnago del Garda, debutterà in anteprima per il pubblico gardesano “Una donna vestita di sole“, oratorio composto dal maestro Antonio Zanon per il soprano Daniela Longhi, coadiuvata dal coro di voci bianche Carminis Cantores diretto dal maestro Armando Tasso, direttore del coro dell’Arena di Verona che dirigerà anche l’orchestra d’archi che accompagnerà le voci. L’opera è stata recentemente registrata in sala d’incisione e nell’occasione verrà proposto il Cd completo di tutti i brani eseguiti nell’occasione.
Fender Rhodes
Ho sempre adorato il suono del Piano Fender Rhodes. Prababilmente da quando vinsi uno dei primi concorsi canori presentandomi ingenuamente senza alcun tipo di base registrata e mettendo in difficoltà l’organizzazione che non aveva previsto un’esecuzione “a cappella” e che mi mise a disposizione uno di questi meravigliosi strumenti, rimasto lì dalla sera prima da un gruppo che non aveva ancora ritirato la strumentazione. Io non sono mai stato un pianista, ma arrabattai intorno al suono celeste di quello strano piano elettrico una versione di “Against all odds” di Phil Collins che poi diventò per me quasi un cavallo di battaglia. Poi vennero i tempi del periodo fusion con i Carnaby Street Band, dove il Rhodes era un indispensabile protagonista, a volte anche più della stessa voce, con quegli assoli rapidi e reverberati, quasi ondeggianti tra una nota e l’altra, e poi il periodo del piano bar, con i grandi classici tipici di quel suono, da Just the way you are a You are the sunshine of my life a New York State of Mind. Non ne ho mai posseduto uno, ma in tutte le tastiere che ho avuto ne ho sempre ricercato almeno una familiarità di suono, che mi richiamasse quella sensazione di ombre che ballano intorno alla voce. Ed è sempre con un sorriso che ascolto nuove canzoni ancora oggi, con la ricerca di quell’onda.
Le dieci giornate (musicali) di Brescia 2008
Non è la “Notte Bianca”, ma sono un intenso dipanarsi di musica che avvolgerà Brescia per, appunto, dieci giornate, tante quante le storiche giornate di resistenza all’oppressione austriaca che hanno determinato per la nostra città il titolo di Leonessa d’Italia. Si parte domani 19 Settembre (qui il programma completo della manifestazione) con una serie di concerti tra musica classica, barocca, ma anche popolare, jazz, rock e pop, con interpreti di alto livello, che spero davvero di riuscire ad ascoltare. Per citare alcuni nomi: Uri Caine (domenica in San Barnaba), Morgan (mercoledì al Palabrescia), Nicola Piovani (venerdì 26 in San Barnaba) e la Banda Osirs (domenica 28 in San Barnaba). Ma anche, e forse soprattutto, una lunga serie di incontri con gli artisti nelle tensostrutture (che voglio proprio vedere che cosa siano) adibite, e poi concerti di allievi del conservatorio, artisti locali, cantautori per una “maratona” musicale” che meriterebbe almeno una visita.
Ai miei tempi mi offrivano dei soldi
Ai tempi d’oro della mia carriera musicale, ho avuto anch’io proposte “indecenti” (del tipo “quanto ti pagano per suonare ? Ti pago il doppio se smetti”), che non sono proprio sintomo di un grande apprezzamento, anche se puntano soltanto ad imbarazzarti. Però una dimostrazione “d’affetto” come quella dedicata agli Oasis a Toronto almeno non l’ho mai avuta ! Ma si sa, la madre dei deficenti è sempre incinta, in ogni parte del mondo !
Ricordo di Claudio Chieffo
…e poi è stando in Romagna, e leggendo i quotidiani locali che apprendi notizie che non ti avevano raggiunto finora, come quella della scomparsa di Claudio Chieffo, avvenuta ormai un anno fa, nell’Agosto 2007. Conobbi questo cantautore forlivese all’inizio degli anni ‘80, forse nell’ 82, durante un concerto che tenne a Lumezzane San Sebastiano, nel contesto organizzato dal Centro Cattolico di Cultura, di cui cercavo di far parte. Mi occupai dell’impianto luci, benchè non ne avesse bisogno e, anzi, preferisse vedere il pubblico, quasi a creare un rapporto più vicino con gli spettatori, come in una discussione tra amici che ad una vera e propria esibizione. Scambiammo alcuni discorsi in relazione ad alcune sue canzoni, nonostante una iniziale diffidenza, e benchè in seguito abbia preso via via una posizione sempre più tendente alla posizione di Comunione Liberazione (io ero più dalla parte di Azione Cattolica), certi suoi testi non potevano passare inosservati o ignorati anche da parti avverse. Era indubbiamente un’artista, al di là delle sue posizioni politiche, con il coraggio di scrivere ciò che sentiva, e non ciò che forse gli avrebbe fatto più comodo. Ho letto in alcuni blog di serate organizzate per ricordare la sua opera, riarrangiando alcune delle sue canzoni più conosciute; nel caso ci fossero occasioni del genere anche a Brescia, mi piacerebbe davvero partecipare, cantando magari la canzone qui sotto, che durante quel concerto lumezzanese, in mezzo a quelle luci basse, con il suo fido chitarrista a fianco, fu uno dei momenti più divertenti, perchè così gli piaceva essere quando parlavia di suo figlio Martino, e allo stesso tempo più intensi, e oserei dire anche educativi, di una serata di musica, non convenzionale.
Martino e l’imperatore
parole e musica di Claudio Chieffo
Ti diranno che tuo padre era un personaggio strano,
un poeta fallito, un illuso di un cristiano;
ti diranno che tua madre era una sentimentale
che pregava ancora Dio mentre si dovrebbe urlare…
tu non credere mai all’imperatore
anche se il suo nome è società, anche se si chiama onore,
anche se il suo nome è popolo, anche se si chiama amore.
Credi solo in nostro Padre
Che è venuto e Che verrà
a portare la giustizia contro la malvagità
No non credere mai all’imperatore
anche se il suo nome è società, anche se si chiama onore,
anche se il suo nome è popolo, anche se si chiama amore.
No non credere alla scimmia e alla sua casualità,
tienti stretto alla mia mano, anche se non ci sarà.
Cherry Lips, il “glamour rock”
Ci sono volte in cui capita di ascoltare un artista, e capire che è destinato al successo, indipendentemente dalle capacità tecniche e dal genere affrontato; è una questione di impatto, di personalità, di charme. Questo mi è capitato l’altra sera, quando, alla ricerca di una birra, mi sono trovato ad una festa di piazza ai piedi di una palcoscenico con quattro ragazze intente a meravigliare il pubblico sottostante. Le irresistibili quattro sono le Cherry Lips, un gruppo hard rock veronese, formatosi un paio d’anni fa, e in questo momento impegnate a promuovere in Itlia ed in Europa il loro primo album da cui il singolo Mean Hot and Nasty che riporto qui sotto. Non è il primo gruppo rock al femminile che mi capita di ascoltare, ma queste hanno davvero qualcosa in più che va al di là sia del lato musicale e tecnico che del lato squisitamente intrattenitivo. Queste ti tengono davvero gli occhi incollati al palco, ed è più difficile stare fermi che non cercare di mantenere un tono limitandosi a spellarsi le mani per gli applausi. Elisa e Karima (chitarra e basso) sono più metallare classiche, abiti in pelle, zeppe da dieci centrimentri (che difficilmente arrivano alla fine del concerto) e capelli front-lunghissimi, Serena e Stefy (batteria e front-woman, voce e chitarra) più glamour, ma tutte e quattro egualmente capaci di riproporre sul palco i fasti dei miti dell’heavy metal, dagli AC/DC ai Kiss, ai Black Sabbath ai Metallica, con un pizzico di Cindy Lauper giusto per dare un tocco di femminilità che non guasta. Sul loro Myspace è possibile conoscere le date dei loro concerti, dove si evince la loro disponibilità a muoversi anche per molti chilometri per un concerto che, è un consiglio per ogni organizzatore, non potrà che essere un eccezionale successo di pubblico e di gradimento !
Festivalbar out
Visto che quest’anno quest’anno il Festivalbar sembra proprio che non ce la farà ad andare in onda, nel dubbio il mio voto per la canzone dell’estate 2008 va a questa qui sotto.
Lunedì d’estate
Sta prendendo piede un bel modo di passare i lunedì quest’estate:
Lunedì scorso : concerto di Giovanni Allevi in Piazza Duomo a Brescia.
Lunedì prossimo (con ogni probabilità) : Teresa De Sio a Villa Ada a Roma
E chi l’ha detto che il lunedì è il giorno peggiore della settimana ?
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