Domani, sabato 3 Ottobre, insieme ad Agostino, andiamo alla Blogfest, visto che il tempo regge, al contrario di quanto avviene invece nel sud dell’Italia, e che probabilmente non capiterà per un bel po’ di avere un Ottobre così caldo da quelle parti. Se un giorno si dovesse decidere tuttavia di cambiare location per la manifestazione, o per organizzarne un’altra, io voterei a fare di Verona, una città dove la connettività è garantita gratuitamente in diverse parti del centro storico ma, grazie a ripetitori saggiamente installati, anche in parchi pubblici e zone più lontane. La sera poi è in programma la Notte Bianca di Brescia, anche se evidentemente, come già accaduto per la Notte Bianca della Mille Miglia, devo evidentemente rivedere la mia teoria sulla differenza tra “notte” e “sera”, ma tant’è; vediamo un po’ se di tempo ne rimane per provare ad assistere a qualcuno degli eventi all’interno di un programma un po’ “cervellotico” che mi ha tolto la voglia di provare ad organizzare un itinerario; andiamo a naso và.
La prima di “Romanza”
E’ andata. La prima del nuovo concerto-spettacolo “Romanza” è andata in scena venerdì sera, in una piazzetta (per quanto piccola) stracolma di gente attenta e silenziosa. Sensazioni buone, emozioni e brividi, ma la sicurezza di aver lavorato bene, anche se in modo inusuale per una rappresentazione del genere. Bello soprattutto lavorare con persone in grado di condividere le stesse emozioni, rappresentandole in modo differente, ma sentito, partecipato, preciso e professionale. E trovare qualità del genere in artisti così giovani infonde anche un profondo senso di fiducia nel futuro, nella passione e nella abnegazione.
Ho avuto dal fotografo ufficiale in anteprima le prime immagini della serata, tra non molto dovrebbero arrivare anche le altre, che non potrò certo pubblicare tutte (oltre trecento !!) e i video.
Romanza - Concerto del 4 Settembre
I volantini sono usciti, adesso è ufficiale: il concerto si terrà il 4 settembre, alle 21,00 sulla Rocca di Poncarale. Il titolo, Romanza, richiama non solo l’ammiccante vena lirica del repertorio (in verità giusto appena accennata), ma anche il tentativo di rievocare, in una piazza dai contorni quasi intimi, gli appuntamenti da salotto in cui i cantanti del ‘700 intrattenevano gli ospiti di palazzi e ville nobiliari, giocando non solo con la voce ma anche con strumenti dal vivo, oltre che con parole, coreografie, musiche ed immagini. Il repertorio, per il sottoscritto quasi completamente nuovo, alterna brani inediti ad esecuzioni unplugged, a brani rigidamente orchestrali, spesso senza l’ausilio ritmico, nel tentativo di creare un’atmosfera di soffice abbandono, quasi una carezza fra i capelli per allentare la tensione dell’anima. Insomma, ci proviamo.
E adesso concerto
Dopo le ore piccole della serata (al coperto) di sabato (in cui ci abbiamo rimesso una cassa da 250W) e l’annullamento per pioggia (dopo due-tentativi-due di montaggi del palco) di quella di domenica, dovrebbe essere ufficialmente terminata per quest’estate la stagione pianobar, e ci si comincia a concentrare per il concerto in piazza a Settembre. La scelta di un repertorio per me quasi completamente nuovo e così impegnativo dal punto di vista vocale mette un po’ di soggezione, ma era da tempo che volevo mettermi alla prova in qualcosa di nuovo, e siccome i Marshall e i distorsori li ho tanto amati negli anni ‘80, i ritmi funky e la voce in avanti per le improvvisazioni “scat” li ho vissuti a cavallo con gli anni ‘90, la composizione di testi e musiche originali hanno accompagnato i primi anni ‘90, i classici da piano-bar (e chitarra-bar) sono ancora in voga (tra continui alti e bassi) insieme alle covers acustiche (di recente acquisizione), alla mia veneranda età una strizzatina d’occhio al melodramma me la voglio concedere, anche se, come sempre, dovrò essere disponibile a qualche compromesso, perchè ognuno alla fine deve cantare con la voce che ha indipendentemente dalle tecniche che sceglie di utilizzare. Non che abbia niente da perdere, ma spero davvero tanto in un buon risultato, sia per la fiducia che il comune, tramite Daniela e Maria Cristina, ha voluto ancora una volta attribuire a me e Simonetta con questa proposta, giunta assolutamente inattesa, sia per quelli che verranno ancora, per l’ennesima volta a sentirci, e magari potrebbero trovarsi questa volta un po’ spiazzati; anche per questo inviteremo alcuni ospiti, anche per allentare una scaletta che potrebbe rischiare, alla lunga, di diventare un po’ scontata. Di sicuro però, la preparazione sarà il viaggio più affascinante ed appagante, viaggio già iniziato da qualche tempo a dire il vero, e che potrebbe anche non terminare solo con questo appuntamento. Naturalmente, seguiranno successivi dettagli.
Un nuovo Fantasma, non più all’Opera
La notizia è succosa per tutti gli amanti del musical forse più famoso, di certo il più rappresentato (a Londra initerrottamente da 13 anni, incassi per miliardi di Euro), “Il fantasma dell’Opera” : il suo creatore Andrew Lloyd Webber ha annunciato in un’intervista al Times che per la fine del 2009 metterà in scena “Phantom : Love never Dies“, il seguito del capolavoro, che potrebbe essere messo in scena con una prima contemporanea in 3 paesi diversi. Fitto mistero sugli attori che interpreteranno questo nuovo lavoro, ma se a qualcuno capitasse di incrociare Webber per le strade di Londra, ditegli pure che io sono disponibile.
Mamma mia ! - Ci vorrebbe anche in Italia
Che il film abbia qualcosa da dire, è discutibile, quello che non si può non ammettere è che sia una ventata di ricordi pazzesca, attraverso tutti, ma intendo proprio tutti i più grandi successi degli Abba degli anni ‘70; se non sbaglio, manca solo “Fernando“, tra le hit che ricordo perfettamente pur non essendo stato mai un fan nè avendo mai avuto album del gruppo svedese (anche se devo ammettere che nell’estate del 1976 feci la mia prima comparsa in pubblico sul palco della colonia estiva A. Basevi di Cesenatico cantando “S.O.S.” !). L’idea originale del musical che, molto prima del film (il musical è rappresentato in tutto il mondo dal 1999) è stato investito di un successo incredibile, è proprio quello di non utilizzare delle canzoni per cucirle addosso ad una sceneggiatura, ma proprio quella di costruire l’intera sceneggiatura intorno a quelle canzoni (anche perchè non era poi così facile trovare un filo logico tra “Chiquitita”, “S.O.S.”, “Dancing queen”, “The winner takes it all”, “Mamma mia”,”Money Money”, “Super Tropuer”…) . Risultato: un modo eccezionale per tuffarsi nel passato cullandosi sulla colonna sonora, ancor più che nel contesto della storia, che appunto non è niente di particolare, ma è solo lo spunto per far guardare negli occhi gli spettatori sorridenti come per dirsi: “Te la ricordi questa ?” . Poi non si possono non apprezzare la location (un’isola della Grecia con un mare meraviglioso), la fotografia (sempre chiara e accesa come il sole che accompagna per tutto il film), le coreografie (e ci mancherebbe, è un musical !) e la verve di una Meryl Streep di cui non si finiranno mai di tessere le lodi. Magari avrei scelto qualche cantante in più e qualche attore in meno per le interpretazioni, anche se Pierce Brosnan riesce ad essre così buffo da far trascurare anche qualche lacuna vocale, ma ripeto, le canzoni poi assorbono tutto e si rischia di finire con un po’ di malinconia nonostante tutta la gioia e l’effervescenza delle immagini. Da qualche parte devo aver già scritto di ritenere che c’è un autore italiano che potrebbe permettersi di realizzare un progetto simile, ed è Gianni Togni. Gliel’ho anche proposto in alcune corrispondenze che ci siamo mandati, e ho letto sul suo blog che c’è la possibilità che si possa realizzare qualcosa, Purchè non sia come la delusione di “E guardo il mondo da un oblò“, film in cui il regista Stafano Calvagna ha utilizzato le musiche dell’ultimo album del cantante romano per realizzare un film a dir poco imbarazzante, che avrebbe ideato meglio anche il figlio adolescente del mio vicino di casa con i suoi amici dell’oratorio, banalizzando anche alcuni concetti che, in teoria, avrebbero meritato una migliore comunicativa. Purtroppo l’artista italiano non ha lo stesso seguito internazionale di cui hanno potuto fregiarsi gli Abba, ma sono convinto che, utilizzando non solo le canzoni di maggior successo, ma molti dei contenuti anche meno noti dei suoi album, riuscirebbe a realizzare una sceneggiatura più accattivamente di “Mamma mia”, toccando anche le nuove generazioni con le musiche, volendo anche riarrangiate, e i testi sempre molto attuali.
Non cambiate, ripeto, non cambiate pettinatura
Se non avete visto “A Chorus Line“, le parole del titolo di questo post non vi diranno niente. A meno che siate stati (secoli fa) ad una delle mie audizioni, visto che è una frase che anche a me piaceva ripetere, da regista navigato, dopo aver dato gli appuntamenti per le prove. Perchè cambiare pettinatura vuol dire a tutti gli effetti cambiare personaggio, cambiare impatto sul pubblico, e si rischia di doversi ritagliare una nuova identità, un nuovo spirito, una nuova vita, e non sempre ci si azzecca. Certo a volte è necessario un taglio con il passato, far rotolare la fantomatica pietra sopra tutto e provare a rimettersi in gioco, con un nuovo ruolo e un nuovo progetto. E’ necessario però ricordarsi che non basterà una sforbiciata ai capelli per tornare a riprendersi il posto precedente. Perchè magari domani lì ci si potrebbe trovare quello che i capelli li ha lasciati ancora com’erano, e alla fine la parte l’ha avuta, perchè, come mi insegna Pirgi, che a quarant’anni suonati riesce a vincere finalmente per la prima volta il suo primo torneo di calcio, e lo fa in Sardegna, isola inconsapevole di tanto attendere ma involontaria ospite delle evidenti tragedie succedute ad un evento da così lungo tempo atteso, il tempo rischia di riservare sempre delle sorprese a chi ha ancora il coraggio, o l’occasione, di mettersi in gioco, magari ancora con la stessa pettinatura pronta per quella fila. A proposito, ho fatto crescere la barba. Diventa lunga e, sotto il mento, bianca.
Una donna vestita di sole
Domenica 5 Ottobre alle 17,00 presso la chiesa parrocchiale di Puegnago del Garda, debutterà in anteprima per il pubblico gardesano “Una donna vestita di sole“, oratorio composto dal maestro Antonio Zanon per il soprano Daniela Longhi, coadiuvata dal coro di voci bianche Carminis Cantores diretto dal maestro Armando Tasso, direttore del coro dell’Arena di Verona che dirigerà anche l’orchestra d’archi che accompagnerà le voci. L’opera è stata recentemente registrata in sala d’incisione e nell’occasione verrà proposto il Cd completo di tutti i brani eseguiti nell’occasione.
Ottobre in festa a Polpenazze sul Garda
Tutto è pronto a Picedo di Polpenazze per l’edizione 2008 di “Ottobre in Festa“, la lunga serie di eventi enogastronomici, sportivi e culturali che animerà il Garda Occidentale per tutto il mese di Ottobre, fino a domenica 26, nel nome della nota e conviviale sigla del “fare festa insieme”. Serate a tema, concerti, manifestazioni sportive, beneficenza, gastronomia, ballo e animazione sono le ricette di un appuntamento ormai noto fin dai tempi in cui era ubicato sulla collina di Puegnago del Garda, divenuta nel tempo inadatta a contenere tutti i partecipanti, che chiude l’estate con quel poco di ritardo che il mite clima del lago consente, soprattutto quest’anno. Si parte venerdì 3 alle 18,00 con l’apertura degli stand, e per tutto il primo weekend sarà di scena la Festa della Bruschetta, a cui poi si suseguiranno nei tre weekend successivi la Festa della Polenta Tiragna, la Festa delle Castagne e del Vino nuovo, per finire con la Festa del Tartufo. Inoltre, i primi tre giorni di ogni settimana, serate a tema enogastronomico in ristoranti convenzionati della zona; si riposa solo il giovedì, giusto il tempo, per l’impeccabile organizzazione del Gruppo Podistico Felter presieduta da Costantino Felter, di preparare a puntino ogni fine settimana. E’ previsto l’afflusso di circa 200.000 persone distribuite nei vari giorni della manifestazione, per la quale è possibile seguire giornalmente l’evento sul sito ufficiale www.ottobreinfesta.it .
Grazie al licenziamento, due biglietti gratis al musical
E’ grande la sensibilità del compositore inglese Andrew Lloy Webber (quello del Fantasma dell’Opera, Cats e Jesus Christ Superstar, per intenderci) : regalerà due biglietti omaggio per due dei suoi ultimi musical (The sound of music e Joseph and the amazing technicolor dreamcoat) a tutti i londinesi che si presenteranno al botteghino con una lettera di licenziamento datata nel mese di Settembre. Devo ricordarmi di segnalarlo a Jakala, che forse si trova ancora da quelle parti. Non so se in Italia sarà attuabile un’iniziativa del genere, come paventato da Saturnalia, ma qualcuno sta già scorrendo i titoli delle pièce di Ottobre.
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