Domani, sabato 3 Ottobre, insieme ad Agostino, andiamo alla Blogfest, visto che il tempo regge, al contrario di quanto avviene invece nel sud dell’Italia, e che probabilmente non capiterà per un bel po’ di avere un Ottobre così caldo da quelle parti. Se un giorno si dovesse decidere tuttavia di cambiare location per la manifestazione, o per organizzarne un’altra, io voterei a fare di Verona, una città dove la connettività è garantita gratuitamente in diverse parti del centro storico ma, grazie a ripetitori saggiamente installati, anche in parchi pubblici e zone più lontane. La sera poi è in programma la Notte Bianca di Brescia, anche se evidentemente, come già accaduto per la Notte Bianca della Mille Miglia, devo evidentemente rivedere la mia teoria sulla differenza tra “notte” e “sera”, ma tant’è; vediamo un po’ se di tempo ne rimane per provare ad assistere a qualcuno degli eventi all’interno di un programma un po’ “cervellotico” che mi ha tolto la voglia di provare ad organizzare un itinerario; andiamo a naso và.
Sicurezza stradale
Da automobilista e da viaggiatore, ritengo che se si vuole migliorare la sicurezza stradale, bisogna impedire a furgoni, camion, Jeep, Suv e a tutte quelle vetture che impediscono alle vetture che le seguono di vedere al di là delle vetture che le precedono di occupare la corsia di sorpasso in presenza di altre vetture.
Sono ripartiti gli incentivi per le biciclette
Quasi mi sfuggiva la notizia della riapertura degli incentivi per l’acquisto di biciclette nuove; del resto i fondi erano previsti per Luglio, diciamo che hanno tardato un po’. Sul sito ufficiale i nomi dei rivenditori, provincia per provincia. Si prevedono tempi stretti però: tre, quattro settimane al massimo, meglio affrettarsi.
I miei primi 20 km
Erano le idi di Agosto quando, in previsione del nuovo concerto, mi misi con impegno a fare un po’ di jogging, per rinfrancare il fiato e rientrare in una forma più adeguata al ruolo che mi apprestavo ad interpretare. Grazie ad alcune discussioni su FriendFeed, il 19 Agosto diedi vita addirittura ad un gruppo di appassionati runners per condividere giorno per giorno percorsi, tempi e sensazioni. Ricordo ancora all’inizio la fatica e la delusione dopo i primi scarsi risultati: 3 km in mezz’ora e uno spasimo da vergogna per recuperare. Poi invece, anche con l’arrivo di una temperatura più fresca, arrivano i 10km, i 13 km ed un costante progresso sui tempi. Poi oggi, improvvisamente, durante l’abituale percorso in mezzo ai vigneti del Monte Netto, ripensando alla possibilità di partecipare alla Mezza Maratona di Brescia, alla quale avevo già rinunciato perchè innanzitutto non mi andava di spendere 50 Euro per farmi rilasciare il certificato di sana e robusta costituzione, e poi perchè non avendo ricevuto risposta da parte dell’organizzazione alla mia e-mail di richiesta di informazioni (io detesto coloro che non rispondono alle e-mail) ci avevo già messo una pietra sopra. Forse proprio per questa stizza, o forse per il profumo di mosto che si stagliava per i vigneti, o per la temperatura perfetta grazie alla quale non sembrava nemmeno di sudare, o per l’avvicinarsi di un tramonto che, visto dal colle, offriva un panorama imperdibile, fattostà che al bivio che chiude il percorso campagnolo e riporta in paese, decido di riprendere nuovamente la strada in leggera salita e di rifare ancora una volta il giro del colle, altri 8 km dopo averne percorsi altri 9, più la strada del rientro. Ed ecco che, insospettabilmente, l’andatura addirittura aumenta, e mi godo tutta la freschezza della sera incontro al sole che fa solo capolino, giusto per controllare che ce la potessi fare davvero. E la mia mezza maratona la corro lo stesso, 20 km con il ragguardevole tempo (per le mie condizioni) di 1h 38′ 36″. Una prestazione così, un post lo meritava, ma…aspetto nuovi obiettivi, prima che arrivi il freddo e la pigrizia torni a prendere il sopravvento.
Carlo De Bernardi, la destra al potere

Carlo De Bernardi giocava sempre a destra, ala destra, dove, a quei tempi, in quel ruolo, si doveva appoggiare l’attacco con l’occhio rivolto sempre indietro, pronti a tornare per aiutare il centrocampo, o addirittura la difesa. Lui invece non era un tornante, era un attaccante vero, uno di quelli veri, che facevano i gol e stavano lì ad aspettare il guizzo giusto, Uno tosto da marcare perchè le difese avversarie non potevano più contare sul “fluidificante” di sinistra, che generalmente durante le partite diventava l’attaccante in più; quando giocava De Bernardi il fluidificante era meglio che restasse dietro di lui, prima di vederlo correre alle proprie spalle senza alcuna speranza di ripigliarlo. Purtroppo, un ruolo così inusuale, poteva essere concepito solo in una squadra dal gioco inusuale. Lui la trovò nell’Udinese negli anni tra il ‘77 e il ‘79, anni in cui quella squadra partì dalla serie C per arrivare in soli due anni diretta in serie A, vincendo, durante il percorso, la Coppa Italia di Serie C nel Torneo Angloitaliano e la Mitropa Cup. Una volta in Serie A però, lui non trovò più lo spazio necessario, il cambio di allenatore, di gioco, lo tagliarono fuori, lasciandogli le briciole di sole 4 presenze nella massima serie; così ripartì dalla serie B, dal Cesena e poi l’Atalanta ed infine la chiusura, precoce a 32 anni, al Modena in serie C. Egualmente precocemente, si è spento oggi, a soli 56 anni, dopo una lunga malattia.
Giuliano GIULIANI - Franco MANCINI - Ferdinando MINIUSSI - Tazio ROVERSI - Gaetano SCIREA - Sandro SALVADORE - Michele LORUSSO - Andrea STIMPFL - Edoardo BORTOLOTTI - Gianluca SIGNORINI - Armando PICCHI - Ugo FERRANTE - Massimiliano FIONDELLA - Fabrizio GORIN - Regis GENAUX - Giuseppe LONGONI - Andrea FORTUNATO - Giacinto FACCHETTI - Manlio MUCCINI - Lauro MINGHELLI - Ciro PEZZELLA - Guido VINCENZI - Vittorio MERO - Niccolò GALLI - Fulvio ZUCCHERI - Josè Guimaraes DIRCEU - Mario FRUSTALUPI - Gian Pietro TAGLIAFERRI - Enzo SCAINI - Giacomo BULGARELLI - Giorgio FERRINI - ENEAS de Camargo - Rino GRITTI - Carlo TAGNIN - Pippo BIONDI - Ludo COECK - Luciano RE CECCONI - Bruno BEATRICE - Giorgio ROGNONI - Agostino DI BARTOLOMEI - Francesco BRIGNANI - Enrico CUCCHI - Adriano LOMBARDI, Renato CURI - Erminio FAVALLI - Donato BERGAMINI - Fernando VIOLA - Luigi MERONI - Mauro BICICLI - Carlo DE BERNARDI - Gionata MINGOZZI - Gaspare UMILE - Giuliano TACCOLA - Franco ROTELLA - Paolo BARISON - Alessandro VITALI - Jason MAYELE’ - Sauro PETRINI - Giuseppe CAMPIONE - Erasmo IACOVONE - Danilo DI VINCENZO - Federico PISANI - Nello SALTUTTI - Giuliano FIORINI - Giovanni DE ROSA - Roberto TOMBOLATO - Virginio DEPAOLI.

La prima di “Romanza”
E’ andata. La prima del nuovo concerto-spettacolo “Romanza” è andata in scena venerdì sera, in una piazzetta (per quanto piccola) stracolma di gente attenta e silenziosa. Sensazioni buone, emozioni e brividi, ma la sicurezza di aver lavorato bene, anche se in modo inusuale per una rappresentazione del genere. Bello soprattutto lavorare con persone in grado di condividere le stesse emozioni, rappresentandole in modo differente, ma sentito, partecipato, preciso e professionale. E trovare qualità del genere in artisti così giovani infonde anche un profondo senso di fiducia nel futuro, nella passione e nella abnegazione.
Ho avuto dal fotografo ufficiale in anteprima le prime immagini della serata, tra non molto dovrebbero arrivare anche le altre, che non potrò certo pubblicare tutte (oltre trecento !!) e i video.
Lo avessi visto, Gigi Depaoli…

Quando con mio padre si finiva a parlare di calcio, in un periodo (gli anni ‘70) in cui il Brescia era costantemente in serie B, passavamo in rassegna i nomi dei giocatori di quegli anni, finchè lui non tirava fuori la solita frase: “Ah, ma se l’avessi visto Depaoli…!”.Depaoli aveva smesso da poco di giocare, e a dire la verità un paio di volte io l’avevo visto, anche se francamente non lo ricordo, ero troppo piccolo, ma ricordo l’eccitazione del pubblico che, anche quando era ormai al termine della carriera, vedeva in lui il campione, l’esempio, il trascinatore. Merito anche delle 3 convocazioni (e un gol) in Nazionale e dei due anni passati in bianconero alla Juve, e naturalmente delle sue punizioni, che a quei tempi non erano in tanti a saperle tirare così. Credo dinon aver piùvisto a Brescia un giocatore tanto amato dai tifosi, anche quando, smessi gli scarpini chiodati, abbandonò progressivamente lo sport, per rimanere però ancora a Brescia, dove aveva ormai deciso di vivere anche tutta l’altra vita. Credo che sia stata una buona vita, in mezzo a tanto affetto e tanta discrezione.

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Pa’ e marene
Per continuare il discorso dialettale del post precedente, è con un certo orgoglio che segnalo questo nuovo libro, Pa’ e marene (trad. Pane e amarene) della poetessa Lucia Cò (il cognome non lascia dubbi alla parentela), in attuale presentazione su tutto il territorio bresciano con l’autrice e, occasionalmente, anche il sottoscritto con Simonetta come accompagnamento musicale. Rispetto ad altre pubblicazioni dialettali, in questa raccolta di poesie sono presenti non solo opere in dialetto lumezzanese, ma anche in dialetto bresciano, in italiano, un racconto finale e alcune azzeccatissime illustrazioni della figlia Roberta.
Naturale che per me l’emozione sia enorme, riconoscendo personaggi e luoghi protagonisti delle liriche, ma sono certo che nessuno possa evitare di rimanere colpito dalla sensibilità e dalla profondità delle parole di Lucia, parole che anche nella versione italiana (le poesie dialettali vengono pubblicate con la relativa traduzione) mantengono inaspettatamente immutata non solo l’intensità, ma spesso anche la musicalità.
Quando ho in mente l’immagine di un artista, la vedo con il proprio tormento sopportare sofferenze che non potrebbero essere condivisibili in altro modo che tramite l’arte; io che ho il privilegio di conoscere bene l’autrice, so quanto vere siano le sue sensazioni, nonostante chiunque possa rispecchiarsi dentro di esse facendole proprie, e trovo che le mie impressioni siano state egualmente condivise dalle personalità che hanno curato la prefazione del libro.
Il libro è edito da Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori in collaborazione con la Provincia di Brescia, i comuni di Lumezzane e Polaveno e Banca Valsabbina, ed è in vendita a 10,00 Euro tramite Internet o in qualunque libreria. Se invece qualcuno fosse interessato alla presentazione del libro presso il proprio comune o associazione, può inviare una richiesta anche al contatto e-mail di questo blog, o lasciare un commento al post.
Mi permetto di riportare qui sotto la mia lettura di una delle poesie pubblicate in italiano, che forse è più adatta in quest’ambito.
Dizionario Lumezzanese - Italiano
Il dialetto lumezzanese è una lingua che da sempre si discosta non solo dal dialetto del capoluogo (Brescia), ma anche dalla Valtrompia o dalle altre valli bresciane; è un linguaggio così colorito, a volte aspro, a volte buffo, ma con una sua personalità molto ben definita da farsi riconoscere anche all’estero, e non è raro riconoscerne l’inflessione dialettale anche nel linguaggio italiano (a me successe a Barcellona di essere riconosciuto come tale !). Se per la dizione difficilmente è possibile sbagliarsi (il suono è molto simile al bergamasco, ma con un’eleganza più evidente soprattutto nei finali che ricordano l’accento francese), per la scrittura le difficoltà sono ancora maggiori, anche tra le stesse frazioni di Lumezzane. E’ ancora da varare infatti un dizionario ufficiale, ma molte sono le ricerche ancora in fase di costruzione così come ne esistono di già realizzate. Tra queste segnalo questo dizionario autonomo ed autofinanziato di Margherita Cattalini Ghidini, nativa della frazione di Sant’Apollonio, dove ancora risiede; un’opera che ha richiesto diversi anni di lavoro per ottenere un pietra miliare dei vocaboli utilizzati fin dai primi del ‘900, molto utilizzata è infatti la “u” al posto della “v” o della “a”, più moderna (scalcagnàua=scalcagnava); caratteristica particolare inoltre la “dh” in luogo di alcune “s” (odhél=uccello) ; altri vocaboli invece sono traducibili solo con delle frasi e non solo con un vocabolo (empastelàa=addomesticare gli uccelli con il cibo). Singolare è la scelta di stampare la famosa “s” aspirata non con la “h” che ricorda certamente meglio il suono espresso, con una s sottolineata, che potrebbe dare qualche problema agli scrittori informatici. In ogni caso un lavoro di grande interesse culturale, da prendere in considerazione anche come studio storico, proprio per le caratteristiche precedentemente espresse, che forse in qualche caso si sono talvolta perdute in un suono lievemente più “italianizzato”. Come detto, il libro è autofinanziato e attualmente non distribuito da alcuna casa editrice, è però possibile richiederlo direttamente presso la Biblioteca Comunale di Lumezzane.

Cartoline da…Poggio Spaccato e Orvieto
Nel profondo dell’entroterra umbro, inerpicato su una strada prediletta dai motociclisti per le sue moltissime curve, a distanza di qualche chilometro dal comune capoluogo San Venanzo, e sull’altro versante, della piccola Ospedaletto, proprio sulla cima del passo del Monte Peglia che scollina verso Fabro, Orvieto oppure Marsciano, sorge Poggio Spaccato, una piccola e deliziosa località dove il clima particolarmente mite, ma quasi mai piovoso è l’ideale per una vacanza all’insegna del relax, del silenzio senza rinunciare al sole e al comfort, se li si desidera. Di lì a circa quaranta chilometri, l’occasione di vistare anche la stupenda Orvieto, borgo medievale destinato probabilmente a morire per la natura geologica del suo sottosuolo, con le sue attrazioni turistiche quali il Duomo e il Pozzo di San Patrizio, oltre alle altre che giornalmente attirano frotte di turisti, senza però l’affollamento della vicina Assisi. Una vacanza per me sorprendente, che ha riservato, senza rinunciare al divertimento e alla compagnia degli amici, una tranquillità ed un distacco così completo da rimanere un obiettivo anche per il prossimo anno.

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